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martedì 15 dicembre 2009

Comunicato Segreteria Nazionale Slc Cgil sulle delocalizzazioni

Care/i compagne/i,
nei giorni scorsi la segreteria nazionale della Slc/cgil ha cercato di rendere evidente, attraverso una nota la situazione di mercato dei call center in outsourcing nel nostro paese, evidenziando anche il nuovo fenomeno delle delocalizzazioni.
Si tratta di una prima documentazione utile per completare una riflessione sul mondo dei call center e sui temi che stanno alla base dei segni preoccupanti di crisi ormai quotidiani.
Nei prossimi mesi si profila, proprio nel mondo dei call center, un quadro pesante che rischia di essere devastante, soprattutto nel Mezzogiorno, perché ormai si incrociano tre questioni importanti: il calo della domanda telefonica, la stretta sui costi e, nel corso del 2010, l’esaurimento degli incentivi sull’occupazione che graveranno per il 27% sul costo del lavoro nel mezzogiorno e per l’11% al Nord, solo in riferimento alle stabilizzazioni previste dalla“ circolare Damiano”. Com’è noto, nel Mezzogiorno, sono stati erogati bonus che hanno pesato per 7/8000 euro per chi era escluso dai benefici previsti dalla legge 407/90.
Il tutto accompagnato dal ritorno alle peggiori pratiche delle gare di appalto al massimo ribasso e dal comportamento irresponsabile dei grandi committenti, che sistematicamente rifiutano di affrontare il tema vero nel settore: l’inserimento di clausole sociali a livello di filiera.
L’incrocio e la contestualità di queste tre questioni, se non adeguatamente monitorate e governate, produrranno un cambiamento profondo ed un drastico taglio nel numero dei call center e dell’occupazione.
La tendenza dei grandi gruppi telefonici è quella, per fare fronte alla crisi, di
delocalizzare chiedendo agli outsourcer di produrre all’estero oppure di scaricare su società minori commesse e lavoratori da gestire al di fuori da regole e diritti acquisiti in questi anni.
In ogni caso la nostra preoccupazione è che il mondo dei call center possa rischiare un brutto passo all’indietro, alle condizioni precedenti alla circolare Damiano, che previde la stabilizzazione di 20000 lavoratori, aggravate, sul piano del modello, dalle delocalizzazioni ed al ricorso a vere e proprie ragnatele societarie tali da fare svolgere ai call center tradizionali la funzione di stazioni subappaltanti. Decine e decine di società a basso costo in grado di alimentare un secondo mercato del lavoro non garantito.

In questo senso ed in questa congiuntura sarebbe necessario un confronto con gli operatori telefonici in sede politica, che stiamo sollecitando, perché si possa mettere ordine attraverso un sistema di clausole sociali che impedisca il subappalto non autorizzato che ormai si sta imponendo “di fatto”.
Se non riusciremo a governare i processi di societarizzazione, infatti, rischiamo di assistere supinamente sia ai processi di delocalizzazione all’estero che al subappalto, nel mercato domestico, delle commesse.
Sarebbe il fallimento dell’idea che abbiamo perseguito in questi anni, di una
organizzazione su base sempre più solida del call center, in grado di offrire servizi sempre più sofisticati ed integrata con gli operatori di tlc, collocati lungo una scala di valore sempre più ampia.
In questi anni abbiamo favorito questa crescita combattendo il dumping e la concorrenza sleale, favorendo la crescita professionale di migliaia di lavoratrici e lavoratori, operando per favorire crescita e stabilità.
La crisi economica generale e la congiuntura di settore, dunque, rischiano di produrre disoccupazione di massa che nel mezzogiorno può trasformarsi in una vera e propria “bomba sociale” capace di mettere in ginocchio centri e città importanti, intere aree territoriali. Abbiamo denunciato più volte il rischio dello scoppio di una bolla territoriale pesante. Ma questo riguarda anche aree a forte intensità di presenza di call center in outsourcing nel resto del paese.
E’ necessario che il Governo Nazionale si occupi subito di questo tema e lo faccia inaugurando un confronto con imprese di call center, gruppi di tlc e sindacato poiché ormai si tratta di un tema di forte valenza politica. E’ ovvio che bisognerà trovare modi e forme perché il governo continui a sostenere la crescita di questo settore evitando di staccare la spina.
Chiediamo che possa avvenire al più presto e sosterremo con tutte le iniziative del caso la nostra richiesta di confronto per evitare che nei prossimi mesi succeda il peggio.

