lunedì 21 aprile 2008

UNA BREVE RIFLESSIONE SULLE DICHIARAZIONI RILASCIATE DAL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA

All'indomani delle elezioni politiche che hanno visto un risultato che richiede una profonda riflessione, sabato scorso state rilasciate alcune dichiarazioni da parte di Montezemolo preoccupanti e sulle quali dovremmo tutti soffermarci. L'attacco diretto e' ai sindacati e nello specifico alla Cgil, alla contrattazione, al conflitto. Si definisce lo sciopero una pratica vecchia. A questo si aggiunge un plauso da parte del presidente di confindustria alla defiscalizzazione degli straordinari e a premi individuali dati unilateralmente dall'azienda. Ci si spinge ancora piu' in avanti, si sostiene infatti che i lavoratori sono molti piu' vicini alle posizioni degli imprenditori che non a quelle dei sindacati. A mio avviso la gravità non risiede solo nelllo schierarsi contro il sindacato, che deve necessariamente in questo momento aprire una grande riflessione al suo interno. In queste dichiarazioni vedo un attacco diretto a tutti quei diritti conquistati con le lotte di donne e uomini, un attacco alla contrattazione nazionale e alla garanzia che proprio dalle organizzazioni collettive giunge per porre sullo stesso piano i lavoratori e gli imprenditori.
Invito tutti a leggere con attenzione le dichiarazioni di Montezemolo,per capire la direzione che il nostro paese si prepara ad intraprendere. Ora più che mai è necessario avviare un ragionamento complessivo su una società che rischia di vedersi defraudata di diritti acquisiti.

Barbara Cosimi rsu Slc Cgil Atesia

mercoledì 16 aprile 2008

Comunicato 15 aprile 2008 Cdlt Cgil Rm Sud

In Prima linea…sempre
Crediamo di aver percorso una parte importante nella “normalizzazione” di Atesia. Sappiamo di dover ancora ottenere importanti miglioramenti salariali e non solo:

  • implementazione delle ore lavorate
  • Premio di Risultato
  • orari di lavoro e matrice oraria
  • giusto inquadramento per tutti
  • vivibilità (ambiente e organizzazione del lavoro).

Tali operazioni non possono essere e aggiungeremmo non devono essere disegnate ad immagine delle organizzazioni sindacali (intese come strutture territoriali o nazionali), l’emancipazione, la crescita, la consapevolezza dei propri diritti e delle proprie potenzialità rivendicative, devono crescere e svilupparsi nel tessuto aziendale. Sono le lavoratrici ed i lavoratori che impegnandosi devono trovare soluzioni attraverso lo strumento della rappresentanza sindacale.
La CGIL vuole essere lo strumento della realizzazione dell’affrancamento dalla sudditanza individuale che i lavoratori precari per tanti anni hanno dovuto subire.
Da parecchi mesi abbiamo costituito il Comitato degli Iscritti che è diventato per noi strumento di elaborazione, sindacalizzazione e interazione con le lavoratrici ed i lavoratori di Atesia, anche per questo motivo siamo riusciti a costruire rapidamente una GRANDE E RAPPRESENTATIVA LISTA ELETTORALE PER LE RSU.
Noi stiamo attuando ciò che dicevamo, abbiamo fornito ai lavoratori lo strumento per l’emancipazione, dal momento delle elezioni, DA NOI PROCLAMATE IL 7 APRILE, saranno le donne e gli uomini che in Atesia lavorano a dover costruire il proprio futuro. Molti in questi mesi, senza assumersi l’onere delle scelte “hanno straparlato”, molte volte aggredendo pesantemente la nostra organizzazione, abbiamo avuto anche modo di vederli poi anche all’opera, i Cobas hanno 1 RSU in Almaviva Contact e a noi non sembra che tra le cose “gridate” nelle nostre assemblee e quelle fatte si dimostri una grande coerenza e capacità di realizzazione. D’altronde già avevamo visto l’agire dei Cobas nel Gruppo con la rappresentanza unica in Xcos.
Noi sappiamo che nessuna organizzazione sindacale confederale o autonoma senza una piena rappresentanza e partecipazione è in grado di trovare soluzioni di vivibilità in azienda, e per la costruzione di questa abbiamo lavorato, NOI NON ABBIAMO LAVORATO CONTRO QUALCUNO ma per le lavoratrici ed i lavoratori anche se con pochi strumenti.
Sappiamo che solo l’elezione di una rappresentanza che acquisisca il controllo dell’organizzazione del lavoro: Orari, Ambiente, Tempi di lavoro, si può rendere Atesia un’azienda dove lavorare non sia più un incubo.
PER QUESTO VI CHIEDIAMO DI SOSTENERE LA CGIL NELLE ELEZIONI E VOTARE LE VOSTRE COLLEGHE ED I VOSTRI COLLEGHI CHE HANNO SCELTO L'IMPEGNO SINDACALE NELLA NOSTRA LISTA.
Noi non siamo spuntati oggi chiedendovi un voto per poi farne ciò che vogliamo, sono mesi che combattiamo e tentiamo con questa difficile azienda di ottenere degli avanzamenti, ci abbiamo messo la faccia ed il cuore, non ci siamo mai tirati indietro e continueremo ad esserci sempre. A noi l’azienda in nessun modo ci ha aperto le porte, cosa che sta facendo con l’UGL, i dirigenti tranquillamente girano per l’azienda senza che nessuno ponga questioni, ricordiamo di quando Atesia a noi della Cgil non ci consentiva neppure l’accesso ai locali. Noi non abbiamo mai chiesto e non chiediamo favori ma una equa risoluzione dei problemi di chi è in difficoltà.
Aiuteremo la nuova rappresentanza sindacale con corsi di formazione e con un’assistenza continua, rispettando sempre l’autonomia della RSU.

Roma, 15 aprile 2008 Cdlt Cgil Rm Sud

LISTA CANDIDATI CGIL

ELEZIONI RSU ATESIA

PARTECIPA

100 ANNI DI STORIA, DA PORTELLA DELLA GINESTRA A MELFI, DONNE E UOMINI CHE HANNO LOTTATO E LOTTANO PER:
LIBERTA’ DIRITTI DIGNITA’

CGIL IL SINDACATO SOLIDALE CHE METTE INSIEME GLI INTERESSI DI TUTTE LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI.
VOTA LA LISTA SLC-CGIL
PUOI DARE LA PREFERENZA AD UNO DEI CANDIDATI DELLA LISTA
Il sindacato è ognuno di noi che si impegna collettivamente per un risultato generale, questo è quello che propongono:

Agostini Emanuela

Furgiuele Gianpaolo

Pati Assunta

Amodio Gaetano

Grompone Gianfranco

Pugliesi Claudia

Boison Aurora

Lisi Elimena

Roatto Giandomenico

Brancorsini Cinzia

Marotta Giuseppe

Scopino Pompeo

Cerilli Stefania

Migliorelli Francesca

Spinedi Alessandro

Coccia Norma

Morello Silvia

Tarantelli Giampiero

Cosimi Barbara

Nuti Davide

Tibaldi Roberto

D'Alessandri Maria

Pacifici Emiliana

Torcigliani Matteo

De Marchi Martina

Panariello Maria

Turriziani Eleonora

Di Seri Angelo

Pani Marcello

Volpi Marco

TANTI PER RAPPRESENTARE TUTTI

giovedì 10 aprile 2008

ELEZIONI RSU/RLS ATESIA

Come CGIL il 7 aprile abbiamo aperto le procedure per le elezioni delle RSU in Atesia, quelle in essere sarebbero scadute naturalmente a giugno, abbiamo però scelto di indire le elezioni (stando comunque nelle regole) il prima possibile, rendendoci conto, per il gravoso lavoro già svolto ed i numeri esigui di rappresentanti sindacali, della necessità di incrementare e rinnovare la RSU.
Per noi la pratica DEMOCRATICA è essenziale, solo attraverso una rappresentanza riconoscibile si può dare risposta ad istanze giornaliere.

14 MOTIVI PER VOTARE LA CGIL:
1. perché è il sindacato della partecipazione, tutti i passaggi democratici sono stati svolti per volontà principale o unica della CGIL,
2. perché ha riconosciuto i propri errori fatti su Atesia ed ha investito nel cambiamento, presenza e qualità della contrattazione,
3. perché si è impegnata con le istituzioni per avere cambiamenti normativi a favore dei lavoratori dei Call Center, ultima circolare sull’Outbound,
4. perché ha dimostrato di essere il sindacato della contrattazione ed anche del conflitto,
5. perché presenterà una lista numerosissima e piena di donne e uomini con la volontà di cambiare le cose,
6. perché non è il sindacato dei favori ma rappresenta i bisogni generali,
7. perché è stato il sindacato che ha ideato e fatto applicare le macrofasce,
8. perché li dove la CGIL non è il primo sindacato le macrofasce sono state smontate, gli orari e l’organizzazione del lavoro sono peggiorati,
9. perché si è impegnato e si impegnerà per il miglioramento salariale, da subito l’aumento delle ore lavorate altrimenti sarà ancora sciopero,
10. perché è il sindacato che non ha firmato il Patto per l’Italia con Berlusconi ed ha difeso l’art 18 dello Statuto dei lavoratori (3000000 di persone in Piazza),
11. perché è il primo sindacato in Italia ed è quello che vuole mantenere la centralità del Contratto Nazionale, la contrattazione territoriale o aziendale non vive in aziende padronali come Atesia,
12. perché vuole mantenere ed estendere i diritti, puntando sul miglioramento della condizione di vivibilità ed ambientale dentro Atesia,
13. perché in questi mesi ha risposto efficacemente a contestazioni e problematiche individuali,
14. perché sa che solo con la costituzione di una forte rappresentanza interna si possono cambiare le cose in Atesia.
Per tutti questi motivi vi invitiamo a sostenere la CGIL, a partecipare anche nelle sue liste alla fase elettorale, sappiamo di poter rappresentare tutte e tutti vi chiediamo di essere tanti.
Roma, 8 aprile ’08

