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venerdì 21 gennaio 2011

Slc Cgil: Comunicato stampa su Teleperformance



COMUNICATO STAMPA

Teleperformance: l’azienda dia risposte chiare ai propri lavoratori

Il 19 gennaio è stata inoltrata al Ministero del Lavoro da SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL una richiesta di verifica sui contratti di solidarietà sottoscritti con Teleperformance.
“Quando lo scorso 24 giugno firmammo con Teleperformance l’accordo che ritirava gli 847 esuberi dichiarati sulle tre sedi italiane (Roma, Fiumicino e Taranto) a fronte dell’introduzione dei contratti di solidarietà per l’intera platea dei lavoratori di TP, ponemmo come condizione irrinunciabile l’impegno dell’azienda a rafforzare i volumi di lavoro in Italia anziché continuare a portare attività nelle sedi albanesi – così recita una nota della Segreteria Nazionale della SLC-CGIL”.
“Purtroppo a distanza di sei mesi dalla firma di quell’accordo dobbiamo constatare come l’azienda non stia dando quei segnali di discontinuità richiesti. Con centinaia di lavoratrici e lavoratori quotidianamente interessati dalla solidarietà, importanti commesse (Alitalia, Sky) continuano ad essere lavorate in maggioranza nelle sedi estere – così continua la nota della SLC-CGIL”.
“Noi riteniamo che Teleperformance abbia il dovere, verso i propri dipendenti e verso la collettività, di dare risposte concrete alla crisi delle sedi italiane – conclude SLC-CGIL – Nel biennio 2008-2010, mentre le sedi italiane vedevano l’acuirsi della crisi sfociata nella dichiarazione di 847 esuberi, le sedi albanesi, nate per l’offerta off-shore per il mercato italiano, vedevano una crescita del 700% (passando da 100 postazioni di lavoro a più di 700). E’ tempo che Teleperformance smetta di essere fra le società in outsourcing che maggiormente fanno ricorso alle delocalizzazioni, alimentando così in tutto il settore la competizione basata sulla contrazione dei costi e non più sulla qualità, e torni a puntare sulla professionalità delle centinaia di lavoratrici e lavoratori di Roma e Taranto”

Roma, 21 gennaio 2010


giovedì 20 gennaio 2011

Comunicato stampa Slc Cgil su delocalizzazioni Vodafone

VODAFONE: SLC-CGIL “AZIENDA SMENTISCA PROGETTO
DI DELOCALIZZAZIONE IN ALBANIA E ROMANIA”


“Sempre di più i responsabili delle attività di customer care di Vodafone Italia vanno dichiarando esplicitamente ai propri dipendenti che l’azienda ha avviato un progetto di delocalizzazione delle attività a minor valore verso call center rumeni e albanesi, in particolare l’assistenza telefonica di front end. Inoltre a noi ci risulta che, già da mesi, Vodafone direttamente, o tramite i propri outsourcer italiani, ha delocalizzato parte delle attività di back office, cioè le pratiche amministrative. Vodafone deve fare chiarezza e dichiarare quello che realmente intende fare, assumendosi tutte le proprie responsabilità”. Così dichiara in una nota la Segreteria Nazionale di SLC-CGIL, il principale sindacato del settore.

“Ci troviamo di fronte ad un’azienda dagli utili stratosferici, che sta distruggendo lavoro nel nostro Paese con evidenti rischi anche sul piano della tutela della privacy. Chi controlla infatti il corretto utilizzo dei dati sensibili, dal traffico telefonico alle coordinate bancarie di milioni di clienti italiani? Cosa impedisce che anche i clienti Vodafone non finiscano nel traffico illegale internazionale di dati?”.

“Da più di un anno come SLC-CGIL denunciamo quanto la delocalizzazione delle attività di call center da parte di Vodafone, Wind, SKY, H3G, Telecom, Alitalia, ecc. stia distruggendo migliaia di posti lavoro nel nostro Paese, alimentando una forma di dumping perversa che fa della competizione sul costo e non della qualità la bussola per erogare servizi ai clienti TLC”.

“Confindustria, Governo e le diverse grandi aziende – conclude SLC-CGIL – non possono continuare a far finta di nulla, di fronte magari a pochi milioni di euro di risparmio su bilanci multimiliardari che si traducono però in disoccupazione o ricorso agli ammortizzatori sociali per migliaia di ragazze e ragazzi”.


Roma, 19 Gennaio 2011