Roma, 15 dicembre 2009

Emilio Miceli Segretario Generale SLC/CGIL
Alessandro Genovesi Segretario responsabile Area TLC

martedì 5 maggio 2009

Comunicato stampa Slc Cgil (5.5.09)

“Aziende avviano delocalizzazioni. A rischio migliaia di posti di lavoro. Chiediamo a imprese e Governo una moratoria contro le delocalizzazioni”

“In queste settimane grandi aziende di TLC e Media stanno accelerando un processo di delocalizzazione di attività in paesi con minori salari e diritti, mettendo a rischio migliaia posti di lavoro”. Così denuncia in una nota, la Segreteria Nazionale di SLC-CGIL, il principale sindacato del settore.
“In particolare Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3G e Sky stanno in questi mesi riducendo le attività nel nostro paese, affidando servizi di customer care e di back office ad aziende in Romania, Albania e Tunisia, con gravi rischi occupazionali e con una qualità offerta ai consumatori enormemente inferiore. Il fatto già in sé grave, diviene oggi drammatico in un momento di difficoltà del Paese e con decine di imprese di call center in Italia che hanno scommesso su una competizione basata sulla qualità e non sulla gara a chi paga di meno i lavoratori o con meno tutele. Imprese che oggi subiscono una doppia beffa, vedendo il lavoro dato in paesi dove i salari sono minimi ed i diritti quasi zero”.
“Altro che internalizzare il lavoro, come il Sindacato rivendica da anni per mettere in sicurezza Telecom e le altre grandi aziende di TLC. Siamo al doppio danno per i lavoratori dei call center di Telecom, Vodafone, Wind, H3G, SKY, ecc. : non solo le attività finora svolte vengono esternalizzate, ma a beneficiarne non sono neanche i figli o i fratelli che operano in altre aziende italiane. Siamo alle prese con una vera e propria strategia socialmente suicida, che priverà l’Italia di migliaia di posti di lavoro, in uno dei pochi settori che non risente della crisi”.
“Siamo ormai all’impresa irresponsabile, che non solo paga stipendi a 6 zeri ai propri manager anche quando i risultati non ci sono, ma che non si preoccupa minimamente dei danni sociali che reca al proprio Paese, in un momento in cui invece dovremmo tutti essere più solidali e più attenti a non far pagare la crisi ai soggetti più deboli”.
“Invitiamo per tanto le aziende in questione a dimostrare senso di responsabilità nel concreto, non spendendo solo qualche parola nei convegni o nelle trasmissioni televisive, ma scommettendo su uno sviluppo basato sulla qualità, sulla valorizzazione del lavoro e delle professionalità dei tanti lavoratori che, come unica colpa, hanno quella di pretendere un salario decente e un minimo di diritti”.
“Come SLC-CGIL proporremo nei prossimi giorni a Cisl e Uil di richiedere un tavolo specifico presso il Ministero del Lavoro e il Ministero delle attività produttive, dove consegneremo tutta la documentazione in nostro possesso. Come SLC-CGIL chiediamo alle imprese e al Governo di condividere una “moratoria” in materia di licenziamenti e di delocalizzazioni di attività oggi lavorate in Italia”.



domenica 19 aprile 2009

Comunicato stampa SLC: Solidarietà a Santoro e Vauro



COMUNICATO STAMPA

I provvedimenti adottati dal Direttore Generale della Rai nei confronti di “Annozero” sono sbagliati, e ci dispiace dover affermare questo proprio all’esordio del prof. Masi in questo ruolo.

Non c’entra il merito della trasmissione e delle vignette di Vauro, con il quale si può essere d’accordo oppure no, c’entra invece l’avversione che proviamo contro le censure e le pretese di uniformare l’informazione o la comunicazione di idee e opinioni; c’entra il fatto che si censura solo chi critica e non chi nasconde la verità. Se si dovessero adottare criteri di buongusto, o di attendibilità scientifica, o di condivisione maggioritaria (o altro ancora) nei confronti dei prodotti televisivi, gli interventi sarebbero continui. Allora perché adottarne uno solo (quello “politico”)?

Non crediamo che questa sia una linea proficua per la Rai, né che sia giusto pretendere una uniformità di punti di vista in nome del servizio pubblico, il cui pluralismo è, o dovrebbe essere, garantito dall’insieme dei prodotti.

Con questo esprimiamo la nostra solidarietà a Santoro e Vauro, auspicando che il prossimo CdA assuma, sul caso specifico e in generale, orientamenti differenti.


La Segreteria nazionale SLC CGIL





martedì 3 febbraio 2009

Comunicato Segreteria nazionale Slc Cgil 3.02.09

Alle lavoratrici e ai lavoratori delle aziende di TLC

Da più parti ci segnalano volantini degli amici della Fistel‐Cisl che rivendicano la bontà della loro piattaforma. Una piattaforma che non dice la cifra, che permette di derogare al CCNL su materie come l’orario, l’inquadramento, ecc. è una piattaforma che non aiuta i lavoratori.
La derogabilità poi è una scelta sbagliata in generale, ma che nel nostro settore alimenterà ulteriore dumping, ulteriori gare al ribasso, favorendo l’impoverimento salariale e la riduzione delle tutele dei lavoratori (perché ci sarà sempre qualcuno – sotto ricatto – disposto a lavorare per meno o con meno garanzie). Al di là di mille trucchi, al di là di tentativi confusi di nascondere la realtà dei fatti, alla fine quello che conta sono le piattaforme. Quanto scritto (o non scritto) sulle piattaforme farà la differenza, perché le aziende e Confindustria leggono le piattaforme, non certo i volantini…
Infine una constatazione e un’indicazione. La constatazione è semplice: se si è così convinti della bontà della propria piattaforma perché la Fistel non la sottopone al giudizio di tutti i lavoratori, come facciamo noi? La piattaforma più votata sarebbe stata la piattaforma di tutti. L’indicazione è ancor più semplice e la rivolgiamo a tutte le lavoratrici e lavoratori del settore: stiamo al merito delle richieste, stiamo al merito dell’esigenza di recuperare salario e diritti affinché l’attuale crisi economica non sia pagata solo dai soliti noti, cioè i lavoratori.
Se stiamo sul merito anche ricostruire l’unità dal basso, tra tutti i lavoratori sarà
più facile. Perché quando uno chiede 100 e l’altro 90, quando uno chiede che il secondo livello (che da noi è diffusissimo) sia acquisitivo di nuovi diritti e altri
pensano che la contrattazione aziendale debba divenire terreno per scambi impropri, a guadagnarci sono solo le aziende. E questo non è giusto.