Slc Cgil Roma e Lazio - Cdlt Cgil Roma - Rsu Slc-Cgil Atesia

mercoledì 9 aprile 2008

Intervento alla iniziativa de " La Sinistra L'Arcobaleno" dedicata al mondo del lavoro

Il mio nome è Barbara Cosimi sono una lavoratrice di Atesia, uno dei più famosi call center romani.
Tutti conoscono la storia di Atesia, una storia che racconta di un emblema della precarietà dei nostri tempi, dove solo la lotta e l’impegno di molti ha prodotto un forte no ad una condizione di ricatto continuo legata alla tipologia contrattuale. Voglio ricordare infatti che fino a non molto tempo fa tutti i lavoratori presenti in questa azienda avevano contratti co.co.pro. Ed e’per me quella realtà complicata e difficile che vivo quotidianamente, un punto di osservazione privilegiato di una società che si delinea sempre più permeata di precarietà. Uno spaccato sociale nel quale osservare anche il consolidamento di una nuova forma di precarietà, non più legata alla tipologia contrattuale : il processo della cosiddetta stabilizzazioni seguita alle lotte e alla circolare Damiano del giugno 2006 ha visto infatti l’assunzione a tempo indeterminato di migliaia di lavoratori dei call center e dunque anche l’assunzione in Atesia dei lavoratori precari. La precarietà si configura qui ora essenzialmente come instabilità salariale. In Atesia infatti la media di retribuzione e’ di 600 mese e la condizione economica media dei lavoratori dei call center in outsourcing si allinea più o meno su questa cifra. Per la maggior parte sono infatti lavoratori assunti con contratti part-time, dove la normalità è dover avere due attività lavorative per poter arrivare alla cosiddetta quarta settimana, con tutte le difficoltà che ne seguono nella gestione della vita personale. Basta ad esempio pensare ai tempi ed anche ai costi per lo spostamento da un posto di lavoro ad un altro in una città come Roma, oppure alle estreme complicazioni che ne derivano nella cura della propria famiglia. L’orario di lavoro così non è più di otto ore, ma diventa anche di 12 giornaliere.
Una realtà certo non di piccolo conto né fatta di numeri esigui ( si contano infatti circa 20.000 addetti nei call center).
La realtà del lavoro del call center è uno spaccato significativo che si affianca a realtà lavorative anche molto differenti tra loro, dove forse l’unico filo conduttore e’ la presenza di grosse sacche di lavoro precario. L’esercito dei lavoratori precari infatti si incrementa sempre di più in tutti i settori dall’amministrazioni, alla ricerca, ai servizi.
La precarietà contrattuale o la nuova forma di precarietà salariale e’ sempre più radicata nella nostra realtà e si trasforma in un disagio sociale che allontana dai modi e dai luoghi della vita sociale, che rende complicata e difficoltosa affrontare la quotidianità fatta di accesso alla casa ed ai servizi.
Questa condizione che vivo e vedo vivere dai miei colleghi mi ha portato dunque ad un’attività sindacale che mira ad un miglioramento delle condizioni salariali e di vivibilità all’interno dell’azienda, con lotte tese anche all’acquisizione di un reddito che superi la soglia di povertà.
Tuttavia credo che sia anche la buona politica , che deve affiancare un buon sindacato, quella che deve farsi carico di questa nuova realtà e che affronti con coraggio e concretezza le carenze sociali a cui noi oggi abbiamo il dovere di guardare.
Una buona politica che veda il superamento della legge 30, che riveda le norme del part-time sagomate più sulle esigenze dei lavoratori che non su quelle delle aziende, che controlli che le gare di appalto siano nelle regole e non al ribasso e che riveda le cessioni di ramo d’azienda. Una politica che garantisca aiuto ai giovani e ai non più giovani precari nell’accesso alla casa, diventata ormai un privilegio per pochi fortunati che possono contare su un aiuto di altri, una facilitazione nell’accesso all’istruzione, ai trasporti, alla cultura e alla bellezza, beni questi ultimi non superflui ma necessari per un’integrazione sociale che renda viva e sana la nostra collettività. Una città dunque in grado di rispondere solidalmente alle difficoltà di moltissimi lavoratori precari che in essa vivono, lottano e si muovono quotidianamente.
La mia candidatura come consigliere al comune di Roma si pone come una sfida assunta già con l’attività sindacale e che continua attraverso questa esperienza, una sfida che mira dunque a dare strumenti a tutti quei giovani e meno giovani nel superamento di questa precarietà acquisita purtroppo ormai come uno stato, direi, mentale, che tanto nuoce alle nostra società contribuendo a renderla sempre più grigia.
Come cittadina e lavoratrice mi attendo che la politica tutta si faccia carico concretamente di una condizione che non può e non deve più attendere risposte e per la quale è necessario lavorare ed impegnarsi.

Roma 07/04/2008
Cosimi Barbara rsu Slc Cgil Atesia
http://www.barbaracosimi.blogspot.com

lunedì 7 aprile 2008

Comunicato con cui vengono indette le elezioni RSU

Roma, 7 aprile 2008
Spett. Direzione Aziendale Atesia spa
Ai lavoratori della ditta Atesia spa
e p. c. All’Unione Industriali di Roma

Il sottoscritto Anelio Corsi in qualità di Segretario della Slc Cgil Roma e Lazio,
comunica

che sono indette le elezioni delle R.S.U. della ditta Atesia spa.
Entro 15 giorni dalla data della presente provvederò a comunicare alla Commissione elettorale l’elenco dei candidati che concorreranno, per la lista da me rappresentata, per l’elezione di n° 24 componenti della R.S.U.
Vi comunico che il componente della Commissione elettorale, per l’organizzazione da me rappresentata è il Sig.ra Leonida Natale.
Invito la Direzione aziendale ad ottemperare a quanto contenuto nell’art. 22 del regolamento allegato all’accordo del 20.12.1993.

In fede
Per la Slc Cgil Roma e Lazio
Anelio Corsi

martedì 1 aprile 2008

riflessioni sul convegno di torino

Il 25-26 febbraio abbiamo partecipato insieme ad altre delegazioni provenienti da tutta Italia al convegno sui call center in outsourcing tenuto a Torino. L’incontro ha fatto nascere l’esigenza di un successivo confronto in cui abbiamo verificato le diverse realtà e difficoltà di gestione in situazioni indubbiamente gravose.
I lavoratori del call center sono stati identificati a lungo come giovani studenti di passaggio, ad oggi siamo una categoria di 20.000 dipendenti a tempo indeterminato spesso legati a commesse che rendono il nostro posto di lavoro precario e dove predomina un economia al ribasso esigendo però la massima flessibilità. I luoghi di lavoro sono spesso malsani, sul modello delle catene di montaggio in cui la legge 626 è considerata solo per la pausa di 15minuti e la contrattazione di secondo livello è una realtà molto lontana.
Il percorso è arduo e lungo per riuscire ad arrivare ad essere realmente una categoria di lavoratori, magari come quella dei metalmeccanici, con diritti e regole solide nel rispetto delle proprie capacità e mansioni. La sfida che questi delegati hanno deciso di affrontare è pesante, queste persone si sono prese l’impegno di essere i nostri portavoce e molti di loro hanno scelto di stare in prima linea piuttosto che accettare o rimanere inermi con un atteggiamento critico non propositivo. Ad oggi sono ancora più convinta nell’impegno di questi colleghi che necessitano del sostegno e partecipazione di tutte quelle persone sensibili nel voler far crescere il proprio posto di lavoro nel rispetto e dignità dell’individuo e della categoria.
Fenice

venerdì 28 marzo 2008

Comunicato sui livelli 27.03.08

Roma, 27 marzo 2008
Spett.le Atesia spa e Almaviva spa

Oggetto: richiesta urgente di incontro
In relazione alle modalità di erogazione del 4° livello inquadramentale (contratto Telecomunicazioni) prevista dall’accordo sottoscritto dal Gruppo Almaviva e le OO.SS. in data 17/12/2007, riteniamo che non si stia procedendo conformemente a quanto indicato da codesto accordo dal momento che, ai dipendenti che precedentemente hanno avviato la medesima richiesta sotto forma di vertenza, si sta richiedendo la firma di una liberatoria “totale”, relativa a tutto l’effettivo od eventuale contenzioso, anche non inerente l’inquadramento contrattuale e senza aver concordato con la Slc Cgil il verbale di conciliazione.
La lettera di pre-accettazione sottoposta ai dipendenti non è in linea con quanto definito con le organizzazioni sindacali, e anche dopo esplicita richiesta, non è stata rilasciata alle rappresentanze sindacali, recita quanto segue:
“tenuto conto della richiesta di tentativo di conciliazione da Lei inoltrata e/o del conseguente contenzioso giudiziale, il passaggio al 4° livello, ribadita la piena legittimità del suo attuale livello di inquadramento, potrà essere disposto alla condizione essenziale che lei rinunci ad ogni rivendicazione e/o azione, anche per quanto riguarda l’inquadramento, con riferimento al rapporto di lavoro sino ad ora intercorso e con compensazione delle eventuali spese legali”.
Si ribadisce che la liberatoria non è prevista da nessun accordo sindacale, che non si è mai discusso né si è mai svolto un incontro per definire le modalità di rinuncia alle eventuali azioni legali preesistenti e che la O.S., dal momento che è titolare dell’accordo e rappresentante dei lavoratori iscritti a cui la lettera fa riferimento, deve essere presente al momento della presentazione di tale proposta ai lavoratori.
Per tutto quanto sopra riportato si richiede che venga subito sospesa la consultazione del personale interessato e che venga convocato un incontro urgente a cui siano presenti un dirigente aziendale che, avendo sottoscritto esso stesso l’accordo possa ritenersi garante dell’applicazione dello stesso, di una struttura sindacale titolare della firma dell’accordo e delle rappresentanze sindacali e aziendali del territorio, al fine di definire la liceità di tale interpretazione assolutamente unilaterale e restrittiva dell’accordo.
Chiediamo inoltre che al momento dell’incontro venga presentata la documentazione di cui l’azienda è in possesso circa la presunta e/o effettiva azione legale da parte dei dipendenti fino ad ora contattati e non.
Per la Slc-Cgil Roma e Lazio
Anelio Corsi