La Segreteria Nazionale di SLC‐CGIL


giovedì 28 agosto 2008

Lavoratori in somministrazione Interim 25 presso Atesia

Nei colloqui telefonici intercorsi tra Cgil ed Interim 25 i referenti dell’agenzia hanno motivato il non pagamento delle retribuzioni dei mesi di giugno e luglio con la mancanza di liquidità dovuto al mancato pagamento delle fatture da parte di Atesia.
Siamo stati informati che Interim 25 ha chiesto un incontro al gruppo Almaviva per affrontare la situazione che si sta ripetendo anche per il mese di agosto.
La Cgil indipendentemente dal contenzioso Almaviva Interim 25 ha chiesto che comunque, come da contratto e nei termini di legge, Interim 25 provveda al pagamento delle retribuzioni spettanti.
Contemporaneamente chiederà un incontro urgente con il gruppo Almaviva che, in caso di insolvenza da parte della società somministrante è tenuta a risponderne in solido.
Sarà nostro impegno tenervi aggiornati, costantemente sugli avanzamenti, prevedendo anche eventuali iniziative di lotta.
Invitiamo i lavoratori in somministrazione in Atesia ad eleggere un loro rappresentante (uno ogni 20 lavoratori) che potrà affiancarci e partecipare a tutte le iniziative che metteremo in campo (per disponibilità ed informazione rivolgetevi a Giampiero Modena tel. 3480143653, Pompeo Scopino tel. 3389665816).
Invitiamo tutti i lavoratori di Atesia con qualsiasi forma contrattuale e delle altre agenzie di somministrazione ad esprimere fattiva solidarietà ai colleghi di Interim 25.
Roma 22 agosto 2008
Cgil Roma Sud
Slc-Cgil Roma Sud
Nidil-Cgil Roma Sud
Rsu Slc-Cgil Atesia/Almaviva Contact

mercoledì 25 giugno 2008

Controlli individuali

L’annosa questione della pratica della doppia cuffia continua ad essere uno dei tanti problemi irrisolti in questa azienda. Essa si verifica su più servizi, senza avere una chiarezza sul perché, su chi e da chi viene effettuata.
A nostro avviso tale pratica manca di ogni valenza formativa; noi crediamo che venga invece utilizzata in modo tale da mettere sotto pressione i lavoratori. Essa viene fatta anche più volte sullo stesso soggetto in tempi brevi. LA DEFINIZIONE PIU’ CORRETTA DI TALE PRATICA A NOSTRO AVVISO E’ QUELLA DI CONTROLLO INDIVIDUALE.
A dimostrazione del fatto che la valenza formativa non è la finalità principale, bisogna sottolineare che essa non è inserita all’interno di specifici percorsi.
Non vi è peraltro alcun accordo sindacale che la definisca, così come richiederebbe un comportamento trasparente e lineare di un’azienda che vuole realmente dialogare con i propri lavoratori e non solo utilizzare procedure vessatorie ed intimidatorie.
Non vi è alcuna regola, infatti in nessun modo viene calendarizzata o effettuata su tutti con modalità costante e programmata e soprattutto non è parte integrante di un piano di formazione e crescita qualitativa del singolo lavoratore, che sia stato preventivamente discusso e condiviso con le Rsu.
Peraltro la modalità con cui i singoli lavoratori sono “scelti” per essere sottoposti a doppia cuffia a nostro avviso deriva da un controllo a distanza del singolo e dunque con una modalità assolutamente illegale così’ come sancito dallo “Statuto dei lavoratori”.
Vogliamo inoltre ricordare che il cliente/utente che chiama, deve essere sempre informato dell’ascolto di una terza persona
La nostra posizione è dunque quella che abbiamo sempre dichiarato:
il lavoratore deve volontariamente scegliere se sottoporvisi al fine della propria tutela individuale, poiché crediamo che tale pratica possa generare tensione e stress nel lavoratore che già vi è soggetto per un lavoro che svolge spesso mal gestito e con ritmi incessanti.
Tale pratica può essere tollerata solo se discussa e concordata tra le parti e soprattutto se non è fine a se stessa, ma inserita in un piano di formazione professionale più complessivo.
In ultimo vogliamo ricordare che esiste anche un altro tipo di “doppia cuffia” quella definita passiva: è l’operatore che ascolta la gestione della telefonata effettuata da team leader o formatore. Se di formazione parliamo, allora perché non utilizzare questa modalità, peraltro in uso in passato in altri centri Almaviva?
Roma 24/06/2008
Rsu Slc Cgil Atesia/Almaviva C.