Comunicato sui livelli (14.02.08)

Roma, 14 febbraio 2008
Spett.le Atesia spa e Almaviva spa

Le scriventi OO.SS. in relazione alle quantità e ai tempi previsti dall’accordo sui passaggi dal 3° al 4° livello, chiedono all’azienda un’incontro territoriale, come previsto dallo stesso accordo, al fine di verificarne il rispetto e la corretta applicazione.
In assenza di convocazioni agiremo con gli strumenti legali atti a garantire il rispetto degli accordi e dei connessi diritti di informazione.
Distinti saluti
Slc Cgil Roma - Fabrizio Micarelli Sud
Fistel Cisl Regionale - Mauro Pollini
Uil.com Uil Regionale - Sergio Pantoni Uil Regionale

sms CGIL del 27.03.08

01.04.08 - ore 10,00: appuntamento davanti al Tribunale in Via Giulio Cesare, 54 per la seconda udienza della vertenza Sogei.

venerdì 21 marzo 2008

Richiesta di incontro

Roma, 20 marzo ’08
Spett.le Atesia e AlmavivA Contact spa
In relazione ad una discussione parzialmente avviata, quella inerente all’organizzazione del lavoro e all’utilizzo degli istituti contrattuali e di legge, vi richiediamo un incontro formale, al fine di portarvi una nostra proposta per la loro regolazione.
Ci sembra sempre più evidente, a seguito della trasformazione contrattuale, l’inadeguatezza dell’organizzazione del lavoro che continua a pesare troppo sui lavoratori, non dando oltretutto certezze di accesso e pari dignità a tutti.
In una situazione anormale com’è quella di Atesia/Almaviva C., è per noi assolutamente necessario, anche per migliorare il livello e la qualità del “prodotto”, MIGLIORARE LA CONDIZIONE DI VITA, per poter fare questo è assolutamente indispensabile regolare l’utilizzo ed il quantitativo di:
- permessi retribuiti (Rol/Ex Festività);
- ferie e Piano Ferie;
- permessi Studio;
- flessibilità in entrata- accesso ai Rol;
- utilizzo degli straordinari;
- trasferimenti da un servizio all’altro;
- modifica degli orari di lavoro;
Ricordando che per quanto attiene alla discussione sugli orari di lavoro (macrofasce, etc), va mantenuta aperto il confronto all’interno della Commissione Orari, dando a questa però senso, aggiungiamo che nel caso in cui questa discussione non procedesse o non desse frutti come l’azienda ha determinato dalla sua costituzione evidentemente dovremmo superarla attraverso i normali canali sindacali.
Va inoltre impostato un confronto sulla questione sicurezza e ambiente, con una serie di provvedimenti e procedure che più volte sono stati indicati dalle RLS e che mai sono state attuate se non in momenti di assoluta emergenza.
Crediamo che un utilizzo corretto degli istituti contrattuali possa iniziare a recuperare un rapporto tra lavoratori con organizzazioni sindacali e azienda che oggi è assolutamente conflittuale, in questo senso misureremo la reale volontà di apertura espressa dalla direzione aziendale.
Senza comunque dimenticare che a livello di gruppo si attendono risposte sulle questioni salariali pensiamo che una riorganizzazione possa dare respiro ai lavoratori, questo tentativo è evidentemente in linea con i cambiamenti del management aziendale, è un tentativo che non deve distrarre noi ed i lavoratori dalla fase conflittuale in essere.
Distinti saluti

Rsu Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil.com Uil Atesia Almaviva C.

mercoledì 19 marzo 2008

ELEZIONI RSU E RLS ATESIA

Nel 2007 c’è stata la grande opera di stabilizzazione di lavoratrici e lavoratori in decine di call center di tutta Italia, circa 20.000 persone hanno avuto FINALMENTE UN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO, realizzazione che in molti casi, come in ATESIA, ha significato il SUPERAMENTO della PRECARIETA’ CONTRATTUALE, e l’inizio di un percorso sindacale di richiesta d’innalzamento dei redditi e di miglioramento della condizione di lavoro, le quali rendessero questo enorme simbolo della precarietà un’AZIENDA NORMALE.
Oggi la CGIL a tutti i livelli sta spingendo sulle Istituzioni perché si faccia legislativamente chiarezza su:
· le tipologie contrattuali, riconoscimento per inbound e outbound a prescindere dalle verifiche delle Direzioni Provinciali del Lavoro di lavoro subordinato;
· la modifica delle gare d’APPALTO, non più al massimo ribasso;
· il superamento della legge sulla cessione di ramo d’azienda, che impedisce la tutela dei lavoratori anche all’interno delle grandi aziende.
Questo difficile percorso è stato portato avanti ed è ancora portato avanti con grande sforzo dalla CGIL.
Noi sappiamo che senza un chiarimento legislativo alcune situazioni non saranno risolvibili o sanabili dall’azione sindacale, anche se in molti casi si è riusciti a tamponare derive pericolose, va ricordato l’impegno della sola CGIL nel 2003: 3.000.000 di persone in piazza contro l’abrogazione dell’Art. 18 dello Statuto dei Lavoratori che avrebbe permesso i licenziamenti senza giusta causa.

Tornando a noi, non è stato un anno semplice per nessuno, ci sono stati momenti difficilissimi e ne stiamo vivendo ancora altri in queste settimane. Questo non ci scoraggia nè intendiamo tirarci indietro, per il senso di responsabilità che ci contraddistingue, perché sappiamo che il sindacato e gli avanzamenti che ne scaturiscono non sono solo il clamoroso risultato ma l’ottenimento ed il mantenimento dei piccoli e grandi risultati; ogni giorno i diritti vengono messi in dubbio da forze reazionarie e gruppi di potere, la CGIL ed i lavoratori devono saper lavorare ogni giorno per il riconoscimento dei diritti. Ogni giorno chi fa la RSU deve essere presente per tutelare le lavoratrici ed i lavoratori.
La richiesta d’aiuto di chi dentro un luogo di lavoro sta con difficoltà la si soddisfa con la rappresentatività, l’abnegazione, la militanza, la costante produzione di iniziative.
Questo siamo noi il più grande e rappresentativo sindacato d’Italia, 5.500.000 donne e uomini iscritti, migliaia di delegati. Il sindacato che ha fatto la STORIA DI QUESTO PAESE, dalla resistenza al nazifascismo, all’occupazione delle terre e dei latifondi nel sud d’Italia alle grandi manifestazioni di massa per l’ottenimento nel 1970 dello Statuto dei Lavoratori.

Scriviamo alle lavoratrici e ai lavoratori di Atesia perché crediamo sia giunto un altro appuntamento importante, avremmo potuto temporeggiare, vista la difficile condizione e la fase di agitazioni in essere, reputiamo però che la partecipazione anche in questi momenti sia determinante, crediamo che la democrazia non sia rinviabile, per questo, come abbiamo continuato a dire in ogni assemblea, a breve indiremo le ELEZIONI DELLE RSU/RLS DI ATESIA SPA; sappiamo anche che le elezioni innescheranno tra le organizzazioni sindacali competizione e concorrenza ma questo non ci mette paura.
Noi chiaramente chiediamo alle lavoratrici ed ai lavoratori la massima partecipazione, e l’impegno ad entrare in modo attivo nelle organizzazioni sindacali, solo così si può superare la fase di emergenza e organizzare in maniera ottimale la rappresentanza sindacale.
Cercheremo di condividere con le altre organizzazioni questa fase elettorale per quanto sia possibile, siamo anche certi che le lavoratrici ed i lavoratori riconosceranno alla CGIL:
· la presenza costante,
· lo sforzo della contrattazione,
· l’enorme impegno organizzativo e di partecipazione a questo difficilissimo anno trascorso.
Abbiamo subito attacchi dall’esterno e dall’interno ma siamo rimasti presenti:
· abbiamo tenuto tutte le assemblee dal novembre del 2006,
· abbiamo risposto (vincendole in massima parte) a decine di contestazioni disciplinari,
· abbiamo organizzato scioperi, iniziative e informato con migliaia di sms e comunicati le lavoratrici ed i lavoratori delle difficoltà della fase e dei diritti.
A questo punto vorremmo che le persone che lavorano in Atesia, comprese quelle critiche, tramite questo strumento di larga partecipazione, si impegnassero a trasformare la loro vita lavorativa.
L’abbiamo detto in ogni modo, il sindacato, la CGIL è fatta dei lavoratori che la rendono luogo di aggregazione e di elaborazione, senza la partecipazione attiva di tante donne e uomini, anche critici, non ci sarà mai un sindacato che rappresenti veramente i bisogni di tutte e di tutti.
Noi crediamo di aver fatto tanto, e sappiamo di dover fare ancora molto, il risultato è però ottenibile solo attraverso la partecipazione.
Con voi vogliamo chiedere:
· il mantenimento del centro di Roma con l’attuale forza lavoro,
· la non reintroduzione del lavoro a progetto,
· l’implementazione delle ore lavorate per chi lo desidera,
· il Premio di Risultato,
· il miglioramento delle Macrofasce estendendole a tutti,
· il giusto inquadramento per tutti (neo assunti e Ats) in tempi rapidi e certi,