mercoledì 21 maggio 2008

GRANDE RISULTATO ELEZIONI RSU ATESIA:LA CGIL VINCE CON IL 51%

Con una parteciapazione pari al 60% la CGIL prende 638 voti su 1268, conquistando così 12 rappresentanti su 24 e 3 RLS su 6. La prime degli eletti ELETTI è Barbara Cosimi una compagna della CGIL che ha ottenuto 135 voti.
Grande successo della CGIL nella elezione delle RSU di Atesia di Roma.
Tra mercoledì 14 e oggi si sono svolte nel grande call center di Atesia di Roma le elezioni per le RSU. Si è trattato formalmente di un rinnovo, ma in realtà si trattava di una vera e propria novità, in quanto tra le scorse elezioni ed oggi Atesia è passata da poche centinaia ad oltre duemila dipendenti, grazie allo straordinario processo di stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari a progetto, realizzatosi nel corso del 2007.
I risultati di queste elezioni ci consegnano un grandissimo successo delle liste CGIL che riportano 636 voti su 1268 voti validi, pari al 51%, corrispondenti all'elezione di 12 delegati su 24 e di 3 rappresentanti per la sicurezza su 6. Le altre liste riportano rispettivamente: UIL 312 voti, CISL 144, UGL 88, Cobas 50, CUB 35. La partecipazione al voto è stata pari al 60% degli aventi diritto.
La prima delle elette CGIL risulta Barbara Cosimi, con 135 preferenze.
Il risultato premia l'attività della CGIL e del Comitato degli iscritti che hanno sviluppato una tenace azione sindacale in un contesto difficile per l'animosità di una minoranza di lavoratori, esigua, ma particolarmente aggressiva e per l'ostilità della direzione aziendale.

La Segreteria della CGIL Roma Sud e la Segreteria SLC Roma Sud

venerdì 9 maggio 2008

Comunicato 09.05.08 RSU SLC CGIL Atesia

COMUNICATO

Abbiamo tenuto 10 assemblee in 2 giorni, gremitissime di persone che attendono delle risposte da mesi, sappiamo di confrontarci con un’azienda che unilateralmente decide dell’organizzazione del lavoro e che non da nulla se conquistato con il confronto/conflitto.
Lo sappiamo perché sono ormai quasi 2 anni che lottiamo per il miglioramento della condizione di lavoro.
Abbiamo detto tanti NO:
per qualcuno i NO, visti i volantini che girano in questi giorni, sono IDEOLOGICI!
Noi però, insieme ai lavoratori continueremo a dire NO A PREMI INDIVIDUALI DI PRODUZIONE!
Premi che basano tutto sulla PRESENZA (non devi stare male, non devi essere donna, non devi avere problemi e devi essere di sana e robusta costituzione) non sono accettabili.
L’azienda ci propose un premio di 400 euro per coloro, highlanders, che non si ammalano mai e prendono intorno alle 120 chiamate giorno. Meno male che c’è chi non è ideologico e punta ad una razza superiore che non si ammala e non ha mai problemi!
L’ordine delle RIVENDICAZIONI ha un valore, NOI IL 20 MAGGIO, RIUNIONE NAZIONALE CON L’AZIENDA, andiamo a chiedere:
- ESTENSIONE DEGLI ORARI DI LAVORO;
- MIGLIORAMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO;
- MANTENIMENTO E MIGLIORAMENTO delle macrofasce;
- MIGLIORAMENTO E ADEGUAMENTO DELLE CONDIZIONI DI AMBIENTE E SICUREZZA;
- GIUSTO INQUADRAMENTO PER TUTTI;
- PREMIO DI RISULTATO.
Ribadiamo che se per alcuni le “griglie” rigide non sono importanti, su Roma sono state lo strumento minimo per poter accettare la trasformazione contrattuale, che tale diritto non può essere superato unilateralmente e tanto meno con facilonerie sindacali da parte di chi fino a ieri non ha lavorato per l’emancipazione dei lavoratori precari.

Roma, 9 maggio
RSU SLC CGIL ATESIA

martedì 29 aprile 2008

COMUNICATO ORARI DI LAVORO

Nei giorni scorsi si è svolto un incontro della Commissione Orari (che ha il compito di verificare l’organizzazione dell’orario di lavoro e come obiettivo di migliorarla), nella quale è stata presentata finalmente la proposta aziendale che aspettavamo ormai da mesi.
Ricordiamo che la nostra proposta come parte sindacale, presentata praticamente agli inizi dei lavori di questa Commissione, prevedeva l’accorciamento delle macrofasce esistenti per fa sì che esse rispettassero in maniera più idonea i tempi di vita dentro e fuori l’azienda e che risolvessero i disagi che l’attuale organizzazione ci ha consegnato in questi mesi.
L’azienda ci ha invece presentato una proposta, ragionata solo sulle esigenze del servizio Tim119, sviluppata come segue:
- L’abbattimento delle macrofasce per vedere la creazione di un’unica fascia che va dalle 07:00 alle 22:30 con l’assicurazione che la frequenza dei turni tardo-pomeridiani/serali sarà pari più o meno pari a 12 settimane circa su 36 (e cioè in pratica un terzo)
- L’inserimento di turnazioni fisse e di possibilità di part-time verticali collocati dalle 16:00 in poi.
Non possiamo e non dobbiamo nascondere che sono emerse una serie di criticità collegate all’orario di lavoro attuale ma che a nostro avviso sono state sviluppate e perpetrate ad arte dall’azienda stessa in quanto sappiamo bene che Roma è l’unico territorio che mantiene le macrofasce e questo è un boccone amaro per l’azienda da “digerire”. Riportiamo all’attenzione infatti che nella 3° e 4° tranches di stabilizzazioni la maggior parte dei lavoratori sono stati contrattualizzati in maniera forzosa nella fascia pomeridiana (15.00/24.00) a causa di un millantato sbilanciamento verso la fascia antimeridiana delle tranches precedenti (l’azienda in quella fase ha sostenuto che la percentuale stabilita nell’accordo di stabilizzazione non era stata rispettata e che risultava maggiore nelle assunzione in fascia antimeridiana).
Questo però non può e non deve essere una minaccia a fronte della quale rinunciare alle macrofasce e riaffermiamo decisamente, come da mandato che i lavoratori ci hanno sempre consegnato durante le assemblee fino ad oggi, che è inaccettabile la rinuncia alle macrofasce!!! ESSE sono il valore aggiunto all’accordo delle stabilizzazioni e che solo Roma con la sua storia e la sua forza, nonostante le numerose forzature aziendali, sta resistendo per volontà di tutti noi.
Questo comunicato, oltre a riportare a tutti il nostro stato d’animo e la nostra posizione all’interno della Commissione stessa è soprattutto per ribadire che:
nonostante le difficoltà che per questo motivo molte e molti in questi mesi sono stati costretti ad affrontare ed affrontano tutt’ora, il mandato datoci dai lavoratori è comunque il mantenimento del sistema della macrofascia, oltre alla richiesta di estensione dell’orario di lavoro.
Vogliamo sottolineare di nuovo se non fosse abbastanza chiaro all’Azienda, che noi non sottoporremo mai a referendum, né tanto meno approveremo, proposte che possano minacciare l’attuale equilibrio piuttosto che migliorarlo. Ci auspichiamo che nella prossima riunione che si terrà ai primi di maggio, la componente aziendale abbia ragionato su un decisivo avvicinamento delle posizioni dei due documenti presentati (uno “sindacale” ed uno “aziendale”) e che pertanto ci permetta di pensare realmente a costruire una migliore e più attinente organizzazione degli orari di lavoro che permetta da una parte di ottimizzare le attività e dall’altra di poter accedere al lavoro in maniera serena ed agevole.
Se così non fosse noi membri sindacali della Commissione, non potremo andare avanti nella trattativa e pertanto indiremo le assemblee di tutti i lavoratori per decidere insieme i percorsi di rivendicazione.
Come Rsu Slc Cgil ci assumiamo l’onore e l’onere di difendere le richieste di tutti i lavoratori, sia di quelli che hanno potuto scegliere il loro orario di lavoro, sia di quelli che al contrario vivono una situazione di disagio poiché a loro fu negata tale possibilità: in questo direzione ad esempio, va la nostra lotta per tutelare e far rispettare l’accordo siglato dall’azienda e dalle OO.SS il 18/09/07, che riguarda quel gruppo di lavoratori (con contratto lap 12.00/17.00) che a settembre, prima della firma del contratto, si sono visti proporre in esso solo un orario pomeridiano nonostante avessero svolto sempre la loro attività in fascia antimeridiana e che secondo tale accordo devono tornare su fascia mattina.
Il nostro interesse primario è il miglioramento delle condizioni di vita di tutti i lavoratori e non solo di quelli che richiedono dei “favori”.
Dobbiamo uscire subito dalla logica di “guerra tra poveri” che così bene l’azienda sta insinuando tra i lavoratori e riscoprire il valore della solidarietà e dell’interesse comune altrimenti sarà facile sbriciolare qualsiasi diritto e qualsiasi certezza.

Roma 26/04/2008 RSU Slc Cgil Atesia/Almaviva Contact
membri di Commissione:
Barbara Cosimi
Ilaria Moretti

Risposta a Montezemolo

Montezemolo a chiusura del suo mandato come Presidente di Confindustria, con il nuovo quadro politico, attacca duramente il sindacato italiano. E’ chiara ormai la strategia di Confindustria e dei poteri forti in Italia.
Il sindacato va normalizzato. In particolare l'anomalia CGIL! Troppo conflitto, troppa contrattazione, troppa resistenza contro i modelli sociali liberisti.
La teoria sarebbe che i padroni capiscono i propri operai più del sindacato; meno male che ci sono idee nuove in Italia…a noi però sembra di averle già sentite!!! A questo si uniscono una serie di pseudo libri d’inchiesta che definiscono i sindacalisti una casta; ormai si sputa su tutto ciò che è rappresentanza collettiva, colpendo così nella mischia mediatica anche ciò che di buono c’è ancora nel nostro paese.

“Perché non utilizzare l’ondata populista per togliersi qualche sassolino dalle scarpe?!”