Noi crediamo che tutto questo sia ottenibile se l’azienda, come la stiamo spingendo a fare, si darà un gruppo dirigente adeguato alla sua grandezza, se si manterrà fede agli impegni sottoscritti negli accordi.
Noi speriamo che tutto questo avvenga rapidamente, sappiamo anche, e l’abbiamo dimostrato: lottare, scioperare e contrastare il padrone e continueremo a farlo con energia nel caso in cui non dia le risposte adeguate.
Per avere tutto questo e la forza per ottenerlo è necessario l’impegno diretto dei lavoratori nelle organizzazioni sindacali. Per questo vorremmo che tante donne e uomini volessero presentarsi nelle nostre liste elettorali per le ELEZIONI DELLE RSU.
Per essere inseriti nelle liste contattate:
la Rsu di Atesia Barbara Cosimi: b.cosimi.rsu@atesia.it o l’indirizzo della Cgil: callcentersud@lazio.cgil.it nel più breve tempo possibile.
http://infoatesia.blogspot.com/
“La rivoluzione non è questione di merito, ma di efficacia, e non v'è cielo. C'è del lavoro da fare, ecco tutto.” Jean Paul Sartre

Roma, 19 marzo 2008
Cdlt Cgil Roma Sud

lunedì 10 marzo 2008

OrtegaYGassett ha detto...
Volevo domandare se qualcuno è in grado di rispondermi come mai si permette l'assoluta discrezionalità dell'azienda in merito sia all'introduzione di un turno fisso dalle 17 alle 21 che doveva essere assolutamente su base volontaria ma con il tentativo di cooptarvi anche persone che non avevano aderito affatto (tentativo poi fallito) sia all'estensione - questa sì coatta - della fascia oraria di disponibilità anzichè come da contratto dalle 15 alle 24 (per chi fa il turno pomeridiano/serale) con l'anticipo di mezz'ora, ovvero dalle 14,30 alle 24; tutto ciò non è una violazione del contratto che abbiamo firmato? Tali modifiche l'azienda non le dovrebbe discutere con le oo.ss o è ordinaria amministrazione? Forse è la seconda che ho detto visto che in merito riscontro solo l'assoluto silenzio. Grazie mille a chi avrà la buona volontà di rispondermi. Raccolgo l'invito per la creazione di un nickname
8/3/08
b_cosimi ha detto...
In merito al turno fisso 17/21, l'azienda ci aveva comunicato la possibilità di inserire questo turno provvisoriamente e su base volontaria. Successivamente dei colleghi ci hanno informato che il criterio della volontarietà non veniva piu' rispettato, ma il turno veniva imposto. Per questo siamo intervenuti come RSU e pare che questo intervento sia stato risolutivo, come confermi. Affrontando invece in maniera un po' piu' generale la questione degli orari, voglio far presente che l'azienda e' tenuta a comunicare variazioni orarie alle RSU e spesso ci troviamo a contestare tale variazioni, infatti sono per la maggior parte dei casi piuttosto negative. Voglio anche sottolineare come e' in piedi una commissione paritetica sugli orari di lavoro, tesa a migliorare e a rendere piu' vivibili gli orari di lavoro. Le proposte della commissione (di cui fanno parte anche le RSU SLC CGIL Atesia e Almaviva Contact) mirano ad affrontare per esempio, ma non solo, la questione relativa alla difficoltà di molti lavoratori di svolgere il turno serale, con la proposta di una modifica della fascia serale, o anche ad affrontare il problema del turno mamme. (N.B. la proposta, che e' piu' articolata, si puo' trovare affissa nelle bacheche sindacali aziendali). Tuttavia non bisogna nascondere che la discussione con l'Azienda in questo momento appare ferma. E' evidente che la questione dell'orario di lavoro per un lavoratore part/time e' di primaria importanza e dunque è fondamentale ed e' nostro compito, cercare di rendere il turno di lavoro piu' confacente possibile alla vivibilità di ciascuno. Barbara Cosimi

venerdì 7 marzo 2008

Anonimo ha detto...
vorrei sapere se le OOSS sono a conoscenza che il 3 marzo è iniziato un corso B.U. (Linea dedicato P.A.).Dei lavoratori del B.U.sono stati scelti un gruppo mentre il resto provengono da altre campagne.Non viene in discussione il corso ma i criteri di scelta e poi il motivo che noi," senza cultura e senza amici", abbiamo avuto conoscenza solo a corso fatto?
4/3/08

Siamo stati messi a conoscenza del corso e abbiamo discusso ampiamente con l'azienda per cercare di capire i criteri applicati nell'individuazione delle persone. Il problema principale e' sorto su un gruppo di persone che in modo impositivo sono state trasferite da altre attività, poichè in realtà cambiava loro il turno di lavoro, mentre per i colleghi che provengono da B.U a noi e' stato riferito che gli orari rimanevano invariati. Tieni conto che l'organizzazione del lavoro (dunque trasferimenti da una commessa ad un'altra o altro genere di variazioni in tal senso) e' materia che l'azienda puo' decidere unilateralmente e che deve comunicare alle rsu. Stiamo tentando di entrare nella discussione anche dell'organizzazione interna del lavoro; talvolta riusciamo a farlo altre volte c'e' totale chiusura da parte aziendale. Ti invito comunque a contattarci per ogni tipo di informazione. E' vero talvolta ci sono informazioni che non riusciamo a veicolare ai lavoratori ma cercheremo sempre di piu' di evitare che questo accada.
barbara cosimi rsu atesia

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post:
Purtroppo il discorso "senza cultura e soprattutto senza amici" ci sarà sempre dentro Atesia. (...) esistono operatori di serie A che vengono informati prima su eventuali novità (cambi turno, proposte di ferie, turni notturni, nuovi corsi) ed operatori di serie B che vengono a sapere di ciò solo a cosa già avvenuta! Volevo invece lamentarvi la situazione (...); nel mese di Marzo il servizio clienti (...) che dovrebbe assistere i clienti si è trasformato in un servizio di telemarketing, a danno sia degli utenti (...), sia di noi operatori che subiamo la continua pressione degli ATS per cercare di VENDERE il più possibile! (...)

mercoledì 27 febbraio 2008

Intervento alla conferenza nazionale call center Torino

La fine delle stabilizzazioni nel dicembre 2007 avrebbe dovuto porre fine ad una situazione di precarietà e disagio sociale che coinvolgeva migliaia di lavoratori. Il percorso avviato con le lotte dei lavoratori le quali hanno poi trovato risposte dalle istituzioni con la circolare Damiano, l’avviso comune e la legge finanziaria 296/06, si è concluso con l’assunzione a tempo indeterminato di circa 2000 lavoratori sul solo territorio di Roma ed ha reso possibile il consolidamento di migliaia di posti di lavoro. Ma doveva essere un punto di partenza per iniziare un percorso di normalizzazione di un settore e nello specifico di un’azienda, simbolo della degenerazione del mercato del lavoro con l’utilizzo di forme contrattuali che create per rendere più flessibile e “accessibile” il mondo del lavoro, hanno dato vita ad una precarietà diffusa e ingestibile.
Partendo dalla stabilizzazione si doveva dunque tirare le somme di questo processo e iniziare da esso per ottenere un miglioramento delle condizioni di lavoro. Un accordo di febbraio 2007, fortemente spinto dal territorio di Roma, ha consentito sia la possibilità di iniziare a parlare del riconoscimento della professionalità dei dipendenti con il passaggio al 4° livello inquadramentale sia che l’organizzazione degli orari di lavoro trovasse una soluzione, infatti si e’ riusciti a vincolare gli orari di lavoro di ciascun lavoratore all’interno di macrofasce antimeridiana e pomeridiana in modo tale che si potesse dare la possibilità a queste persone di poter gestire almeno un altro lavoro. Altro elemento infatti non da meno e’ la questione della crescita salariale. Ricordo infatti che a fronte di un contratto a tempo indeterminato, i lavoratori in Atesia sono tutti stati assunti con un part time a 20 h ed una retribuzione di 580 euro mese circa, dovendo anche rinunciare al pregresso salariale ottenendo la parte del pregresso contributivo dall’inizio della loro attività come co co co. Come Rsu Atesia Slc Cgil abbiamo sposato questa battaglia come primaria, rendendoci conto che l’esigenza principale dei lavoratori risulta essere un miglioramento della condizione economica. Come strumento di pressione sull’azienda abbiamo utilizzato un’ iniziativa che ci ha permesso di confermare quanto l’esigenza salariale sia così sentita, abbiamo infatti distribuito dei moduli per la richiesta di implementazione delle ore lavorate e in pochissimi giorni ne abbiamo raccolto circa mille ed ancora oggi dei lavoratori ci chiedono di poter aderire a questa iniziativa. Crediamo che lasciare migliaia di lavoratori con questo esiguo salario non faccia altro che creare una precarietà non più legata alla forma contrattuale ma al reddito e che quindi il percorso fin qui fatto rischia di esser reso vanificato. Ma accanto all’esigenza salariale naturalmente vi sono ulteriori ordini di problemi da affrontare: un altissimo grado di stress generato spesso da una sensazione di precarietà legata anche agli orari di lavoro. Assistiamo infatti ad una organizzazione del lavoro spesso schizoide, con una programmazione del lavoro quasi giornaliera e dunque spostamenti delle persone da un servizio ad un altro con conseguenti modifiche dell’orario di lavoro anche mensili. L’impatto sui lavoratori di questa gestione che a nostro avviso appare talvolta se non sempre insensata, e’ devastante. Non si tiene conto del tempo di cura che ciascun lavoratore e lavoratrice deve dedicare alle proprie famiglie e sottolineo come la stragrande maggioranza di lavoratrici siano madri. Lascio immaginare le estreme difficoltà che queste donne sono costrette ad affrontare per conciliare il tempo di cura con quello lavorativo, pensiamo anche che un salario di 580 euro non consente certo di assumere una baby sitter. A tutto questo si aggiunge una condizione lavorativa e ambientale all’interno dell’azienda a limite della dignità. I locali sono fatiscenti, le condizioni igieniche pessime, anche le temperature interne non sono regolate, fa sempre troppo caldo o troppo freddo.
A tutto questo si aggiungono due ulteriori fatti gravissimi: pochi giorni fa la parte datoriale ha dichiarato crisi tale da minacciare la chiusura di alcuni centri ed in particolare di quello di Roma oltre ad assistere alla reintroduzione dei lap, applicati sulle attività outbound. Quindi siamo costretti ad assistere ad un processo di riprecarizzazione a tutto tondo. L’assunzione dei Co co pro viene giustificata da parte aziendale come un necessario passaggio per poter compensare un dumping dovuto, a loro dire, alla non applicazione e non sottoscrizione degli accordi di stabilizzazione da parte di più aziende. Ma la realtà sappiamo essere diversa. In virtù di tutto cio’ stiamo vivendo in Atesia una fase di mobilitazione con un serie di scioperi, naturalmente molto dolorosi per i lavoratori con il coinvolgimento degli organi di stampa ed ulteriori iniziative che pianificheremo nei prossimi giorni.
Oltretutto in questo modo l’azienda tende ad innescare nuovamente la lotta tra poveri. Le ore che anche per accordo dovevano essere ridistribuite tra i neo assunti, sistema questo per estendere l’orario di lavoro ed incrementare il salario, sono con questo sistema di assunzioni riassorbite da nuovi precari, i quali a loro volta purtroppo si sentono minacciati dalla nostra lotta per impedire la reintroduzione di altri parasubordinati.
La mossa è quindi quella di introdurre una contraddizione nel sindacato, e impedire la reale normalizzazione del Gruppo Almaviva.
Dunque il “caso” Atesia non si e’ concluso ma appare solo all’inizio: come Rsu Slc Cgil non possiamo accettare che la precarietà da cui si è usciti con fasi dolorose si possa riproporre, dobbiamo continuare a dare seguito a quegli obiettivi che ci eravamo prefissati dopo la stabilizzazione: l’estensione dell’orario di lavoro, il miglioramento delle condizioni di vivibilità interne e quelle di vita di ciascun lavoratore. Siamo coscienti che ci troviamo di fronte un’azienda che d’abitudine scarica le incapacità gestionali e le problematiche del mercato del lavoro solo ed esclusivamente sui lavoratori, lavoratori grazie ai quali e’ diventata il primo call center in Italia.
Noi crediamo che il lavoro in outsourcing sia sempre precario, “schiavo” delle non regole del mercato e della mancanza di regole certe negli appalti. Il nostro piccolo tentativo è quello anche di produrre delle INTERNALIZZAZIONI li dove c’è una palese irregolarità nell’appalto,voglio ricordare ad esempio la vertenza vinta per l’internalizzazione presso Acea di 50 colleghi dipendenti Cos spa sempre del Gruppo Almaviva e che nonostante la vertenza vinta, ancora non trovano risposta alle loro richieste. Noi ci chiediamo quanto questo sistema così possa andare avanti, un sistema industriale e imprenditoriale che compete solo sui costi del lavoro senza alcuna considerazione dei diritti fondamentali della persona. Una realtà imprenditoriale che non cerca il successo passando anche attraverso la soddisfazione dei propri dipendenti, ma che al contrario, spinge al limite lo sfruttamento degli uomini e delle donne che l’arricchiscono, senza evitare poi di chiedere sgravi fiscali e contributivi, sanatorie, commesse pubbliche, agevolazioni a quello stato che si mantiene grazie alle tasse di tutti noi, stabili e precari!!!

Cosimi Barbara rsu Slc Cgil Atesia

CONFERENZA NAZIONALE LAVORATORI DEI CALL CENTER IN OUTSOURCING
Torino 25/26 febbraio 2008

martedì 19 febbraio 2008

BOLLETTINO DI LOTTA

In questi giorni, NONOSTANTE lo sciopero pienamente riuscito a livello nazionale il 28 gennaio, non si sono avute risposte positive alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo Almaviva.
La proprietà prosegue in un percorso conflittuale non indirizzato al dialogo con le organizzazioni sindacali. Questo anche se forse resasi conto, dopo le nostre pressioni, dell’inefficienza organizzativa aziendale, sta effettuando delle modifiche dell’organigramma del Gruppo, cosa che le organizzazioni sindacali valuteranno sulla scorta dei risultati, esprimibili solo attraverso l’apertura di corrette relazioni industriali, mai avute con questa proprietà.
Il Coordinamento Nazionale delle Rsu del Gruppo unitamente alle Segreterie Nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil.com Uil vista la situazione, come anche condiviso nelle assemblee con i lavoratori, hanno sviluppato un percorso di LOTTA per rispondere a tale atteggiamento:
- Le strutture Nazionali indiranno una conferenza stampa in tempi brevi.
- L’Osservatorio sui Call Center, organismo in cui sono rappresentati i sindacati, le parti datoriali ed il Governo si è riunito promuovendo il chiarimento sulle tipologie contrattuali ed individuando il numero di denunce e prescrizioni alle aziende fuori legge.
I sindacati stanno spingendo perché anche il lavoro outbound sia considerato subordinato senza nessun tipo di ambiguità, essendo oltretutto sempre riscontrato dalle ispezioni delle Direzioni Provinciali del Lavoro questo con l’intento di “superare” le gare al massimo ribasso e i “territori franchi”.
- Il giorno 12 febbraio le Rsu hanno incontrato L’ispettorato della Direzione Provinciale del Lavoro, in merito a condizioni di lavoro, specificatamente alle variazioni degli orari di lavoro (turni notturni).
- Il 13 febbraio le Rsu Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil.com Uil si incontreranno a livello territoriale con l’azienda per aver riscontro dei passaggi di livello, dal 3° al 4°, come previsto dall’Accordo di Luglio 2007.
In assenza dell’applicazione di tale accordo le organizzazioni territoriali denunceranno l’azienda per attività antisindacale, art 28 L. 300/1970.
- Dal 18 febbraio partiremo su tutti i territori a raccogliere firme per sostenere una lettera da far pervenire ai giornali, nella quale si denunciano i rischi occupazionali e le condizioni del lavoro nel Gruppo Almaviva. Unitamente ad una sottoscrizione di massa per acquisire spazi pubblicitari sulle maggiori testate nazionali, questo è stato reputato necessario perché con difficoltà questi giornali danno accesso a questioni del lavoro, e se lo fanno spesso avviene modificando il significato delle dichiarazioni delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori. Per trasparenza nei prossimi giorni vi daremo chiarimenti sul come avverrà la sottoscrizione.
- A sostegno dell’intera vertenza, che si svilupperà dopo lo sciopero del 28 in un percorso ascendente, il giorno 20 FEBBRAIO si svolgerà a livello nazionale uno SCIOPERO ARTICOLATO SUI PICCHI DI TRAFFICO, scioperi di 1 ora, individuati territorio per territorio, servizio per servizio, mattina pomeriggio e notte; questo per produrre il maggior effetto sull’azienda con il minor costo possibile per i lavoratori.
Unitamente a questo, chiediamo a tutti i lavoratori di sospendere le prestazioni aggiuntive: NON VANNO CONCESSI STRAORDINARI O SUPPLEMENTARI IL GIORNO DELLO SCIOPERO. Questo per la piena riuscita dell’iniziativa e per coerenza.
Nei prossimi giorni vi forniremo dettagliatamente l’articolazione dello sciopero sui singoli servizi di Roma.
Il giorno 21 febbraio 2008 come definito ci sarà l’incontro tra Slc-Cgil, Fistel Cisl e Uil.com Uil ed il Ministero del Lavoro.
Questa è l’agenda delle iniziative, il nostro sforzo è massimo in questa fase, crediamo che i risultati arriveranno dal momento che l’azienda vedrà organizzazioni sindacali e lavoratori uniti e convinti di ciò che vogliono ottenere, continuiamo a chiedere insieme:
· il mantenimento della forza lavoro,
· la non reintroduzione dei lavoratori (precari) a progetto,
· i passaggi di livello come sottoscritto negli accordi,
· l’implementazione delle ore lavorate (da 4 a 6) per coloro che lo richiedano,
· la sottoscrizione di un Premio di Risultato,
· il mantenimento delle macrofasce, una migliore organizzazione del lavoro e l’applicazione delle richieste della commissione orari,
· il miglioramento della condizione ambientale come più volte richiesto dalle Rls,
· corrette relazioni industriali.

Roma, 13 febbraio 2008

RSU Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil.com Uil Atesia/Almaviva C.

Sciopero articolato di un'ora - 20 febbraio 2008

Si è scelto di organizzare uno sciopero articolato di 1 ora nella giornata del 20 febbraio. Questa è solo una delle iniziative di lotta sviluppate da Cgil, Cisl e Uil in questi giorni, l’idea di fare uno sciopero nazionale con queste modalità è quello di produrre il massimo effetto sul Gruppo senza costi eccessivi per la lavoratrici ed i lavoratori. Vi chiediamo quindi una grande attenzione alla modulazione con la quale dovete scioperare.
Tim 119 h 10.00-11.00 18.00-19.00
Ricerche di mercato 11.00-12.00 20.00-21.00
Tim bu 10.00-11.00 16.00-17.00
Tim out/teleselling 11.00-12.00 18.00-19.00
Inpdap 10.00-11.00 17.00-18.00
Sogei 10.00-11.00 15.00-16.00
Tpi 1288 10.00-11.00 17.00-18.00
Multiskill 10.00-11.00 17.00- 18.00
Restanti Servizi 10.00-11.00 17.00-18.00
Pt vert. Nott. Tim h 7.00-8.15
Pt vert nott 1288 h 7.00-8.15

Le RSU e le strutture Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil.com Uil saranno presenti nel corso della giornata di sciopero in forma di presidio sotto la sede di Atesia, Via Lamaro 25.
Nei giorni 18 e 19 febbraio creeremo le condizioni invece per la raccolta delle firme sul testo di lettera e per la sottoscrizione per trovare spazi di visibilità sui giornali.
Vi chiediamo quindi la massima partecipazione.
Dobbiamo in questa fase impegnarci fortemente, continuando a chiedere con forza:
· il mantenimento della forza lavoro,
· la non reintroduzione dei lavoratori (precari) a progetto,
· i passaggi di livello come sottoscritto negli accordi,
· l’implementazione delle ore lavorate (da 4 a 6) per coloro che lo richiedano,
· la sottoscrizione di un Premio di Risultato,
· il mantenimento delle macrofasce, una migliore organizzazione del lavoro e l’applicazione delle richieste della commissione orari,
· il miglioramento della condizione ambientale come più volte richiesto dalle Rls,
· corrette relazioni industriali.
Fino a quando non avremo risposte complessive ed esaurienti che soddisfino i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori proseguiremo nelle iniziative di lotta.