Niente di più facile; dopo che i padroni hanno definito inaccettabile il testo sulla sicurezza, nato sull’evidenza delle stragi bianche, si annunciano provvedimenti che renderanno inoffensivo il sindacato con il plauso dei padroni come la defiscalizzazione degli straordinari e dei premi individuali dati unilateralmente dall’azienda.
“A te che sei bravo: non ti ammali, lavori tanto, fai tanti straordinari e non chiedi mai ferie o permessi, ti do un bel premio senza pagarci tasse, e lo faccio senza che gli altri tuoi colleghi ed il sindacato lo sappiano. Pensa senza un solo minuto di sciopero ti do questi soldi mentre il sindacato ti chiede di lottare per te e gli altri e pure l’iscrizione!”
Come dire ammazziamo la contrattazione nazionale e la solidarietà tra lavoratori.
Il sindacato in questi anni evidentemente non è stato in grado, anche grazie ai modelli di relazione industriale, di recuperare l’inflazione e la produttività. L’analisi deve essere seria e deve rivedere in profondità le ragioni dell’insuccesso. Senza dimenticare che la società ha avuto un’involuzione forte, sempre più proiettata al risultato individuale. Questo però non significa che i più grandi soggetti sociali del paese, con milioni di iscritti siano da abbattere in nome della MODERNITA’: concorrenza e individualismo esasperato. A noi questa sembra una teoria di una sola parte e non nell’interesse dei lavoratori.
Le organizzazioni collettive sono state create proprio per mettere sullo stesso piano, IL PADRONE, colui che possiede i mezzi della produzione, ed I LAVORATORI, coloro che prestano la loro opera dietro pagamento del salario. Ridurre la forza contrattuale del sindacato vorrebbe semplicemente perdere progressivamente i diritti conquistati in cento anni, buttare a mare sofferenze e morti per l’emancipazione delle masse. Rendere inefficace la contrattazione collettiva e con essa i soggetti di rappresentanza, semplicemente vuol dire dare in mano ai padroni come Tripi il potere di fare e disfare.
Se questa opera sarà completata, con una Cgil depotenziata, ridimensionata e privata del contratto nazionale, si ripartirà con l’attacco all’ARTICOLO 18 dello STATUTO DEI LAVORATORI (tutela per i licenziamenti senza giusta causa). Baluardo che permette ai lavoratori di organizzarsi ed essere rappresentati senza rischiare il licenziamento.
Secondo noi è proprio questo l’obiettivo dei padroni, CANCELLARE LO STATUTO DEI LAVORATORI anche abbattendo la CGIL che nel 2002 resistette con 3.000.000 di donne e uomini in piazza all’attacco dell’Art. 18.
I padroni vogliono un sindacato accondiscendente, che si occupi di servizi al lavoratore, che si impegni solo per favorire i propri iscritti: spostamenti, carriera, ferie; e che soprattutto non si occupi più di diritti e salario!
Anche per questo vi chiediamo di sostenerci, un voto dato alla CGIL, in qualsiasi azienda, soprattutto in una come Atesia, paradigma della precarietà, è un voto dato al futuro dei diritti di tutti le lavoratrici e lavoratori italiani.

Roma, 21 aprile 2008
RSU Slc Cgil Atesia/Almaviva C.

mercoledì 23 aprile 2008

Smentita…..

Alcuni colleghi ci hanno riferito che l’azienda sosterrebbe che la modalità impositiva di gestione delle festività infrasettimanali (25 aprile/1 maggio) sia stata concordata con le OO.SS.
Smentiamo in maniera categorica che tale accordo sia stato in alcun modo concordato con le RSU SLC CGIL e come abbiamo già sottolineato con il comunicato del 21/04/2008 ribadiamo che tale gestione è stata decisa in maniera assolutamente unilaterale dall’azienda.
Nello stesso comunicato abbiamo invitato l’azienda ad aprire una discussione sulla questione; a fronte di tale invito abbiamo solo riscontrato una chiusura.


Rsu slc cgil atesia/almaviva contact
Roma 23/04/2008

mercoledì 16 aprile 2008

Comunicato 15 aprile 2008 Cdlt Cgil Rm Sud

In Prima linea…sempre
Crediamo di aver percorso una parte importante nella “normalizzazione” di Atesia. Sappiamo di dover ancora ottenere importanti miglioramenti salariali e non solo:

  • implementazione delle ore lavorate
  • Premio di Risultato
  • orari di lavoro e matrice oraria
  • giusto inquadramento per tutti
  • vivibilità (ambiente e organizzazione del lavoro).