Roma, 14 febbraio 2008
RSU Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil.com Uil Atesia/Almaviva C.

perche' non un'assemblea.

L'indizione dello sciopero del 20 febbraio e' una ulteriore tappa pianificata in quel percorso di lotta deciso a seguito della lettera che Tripi ha inviato a tutte le istituzioni e alle parti sindacali. A seguito di questo si sono indette assemblee precedentemente allo sciopero del 28/01, sono stati pubblicati articoli su quotidiani e noi come rsu abbiamo prodotto una serie di comunicati. A tutto questo l'Azienda non ha risposto. Si e' dunque deciso, in un coordinamento nazionale delle rsu, di continuare con le iniziative che speriamo possano produrre l'effetto desiderato. L'informazione e le notizie le mettiamo a disposizione dei lavoratori attraverso molti comunicati, attraverso questo blog, attraverso numerosi sms che inviamo a quei lavoratori che ce lo richiedono. C'e' inoltre un problema piu' pratico che ci induce a volte a non seguire il passaggio assembleare. Infatti ogni lavoratore ha a disposizione in un anno 10 ore retribuite per assemblea. Dunque e' nostra responsabilità programmare in modo piu' funzionale possibile le assemblee, senza gravare economicamente sui singoli. C'e' di piu', le persone che attivamente si impegnano in attività sindacale non sono al momento moltissime, come Atesia ci sono 3 rsu, come Almaviva ce ne sono 5 e inoltre alcuni, ma non molti, componenti del comitato degli iscritti Cgil. Un numero davvero esiguo se si pensa che sono circa 3000 i lavoratori presenti in Atesia e questo talvolta richiede la necessità di non seguire sempre l'iter piu' formale. barbara cosimi rsu atesia

sabato 16 febbraio 2008

VISIBILITA'

Prendo a balzo questo stralcio da un commento "Aumentare la visibilità di questa bacheca virtuale è altrettanto centrale per la riuscita dello stesso. Perché non stampare qualche volantino e
lasciarlo nelle sale break in Atesia invitando tutti a partecipare alle discussioni?"

La visibilità della bacheca virtuale è il primo dei tanti passi che ci aspettano. Parecchi colleghi iscritti alle news delle CGIL hanno ricevuto il 16 febbraio l'annuncio della nascita del blog via sms da Alessio.Nei prossimi giorni saranno presenti nelle sale break i volantini con l'indirizzo su rete del neonato blog. Il passaparola e l'interesse verso questo ulteriore strumento completeranno l'opera.

giovedì 14 febbraio 2008

Uno spazio democratico di informazione e discussione.

Anonimo apprezza l’iniziativa del blog, ma teme diventi una bacheca virtuale di comunicati già affissi in azienda o finisca per essere uno strumento di comunicazione unilaterale nelle mani del sindacato.
Se accadesse questo, avremmo perso tutti una buona occasione.
E’ nostra intenzione aprire con questo blog uno spazio di discussione democratico; oggetto delle discussioni dovrebbero essere non solo gli aspetti strettamente connessi alla prestazione lavorativa ma tutti gli aspetti problematici della nostra vita di lavoratori. Per questo è stato inserito un post riguardante la presenza, o meglio l’assenza, dei nidi negli uffici e un altro sui problemi connessi agli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro. Questi post, almeno per il momento, non sembrano avere suscitato molto interesse; ma la loro presenza dimostra l’intenzione di voler creare qualcosa di diverso da una semplice bacheca virtuale di comunicati sindacali. Detto questo non si può comunque dimenticare che la pubblicazione nel blog dei comunicati sindacali permetterà a tutti di essere più informati. In particolare quando non si è in azienda, e soprattutto, quando i comunicati non sono presenti nella nostra sala break o sono stati strappati. In questi casi con un po’ di buona volontà ognuno di noi potrà stampare il volantino e riaffiggerlo. La presenza di una bacheca virtuale consentirà, infine, di leggere i comunicati con quella calma e concentrazione che spesso manca in quei brevissimi quindici minuti di pausa 626 in cui dobbiamo prendere un caffè, chiamare il ns amore (oggi è San Valentino), fumare una sigaretta (sarebbe meglio non farlo), ecc.

Apriamo dunque questo spazio alla libera discussione; quando diciamo libera non facciamo però riferimento alla libertà menzionata da un po’ di tempo da qualcuno….ma alla vera LIBERTA’; siamo certi che tutti coloro che vorranno intervenire lo faranno nel rispetto democratico delle idee altrui e delle regole della civile convivenza. Chiediamo inoltre, se possibile, di adottare un nickname, uno pseudonimo, un soprannome o come lo volete chiamare. La procedura per prendere un account google è semplice, gratuita e garantisce l’anonimato; e soprattutto eviterà che il dibattito si svolga tra tanti anonimi.

lunedì 28 gennaio 2008

ALMAVIVA: SLC CGIL, 80% DI SCIOPERO

“L’alta adesione alla giornata di sciopero nazionale di oggi nel gruppo Almaviva (più dell’80 per cento), indetta da Slc Cgil, insieme a Cisl e Uil, è la migliore dimostrazione di quanto i lavoratori non vogliano tornare indietro. La proprietà del gruppo Almaviva deve ora cambiare rotta, dando garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e rispettando l’impegno di non assumere più lavoratori precari”. Così dichiara Alessandro Genovesi, segretario nazionale di Slc Cgil: “Domani a Roma si riunirà il Coordinamento nazionale delle Rsu di Almaviva per decidere come proseguire la vertenza, consapevoli che tutti devono fare il proprio dovere: i servizi ispettivi che devono continuare nell’opera di repressione già avviata; il ministero del Lavoro che deve ora prendere atto che - dopo che il 99 per cento delle ispezioni dichiara che l’outbound è subordinato - deve adeguare le proprie circolari; i grandi committenti pubblici e privati che devono modificare volumi e organizzazione per accompagnare la nuova fase. Premessa per fare tutto ciò è che le imprese di call center si impegnino, però, a modificare il proprio modello organizzativo e a scommettere sulla qualità, non scaricando sul lavoro, soprattutto quello appena “stabilizzato”, le proprie incapacità manageriali”. Conclude il comunicato: “Insomma, vi sono spazi per ulteriori interventi, ma le aziende non possono pensare che si possa buttare fuori il lavoro buono e stabile, magari chiudendo qualche sede, per sostituirlo con il lavoro precario. Il segnale al mercato sarebbe evidente: si può tornare alla giungla, a prima delle stabilizzazioni. Su questo il sindacato è contrario e continuerà nella mobilitazione”.
28/01/2008 14.43

sms CGIL del 28.01.08

Sciopero Atesia Almaviva pienamente riuscito. Su Roma la mattina 80% di adesioni, su Tim 119 oltre il 90%. Alcuni servizi bloccati. Al presidio di Pzza Barberini hanno partecipato circa 200 persone. Servizio ore 20 al TG di LA7.
A Napoli 80% di adesioni, a Palermo/Catania 60%, presidio di 300 persone.
Invitiamo tutti alla massima partecipazione e diffusione.

venerdì 25 gennaio 2008

sms CGIL del 25.01.08

Proclamato sciopero il 28.01.08 per l'intero turno; manifestazione a Pzza Barberini dalle 10 alle 14. E' importante partecipare. Non bisogna avvertire o presentare giustificativi all'azienda.