Tali operazioni non possono essere e aggiungeremmo non devono essere disegnate ad immagine delle organizzazioni sindacali (intese come strutture territoriali o nazionali), l’emancipazione, la crescita, la consapevolezza dei propri diritti e delle proprie potenzialità rivendicative, devono crescere e svilupparsi nel tessuto aziendale. Sono le lavoratrici ed i lavoratori che impegnandosi devono trovare soluzioni attraverso lo strumento della rappresentanza sindacale.
La CGIL vuole essere lo strumento della realizzazione dell’affrancamento dalla sudditanza individuale che i lavoratori precari per tanti anni hanno dovuto subire.
Da parecchi mesi abbiamo costituito il Comitato degli Iscritti che è diventato per noi strumento di elaborazione, sindacalizzazione e interazione con le lavoratrici ed i lavoratori di Atesia, anche per questo motivo siamo riusciti a costruire rapidamente una GRANDE E RAPPRESENTATIVA LISTA ELETTORALE PER LE RSU.
Noi stiamo attuando ciò che dicevamo, abbiamo fornito ai lavoratori lo strumento per l’emancipazione, dal momento delle elezioni, DA NOI PROCLAMATE IL 7 APRILE, saranno le donne e gli uomini che in Atesia lavorano a dover costruire il proprio futuro. Molti in questi mesi, senza assumersi l’onere delle scelte “hanno straparlato”, molte volte aggredendo pesantemente la nostra organizzazione, abbiamo avuto anche modo di vederli poi anche all’opera, i Cobas hanno 1 RSU in Almaviva Contact e a noi non sembra che tra le cose “gridate” nelle nostre assemblee e quelle fatte si dimostri una grande coerenza e capacità di realizzazione. D’altronde già avevamo visto l’agire dei Cobas nel Gruppo con la rappresentanza unica in Xcos.
Noi sappiamo che nessuna organizzazione sindacale confederale o autonoma senza una piena rappresentanza e partecipazione è in grado di trovare soluzioni di vivibilità in azienda, e per la costruzione di questa abbiamo lavorato, NOI NON ABBIAMO LAVORATO CONTRO QUALCUNO ma per le lavoratrici ed i lavoratori anche se con pochi strumenti.
Sappiamo che solo l’elezione di una rappresentanza che acquisisca il controllo dell’organizzazione del lavoro: Orari, Ambiente, Tempi di lavoro, si può rendere Atesia un’azienda dove lavorare non sia più un incubo.
PER QUESTO VI CHIEDIAMO DI SOSTENERE LA CGIL NELLE ELEZIONI E VOTARE LE VOSTRE COLLEGHE ED I VOSTRI COLLEGHI CHE HANNO SCELTO L'IMPEGNO SINDACALE NELLA NOSTRA LISTA.
Noi non siamo spuntati oggi chiedendovi un voto per poi farne ciò che vogliamo, sono mesi che combattiamo e tentiamo con questa difficile azienda di ottenere degli avanzamenti, ci abbiamo messo la faccia ed il cuore, non ci siamo mai tirati indietro e continueremo ad esserci sempre. A noi l’azienda in nessun modo ci ha aperto le porte, cosa che sta facendo con l’UGL, i dirigenti tranquillamente girano per l’azienda senza che nessuno ponga questioni, ricordiamo di quando Atesia a noi della Cgil non ci consentiva neppure l’accesso ai locali. Noi non abbiamo mai chiesto e non chiediamo favori ma una equa risoluzione dei problemi di chi è in difficoltà.
Aiuteremo la nuova rappresentanza sindacale con corsi di formazione e con un’assistenza continua, rispettando sempre l’autonomia della RSU.

Roma, 15 aprile 2008 Cdlt Cgil Rm Sud

lunedì 7 aprile 2008

Comunicato con cui vengono indette le elezioni RSU

Roma, 7 aprile 2008
Spett. Direzione Aziendale Atesia spa
Ai lavoratori della ditta Atesia spa
e p. c. All’Unione Industriali di Roma

Il sottoscritto Anelio Corsi in qualità di Segretario della Slc Cgil Roma e Lazio,
comunica

che sono indette le elezioni delle R.S.U. della ditta Atesia spa.
Entro 15 giorni dalla data della presente provvederò a comunicare alla Commissione elettorale l’elenco dei candidati che concorreranno, per la lista da me rappresentata, per l’elezione di n° 24 componenti della R.S.U.
Vi comunico che il componente della Commissione elettorale, per l’organizzazione da me rappresentata è il Sig.ra Leonida Natale.
Invito la Direzione aziendale ad ottemperare a quanto contenuto nell’art. 22 del regolamento allegato all’accordo del 20.12.1993.

In fede
Per la Slc Cgil Roma e Lazio
Anelio Corsi

venerdì 28 marzo 2008

Comunicato sui livelli 27.03.08

Roma, 27 marzo 2008
Spett.le Atesia spa e Almaviva spa

Oggetto: richiesta urgente di incontro
In relazione alle modalità di erogazione del 4° livello inquadramentale (contratto Telecomunicazioni) prevista dall’accordo sottoscritto dal Gruppo Almaviva e le OO.SS. in data 17/12/2007, riteniamo che non si stia procedendo conformemente a quanto indicato da codesto accordo dal momento che, ai dipendenti che precedentemente hanno avviato la medesima richiesta sotto forma di vertenza, si sta richiedendo la firma di una liberatoria “totale”, relativa a tutto l’effettivo od eventuale contenzioso, anche non inerente l’inquadramento contrattuale e senza aver concordato con la Slc Cgil il verbale di conciliazione.
La lettera di pre-accettazione sottoposta ai dipendenti non è in linea con quanto definito con le organizzazioni sindacali, e anche dopo esplicita richiesta, non è stata rilasciata alle rappresentanze sindacali, recita quanto segue:
“tenuto conto della richiesta di tentativo di conciliazione da Lei inoltrata e/o del conseguente contenzioso giudiziale, il passaggio al 4° livello, ribadita la piena legittimità del suo attuale livello di inquadramento, potrà essere disposto alla condizione essenziale che lei rinunci ad ogni rivendicazione e/o azione, anche per quanto riguarda l’inquadramento, con riferimento al rapporto di lavoro sino ad ora intercorso e con compensazione delle eventuali spese legali”.
Si ribadisce che la liberatoria non è prevista da nessun accordo sindacale, che non si è mai discusso né si è mai svolto un incontro per definire le modalità di rinuncia alle eventuali azioni legali preesistenti e che la O.S., dal momento che è titolare dell’accordo e rappresentante dei lavoratori iscritti a cui la lettera fa riferimento, deve essere presente al momento della presentazione di tale proposta ai lavoratori.
Per tutto quanto sopra riportato si richiede che venga subito sospesa la consultazione del personale interessato e che venga convocato un incontro urgente a cui siano presenti un dirigente aziendale che, avendo sottoscritto esso stesso l’accordo possa ritenersi garante dell’applicazione dello stesso, di una struttura sindacale titolare della firma dell’accordo e delle rappresentanze sindacali e aziendali del territorio, al fine di definire la liceità di tale interpretazione assolutamente unilaterale e restrittiva dell’accordo.
Chiediamo inoltre che al momento dell’incontro venga presentata la documentazione di cui l’azienda è in possesso circa la presunta e/o effettiva azione legale da parte dei dipendenti fino ad ora contattati e non.
Per la Slc-Cgil Roma e Lazio
Anelio Corsi

sabato 22 dicembre 2007

APPELLO:SOSTENIAMO LA LOTTA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI ATSnet

MANDATE UN MESSAGGIO DI SOLIDARIETA’
E VENITE DOMANI, MERCOLEDI 19 IN PIAZZALE DELL’INDUSTRIA!
MAI COME IN QUESTO CASO L’APPELLO CHE VI RIVOLGIAMO E’ UN INVITO A FARVI SENTIRE. E LA STORIA CHE VI RACCONTIAMO E’ UN PEZZO DI STORIA DI QUESTO PAESE DOVE PRECARIATO E MORTI BIANCHE CONTINUANO A SEGNARE IL MONDO DEL LAVORO.
E’ la storia delle lavoratrici e dei lavoratori della ATSnet operanti presso la General Motors di piazzale dell’Industria, che stanno presidiando da giorni la sede di lavoro dalla quale sono stati espulsi. Amaramente diciamo: bel regalo di Natale…
Si tratta di 41 lavoratrici e lavoratori con contratto progetto con la ATSnet (che lavora tra l’altro per American Express, Cityfin, Opel e altre aziende multinazionali) dedicati da anni (addirittura dal 1998!) a svolgere attività si servizio clienti per la GMAC (General Motors finanziaria) dentro la sede GMAC con attività di contact center.
NIdiL CGIL da gennaio ha cercato il dialogo con l’azienda per avviare un percorso di stabilizzazione, ma sia la ATSnet, sia la GMAC si sono rifiutate di sedersi ad un tavolo di confronto negando di avere collaboratori!
Dopo l’ennesimo tentativo di avviare un confronto, le lavoratrici e i lavoratori ATSnet operanti all’interno della sede GMAC (i cui contratti scadono il 31 dicembre) stanchi dell’atteggiamento delle controparti non hanno abbassato la testa e pur sapendo di mettere a serio rischio la possibilità di avere proroghe di contratto, sono comunque entrati in sciopero per denunciare la chiusura dell’azienda e la persistente irregolarità contrattuale nei loro rapporti.
La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori ATS ha ottenuto intanto un coinvolgimento diretto di varie forze politiche e dell’Assessorato al Lavoro della Regione Lazio che ha convocato le parti il 14 dicembre scorso avviando (finalmente) un confronto. All’incontro era presente anche il Presidente della Commissione Sicurezza e Lavoro del Comune di Roma. Gli assessorati al lavoro di Regione, Provincia e Comune si sono fatti promotori di richiedere un incontro alla GMAC per capire come voglia ad operare sul mercato romano senza continuare ad infrangere le leggi del mercato del lavoro.
Purtroppo, nel frattempo, la GMAC ha risposto impedendo loro l’ingresso in azienda disabilitando i badge personali e utilizzando lavoratori di altre aziende!
Le lavoratrici e i lavoratori ATS hanno uno straordinario bisogno di solidarietà e soprattutto della vostra, iscritti e simpatizzanti di NIdiL CGIL che sapete bene cosa significhi precariato!
Anche un messaggio può aiutare. Vi preghiamo, perciò, di inviare un messaggio di solidarietà al seguente indirizzo mail: precari.ats.gmac@gmail.com.
Ma soprattutto vi invitiamo a fare un po’ di spazio nei vostri impegni e trovare il tempo per venire domani, mercoledì 19 alle 11,30 alla manifestazione a sostegno del presidio in piazzale dell’Industria 40 (EUR).
Per chi non disponesse di mezzo proprio, piazzale dell’Industria è raggiungibile con: 30, 170, 703, 708, 762, 763, 764, 765, 767, 777, 778, 779, 791.