sabato 19 gennaio 2008

Procedure di stabilizzazione

Fonte: http://www.apisarda.it/index.php?id=1460
Procedure di stabilizzazione ex art. 1, commi 1202 e ss. Della Legge 296/06 (Finanziaria 2007)
Il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, con una nota informativa del 24.09.07, è intervenuto in materia di stabilizzazione dei rapporti di co.co.pro. In particolare il Dicastero, dopo aver ricordato che il 30 aprile u.s. è scaduto il termine previsto dal comma 1202 della Legge n. 296/06 (Finanziaria 2007) per la stipula degli accordi sindacali volti alla stabilizzazione delle collaborazioni coordinate e continuative, in contratti di lavoro subordinato, ha rilevato, dopo un’attività di verifica, delle anomalie negli accordi stessi.
In tal senso nella suddetta nota, il Ministero ha evidenziato le anomalie più ricorrenti:
1. alcuni accordi prevedono un termine per la stabilizzazione che supera ampiamente quello massimo di un anno fissato dall’accordo interconfederale del 4.6.2006;
2. vengono ancora consentiti i rapporti di lavoro a progetto per lo svolgimento di attività “in bound”;
3. a fronte di verbali ispettivi non vengono regolarizzati tutti i lavoratori oggetto della contestazione;
4. alcuni accordi non individuano la tempistica per la sottoscrizione degli atti conciliativi individuali;
5. alcuni accordi ammettono la stabilizzazione anche attraverso forme contrattuali quali il lavoro intermittente o part-time con un impegno orario di lavoro ridottissimo.
In base alle anomalie riscontrate il Ministero ha fornito le seguenti indicazioni operative, al fine di consentire le opportune integrazioni alle parti sociali che abbiano sottoscritto accordi in cui siano presenti le criticità indicate:
1. nell’ipotesi di verbalizzazione ispettiva, gli effetti dei verbali restano sospesi fino all’assolvimento, da parte del datore di lavoro, degli obblighi previsti nei commi 1205 e 1206 della Legge n. 296/06. Il personale ispettivo provvederà ad emanare provvedimenti di diffida ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 124/04, aventi ad oggetto la regolarizzazione, secondo quanto disposto dai suddetti commi, dei lavoratori con contratti di collaborazione non genuini. Il termine per l’adempimento della diffida deve coincidere con quello previsto nell’accordo sindacale e comunque entro e non oltre il 30.4.2008, in base a quanto disposto nell’accordo interconfederale del 4.10.2006. Pertanto gli accordi sottoscritti che prevedano un piano di stabilizzazioni da ultimarsi dopo tale data dovranno essere necessariamente modificati, in caso contrario verranno adottati i prescritti provvedimenti sanzionatori;
2. come già chiarito dal Ministero con circ. n°. prot. 17/06, relativamente ai settori dei call center le collaborazioni a progetto “in bound” non possono ritenersi ammissibili. Ai fini della trasformazione di detti rapporti in rapporti di lavoro subordinato, valgono le indicazioni e i termini indicati nel punto precedente;
3. nel caso in cui negli accordi sia prevista una stabilizzazione parziale dei collaboratori oggetto della attività ispettiva, gli accordi stessi sono integrati di diritto. In tal caso il datore dovrà dar luogo a tutti gli adempimenti previsti;
4. le tipologie contrattuali mediante le quali procedere alla stabilizzazione dovranno essere tutte riconducibili a rapporti di lavoro subordinato. Ai fini di una valutazione preferenziale verrà data priorità agli accordi di stabilizzazione che utilizzeranno le seguenti tipologie contrattuali: contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato; contratti part-time a tempo indeterminato superiori a 25 ore settimanali; contratti a tempo indeterminato; contratto di apprendistato.
I contratti a tempo determinato non potranno avere una durata inferiore ai 24 mesi e per la loro sottoscrizione dovrà essere verificata la sussistenza dei requisiti previsti dal D.Lgs. 368/01, i contratti di apprendistato saranno ammissibili solo in presenza dei requisiti normativi e contrattuali.
È da escludersi invece la possibilità di utilizzare contratti di lavoro intermittente e di inserimento.
I contratti di lavoro part-time inferiori alle 25 ore settimanali, saranno ritenuti ammissibili purché il limite minimo settimanale non sia inferiore alle 12 ore.
Per consentire le opportune integrazioni e aggiornamenti degli accordi, le strutture territoriali del Ministero entro 15 gg dall’emanazione della predetta comunicazione, informeranno delle possibili violazioni le aziende e i sindacati che hanno sottoscritto gli accordi di stabilizzazione.
Entro 60 gg dal ricevimento della suddetta informativa., le parti potranno provvedere alle integrazioni e aggiornamenti necessari, trasmettendone copia alle DPL competenti per territorio.

venerdì 18 gennaio 2008

sms CGIL del 18.01.08

Appena inviata all'Ispettorato provinciale del lavoro raccomandata di denuncia a firma CGIL Roma sud, SLC regionale e romana e RSU CGIL Atesia per reintroduzione lavoro a progetto su Atesia. La troverete in bacheca a breve.
LA CGIL C'E' E LOTTA PER LA DIGNITA' DEL LAVORO - NO ALLA PRECARIETA'!!!

Il nido vicino alla scrivania

Cresce il numero delle imprese che aprono i nidi aziendali per i figli dei dipendenti. Un'operazione che unisce il marketing promozionale con il benessere dei dipendenti.
di FEDERICO PACE
fonte: http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/il-nido-vicino-alla-scrivania-quando-il-pupo-sta-in-azienda/2831297

E’ indicato da chi lavora come l’elemento che più di altri può migliorare la produttività aziendale. Più degli orari flessibili o dei corsi di formazione. E’ una specie di sogno irrealizzabile di molte giovani coppie che provano a perseguire l’improbabile equilibrio tra vita privata ed esperienza professionale. Ora, per alcuni di loro, il nido aziendale sta smettendo di essere un sogno per diventare una realtà concreta. Un servizio di cui usufruire. Un vantaggio insperato.
Il ritardo rispetto ad altri paesi europei è grande ma qualcosa si sta muovendo. Negli ultimi mesi, solo a Roma, ne sono stati aperti una decina tra imprese pubbliche e private. E altrettanti ne apriranno nei prossimi mesi. Ma è in tutta Italia, soprattutto al centro e al nord, che le cose si stanno muovendo. Tra le realtà che hanno aperto un nido aziendale ci sono grandi operatori come Fiat, Benetton o Telecom. Ma anche istituzioni pubbliche come l’università Bicocca di Milano, Macerata e Trento e l’Agenzia delle Entrate, il Cnr o il ministero della Salute. Uno degli ultimi arrivati è il nido di Poste Italiane. Aperto a Roma sulla Cristoforo Colombo, può arrivare a ospitare quarantacinque bambini dai tre mesi ai tra anni di età. Il nido ha ricevuto un contributo pubblico perché riserva una parte dei posti anche ai bambini iscritti alle liste di attesa del Comune dando così un parziale aiuto a quei genitori che, seppure non dipendenti dell'impresa, non riescono a trovare un nido.
Le mosse delle grandi imprese
A Torino, a settembre dell’anno scorso, ha aperto Mirafiori Baby, il nido della Fiat che può ospitare fino a settantacinque bambini. La struttura, in via Settembrini, è ampia mille metri quadri ed è aperta per dodici ore, dalle sette e mezza del mattino fino alle sette e trenta della sera. Nel Veneto, lì dove i nidi aziendali sono più diffusi, sempre a settembre, ha aperto le porte il nido di Benetton nella sede di Ponzano Veneto. L'edificio, all’interno di una superficie di verde di quasi diecimila metri quadri, è stato progettato dall’architetto spagnolo Alberto Campo Baeza che ha detto di avere cercato di costruire “un asilo non solo impeccabile dal punto di vista funzionale, ma anche capace di offire una serie di sequenze spaziali diverse; un edificio vivo in cui i bambini possano sognare ed essere felici”. La società veneta ha affidato la consulenza pedagogica, per l’avvio a Reggio Children, il prestigioso centro internazionale per la difesa e la promozione dei diritti e delle potenzialità dei bimbi e delle bimbe.
Un poco prima di loro, a fine 2006, ha aperto a Roma l’asilo nido di Acea, una struttura che copre un’area di cinquecento metri quadri e può ricevere fino a 52 bambini in tre diverse sezioni: lattanti, semidivezzi e divezzi. Il nido, realizzato con un investimento di seicento mila euro – di cui 250 mila dal fondo regionale - è stato costruito con materiali ecologici, ha un giardino esterno di seicento metri quadri e una cucina attrezzata. In Piemonte tra poco, dopo essere stato inaugurato a novembre, aprirà anche il nido dell’Agenzia delle Entrate.
Dal marketing alla sensibilità pedagogica
Se all’inizio quella dei nidi aziendali sembra un’idea nata dagli uffici marketing, una volta realizzato finsce per gettare all’interno dell’impresa un seme che diviene sempre più fertile. Anche i manager d’azienda, che a lungo hanno mostrato non certo troppo interesse per le problematiche delle giovani coppie, finiscono così per sedersi al tavolo per cercare di capire casa accade a chi lavora all’interno dell'impresa. E le aziende sembrano mostrare sempre più interesse anche per gli aspetti più delicati. "C'è una nuova sensiblità pedagogica - ci ha detto Barbara Urdanch di Cesed, la cooperativa che gestisce tra gli altri anche il nido di Fiat (leggi l'intervista integrale) -. Quella che mostrano è una sincera attenzione al benessere del bambino. Attenzione del processo che porta alla realizzazione del nido, non guardano più solo al progetto 'chiavi in mano'. C’è finalmente un approfondimento della cultura per l’infanzia. Mi auguro che questo voglia dire qualcosa".
Il primato dei nonni e l'insufficienza dei servizi
L’argomento interessa sempre di più. Si può capire. Ancora oggi oltre la metà dei genitori, secondo i dati dell’indagine campionaria dell’Istat, affida i propri figli ai nonni e un altro dieci per cento è costretta a ricorrere alla baby sitter (vedi tabella). Solo il 13,5 per cento a un nido pubblico e un 14,3 per cento ai nidi privati.
Quella dei nidi aziendali è una realtà che si inserisce in uno scenario in cui l’offerta dei servizi è ancora insufficiente. Secondo i dati dell’Istituto degli innocenti di Firenze, i nidi d’infanzia in Italia sono quasi 5 mila e possono accogliere in tutto 118 mila bambini, ovvero il 9,9 per cento dell’utenza potenziale. Senza dire della difforme distribuzione sul territorio italiano. Le regioni dove sono più diffusi sono l’Emilia Romagna, che raggiunge una ricettività del 23,9 per cento, e il Veneto (19,9 per cento). Molto più basse le percentuali in Calabria, Puglia e Sicilia (vedi tabella). Per questo nella scorsa finanziaria sono stati assegnati 100 mila euro per un piano straordinario che aumenti il numero dei nidi, non solo aziendali, sull’intero territorio.
La qualità di un nido
Ma non basta che ci siano i nidi. Questi devono essere anche buoni. Quello della qualità è considerato da tutti come un elemento essenziale per la decisione se affidare o meno un bambino al nido. Spesso i nidi in Italia vengono gestiti in outsourcing da imprese e cooperative specializzate nel settore. Quali sono le caratteristiche che fanno sì che un nido sia un buon nido? “Prima di ogni cosa c'è la qualità del personale impiegato e la sua permanenza all’interno del nido - ci ha detto Susanna Mantovani, prorettore della Bicocca di Milano che da lungo tempo si occupa dei servizi all’infanzia e che coordina il nido dell'università (leggi intervista integrale) -. L’85 per cento di costo di un nido è quello del personale, se il costo cala, è perché ci sono contratti di lavoro che non valgono molto. L’indice di qualità è un turn-over basso del personale, e questo accade se le condizioni di lavoro sono piacevoli, decenti e buone. Purtroppo ci sono una serie di soggetti che si presentano molto bene, anche molto patinati, ma privi di questa qualità".
Per altro fino a qualche tempo fa in Italia molti ritenevano che i nidi non fossero, pure al di là della qualità, i migliori luoghi dove fare crescere i propri figli. Ma le cose, sotto questo aspetto, stanno cambiando velocemente. “Quindici anni fa questa idea era molto radicata – spiega Mantovani - ora le mamme addirittura si impongono di scegliere il nido”.
Quanto pago
C'è poi il tema dei costi. Negli ultimi anni a crescere sono stati soprattutto i nidi privati che sono passati da una quota del 20 per cento sul totale del 2000 a una quota quasi doppia (il 38,9 per cento) degli ultimi anni. Con il problema della spesa da sostenere che ricade sulle spalle dei genitori. Nei nidi aziendali di qualità il costo arriva a un tetto massimo di 600-650 euro al mese. La gran parte delle imprese però trova delle soluzioni per di ridurre il costo a carico dei dipendenti. Telecom, quando a settembre del 2004 ha aperto il primo nido in Piemonte, poi replicato anche in Lombardia, Lazio e Campania, ha praticato una politica ha fissato una retta di duecento euro per tutti i dipendenti. E' poi l'azienda a pagare, al gestore del nido, il resto della retta. In altri casi succede che i dipendenti pagano una retta, così come accade nel caso dei nidi comunali, proporzionata dal reddito familiare.
Seppure sono in aumento i nidi aziendali sono ad ogni modo ancora pochi. Il numero delle imprese interessate è però destinato a crescere. "Io penso che fra dieci anni - ci ha detto Urdanch - non ci sarà un’azienda che non potrà non avere un nido aziendale. Il benessere dei dipendenti sta diventando una voce di bilancio d’impresa e sarà normale avere sempre più cura dei propri dipendenti.” E' auspicabile che queste previsioni trovino davvero il modo di avverarsi.

GALLERIA: Le immagini

SONDAGGIO: Cosa ne pensi?

TABELLA: I nidi pubblici e privati in Italia

sabato 29 dicembre 2007

Mobility manager in Atesia?

Fonte: http://management.monster.it/4883_it_p1.asp

Tutto casa e ufficio? È il mobility manager...
Un'esigenza che sconfina in un decreto legge. La mobilità intelligente è una strategia che permette di risparmiare costi e tempi, incentivando i trasporti alternativi. Bici compresa...
Vi è stato mai chiesto di fare car-pooling o di organizzarvi per un ride matching? Non spaventino gli inglesismi, di cui ormai siamo sommersi, car pooling significa semplicemente condividere un'auto con altre persone, stabilendo, appunto, un ride matching, un percorso che sia comodo per tutti.
Sono queste alcune delle nuove frontiere del mobility management. Nuove relativamente. In Italia, le tecniche per l'organizzazione del tragitto casa-lavoro dei dipendenti sono al vaglio almeno dal 1998, anno del decreto Ronchi sulla mobilità sostenibile. Se la decisione di fare insieme ai propri colleghi il viaggio da casa al lavoro è stato, fino a qualche tempo fa, appannaggio del buon senso e del livello di socievolezza individuale, da non molto la mobilitazione intelligente è diventata una legge.
Il decreto sulla mobilità urbana prevede infatti che le aziende con più di 300 dipendenti localizzate in zone a rischio di inquinamento debbano assumere un mobility manager aziendale. Che, di concerto con il mobility manager di area, figura parallela istituita dal comune di riferimento, stipuli un piano annuale della mobilità aziendale.
Secondo l'ente per le nuove tecnologie l'energia e l'ambiente (ENEA), a causa della congestione dei mezzi di trasporto, ogni anno vanno persi dal 4 al 10% del Pil nazionale.
L'inquinamento non è dunque l'unico problema causato dal traffico.
La figura del mobility manager interviene in azienda quando il numero dei dipendenti giustifica una pianificazione degli spostamenti in linea con i principi del risparmio (di tempo e di consumi) unitamente al rispetto dell'ambiente. Attraverso la promozione di mezzi di trasporto collettivi o non motorizzati, il mobility manager interviene con politiche di marketing interno sulla base delle caratteristiche peculiari della domanda di mobilità dei dipendenti.
Dal parcheggio gratuito per chi condivide l'auto con i colleghi, agli sconti sull'abbonamento dei mezzi pubblici fino alla concessione di auto collettive (car-sharing), ciclomotori e biciclette (realtà più nordica che mediterranea) la mobilitazione intelligente prevede anche la ripianificazione degli orari d'ufficio, concentrandoli lontano dalle ore di punta e scaglionando l'uscita dei dipendenti tenendo conto, per esempio, delle loro esigenze di car pooling.
È necessario che il mobility manager sia in grado di elaborare piani di viabilità che spesso prevedono anche il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche per l'elaborazione di servizi di trasporto ad hoc, sempre nell'ottica del risparmio di costi e di tempi. Il background di un mobility manager spazia quindi dall'architettura all'ingegneria (urbanistica o gestionale) ma sta crescendo il numero di corsi di formazione specifici post laurea.
Euromobility, l'associazione nazionale dei mobility manager, si preoccupa di monitorare la situazione mobilità/viabilità, che in Italia comincia ad essere percepita anche se con una certa circospezione, e di "contribuire a creare e diffondere la cultura della mobilità" anche nel nostro Paese. Lo scopo è quello di fornire un punto di riferimento e focalizzare l'importanza del mobility manager come figura aziendale a pieno titolo.
Nonostante una scarsa attitudine verso i problemi ambientali (e logistici) caratteristici della nostra nazione, Euromobility ha messo a punto un piano d'azione per coinvolgere anche le aziende con meno di 300 dipendenti e quelle che non necessariamente risiedono in aree a rischio.
E contribuire a portare il numero dei mobility manager nominati da 273 ad almeno 1071 (per il momento, ma dovrebbero essere circa 2600) facendo leva sulla comprensione di un problema, traffico, sprechi e inquinamento, che ha bisogno di maturare un po' di più.
Da domani in bicicletta?

Alessandra Santangelo


Scheda sintetica sul Mobility manager

sabato 22 dicembre 2007

APPELLO:SOSTENIAMO LA LOTTA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI ATSnet

MANDATE UN MESSAGGIO DI SOLIDARIETA’
E VENITE DOMANI, MERCOLEDI 19 IN PIAZZALE DELL’INDUSTRIA!
MAI COME IN QUESTO CASO L’APPELLO CHE VI RIVOLGIAMO E’ UN INVITO A FARVI SENTIRE. E LA STORIA CHE VI RACCONTIAMO E’ UN PEZZO DI STORIA DI QUESTO PAESE DOVE PRECARIATO E MORTI BIANCHE CONTINUANO A SEGNARE IL MONDO DEL LAVORO.
E’ la storia delle lavoratrici e dei lavoratori della ATSnet operanti presso la General Motors di piazzale dell’Industria, che stanno presidiando da giorni la sede di lavoro dalla quale sono stati espulsi. Amaramente diciamo: bel regalo di Natale…
Si tratta di 41 lavoratrici e lavoratori con contratto progetto con la ATSnet (che lavora tra l’altro per American Express, Cityfin, Opel e altre aziende multinazionali) dedicati da anni (addirittura dal 1998!) a svolgere attività si servizio clienti per la GMAC (General Motors finanziaria) dentro la sede GMAC con attività di contact center.
NIdiL CGIL da gennaio ha cercato il dialogo con l’azienda per avviare un percorso di stabilizzazione, ma sia la ATSnet, sia la GMAC si sono rifiutate di sedersi ad un tavolo di confronto negando di avere collaboratori!
Dopo l’ennesimo tentativo di avviare un confronto, le lavoratrici e i lavoratori ATSnet operanti all’interno della sede GMAC (i cui contratti scadono il 31 dicembre) stanchi dell’atteggiamento delle controparti non hanno abbassato la testa e pur sapendo di mettere a serio rischio la possibilità di avere proroghe di contratto, sono comunque entrati in sciopero per denunciare la chiusura dell’azienda e la persistente irregolarità contrattuale nei loro rapporti.
La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori ATS ha ottenuto intanto un coinvolgimento diretto di varie forze politiche e dell’Assessorato al Lavoro della Regione Lazio che ha convocato le parti il 14 dicembre scorso avviando (finalmente) un confronto. All’incontro era presente anche il Presidente della Commissione Sicurezza e Lavoro del Comune di Roma. Gli assessorati al lavoro di Regione, Provincia e Comune si sono fatti promotori di richiedere un incontro alla GMAC per capire come voglia ad operare sul mercato romano senza continuare ad infrangere le leggi del mercato del lavoro.
Purtroppo, nel frattempo, la GMAC ha risposto impedendo loro l’ingresso in azienda disabilitando i badge personali e utilizzando lavoratori di altre aziende!
Le lavoratrici e i lavoratori ATS hanno uno straordinario bisogno di solidarietà e soprattutto della vostra, iscritti e simpatizzanti di NIdiL CGIL che sapete bene cosa significhi precariato!
Anche un messaggio può aiutare. Vi preghiamo, perciò, di inviare un messaggio di solidarietà al seguente indirizzo mail: precari.ats.gmac@gmail.com.
Ma soprattutto vi invitiamo a fare un po’ di spazio nei vostri impegni e trovare il tempo per venire domani, mercoledì 19 alle 11,30 alla manifestazione a sostegno del presidio in piazzale dell’Industria 40 (EUR).
Per chi non disponesse di mezzo proprio, piazzale dell’Industria è raggiungibile con: 30, 170, 703, 708, 762, 763, 764, 765, 767, 777, 778, 779, 791.

martedì 18 dicembre 2007

orario multiperiodale

La proposta dell'orario multiperiodale prevede una media annua di 30 ore lavorative settimanali. Nei mesi di maggior traffico telefonico il lavoratore svolgerà la sua attività lavorativa con un orario che può arrivare alle 8 ore giornaliere; nei periodo di ridotto traffico telefonico l'orario giornaliero sarà minore (fino a un minimo di 4 ore lavorative giornaliere). Lo stipendio sarà comunque sempre pari a quello di un part time al 75%.

sms del 18.12.07

Cgil: sindacato Roma non ha firmato accordo; nazionali altri territori sottoscritto passaggio livelli. A gennaio prosegue trattativa su estensioni; leggere comunicato