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lunedì 14 dicembre 2009

Comunicato Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL


COMUNICATO SINDACALE

Risultati votazione ipotesi di accordo per rinnovo CCNL

Al termine delle assemblee sui luoghi di lavoro e relative votazioni, i risultati a livello nazionale sono i seguenti:

Votanti: 23.897

Favorevoli: 20766 (86,9%)

Contrari 2748 (11,5%)

Astenuti/Nulle 383 (1,6%)

Pertanto l’ipotesi, come già preannunciato, si intende sciolta positivamente.

Ovviamente dovremmo lavorare per analizzare i diversi risultati e le legittime contrarietà di chi ha votato contro, così come dovremmo continuare a portare avanti le nostre battaglie su appalti, clausole sociali, ecc.

Infine una semplice constatazione rispetto a chi (UGL) – non avendo fatto neanche un’assemblea e avendo come al solito firmato un testo di accordo “fotocopia” di quello sudato e contrattato da CGIL CISL e UIL – si vanta di aver sciolto positivamente la riserva in contemporanea a noi.

Prendersi i meriti di un lavoro non fatto, sciogliere un’ipotesi senza aver fatto neanche un’assemblea, è un atteggiamento che squalifica chi lo porta avanti ed è una beffa per le tante lavoratrici e lavoratori del settore.

Roma, 11 Dicembre 2009
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL


lunedì 26 ottobre 2009

Tlc: Slc Cgil, accordo importante per rinnovo

Venerdì 23 ottobre dopo un lungo braccio di ferro (che fino all’ultimo ha messo in discussione la firma di Slc Cgil a causa del tentativo di Asstel di introdurre deroghe al contratto) è stata siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale delle telecomunicazioni. E' quanto si apprende da una nota del sindacato di categoria. “Il nuovo modello contrattuale, al di là dei tentativi goffi di Cisl e Confindustria e dei loro uffici stampa, non è passato”. Lo dichiara Alessandro Genovesi, Segretario nazionale della Slc Cgil.

La funzione del contratto di “garantire la certezza e l’uniformità dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori ovunque impiegati nel territorio nazionale” è stata rafforzata, così come la non derogabilità a livello aziendale delle “materie ed istituti già negoziati al primo livello”. La contro piattaforma di Asstel che chiedeva deroghe su orari, pause, inquadramento e mercato del lavoro è stata respinta. Poiché il nuovo modello contrattuale si basava proprio sul superamento del Ccnl è del tutto evidente che, propaganda a parte, politicamente il successo della Cgil è innegabile”.

“Il rinnovo del Ccnl - continua Genovesi - è un rinnovo pulito in ogni sua parte. Non solo per quanto riguarda il rapporto tra le fonti contrattuali, ma anche per gli enti bilaterali. Nascerà un Ente Bilaterale per la sanità integrativa che darà una copertura minima a tutti i lavoratori del settore che oggi ne sono privi (a partire dalle ragazze e ragazzi dei call center). Una sanità integrativa esplicitamente non sostitutiva delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, con 8 euro a carico delle imprese e 2 dei dipendenti. Nascerà inoltre un Agenzia Bilaterale per la Formazione che utilizzerà esclusivamente risorse interne al sistema. I consiglieri dell’Agenzia presteranno la propria opera in forma completamente gratuita.

Altri compiti impropri (a partire da eventuali sostegni al reddito dei lavoratori) non sono contemplati. Chi voleva dar vita ad Enti Bilaterali per l’erogazione degli ammortizzatori sociali dovrà rassegnarsi, il Ccnl delle Tlc non ne recepisce nulla”. “Avanzamenti significativi vanno registrati inoltre sul part-time, sia in termini normativi che economici (la maggiorazione del supplementare passa dal 15% al 20%); sull’apprendistato (con la specifica che i locali per la formazione interna devono essere distinti da quelli adibiti alla produzione). Sono state migliorate le norme sulle 150 ore e sui permessi esame (con un giorno in più retribuito) ed è stata portata dal 2° al 3° giorno di malattia la franchigia per il certificato medico (da consegnare solo al rientro).

E’ stata fatta chiarezza sull’inquadramento iniziale degli addetti al call center: di fronte alla giungla e al dumping operato (anche con accordi separati a livello locale) da parte di imprese scorrette che sottoinquadravano i lavoratori si è definito una volta per tutte che è il 3° livello quello di ingresso (con relativa sanatoria per tutti entro il 2010). Sarà possibile inquadrare al 2° livello, per un periodo iniziale, esclusivamente i lavoratori privi di esperienza professionale (da qui 3 possibilità: assunzioni con apprendistato, con contratto di inserimento, con un “2° formativo” a fronte di almeno 20 ore di formazione minima, con automatico passaggio al 3° e con la clausola di mantenerne in servizio a tempo indeterminato almeno il 70%). "Una norma chiara che da oggi renderà più agevole la battaglia sindacale (e giudiziaria) contro le imprese più scorrette”.

“Per quanto riguarda infine gli aumenti salariali – sottolinea Genovesi – si esce a regime (per una durata di 3 anni: 1 gennaio 2009 - 31 dicembre 2011) con 129 euro di aumento (45 a Gennaio 2010; 34 a Giugno 2010; 50 a Giugno 2011) e una tantum di 585 euro, tutto al parametro del 5° livello. L’aumento a regime dei minimi (il valore punto era di 17,01 euro) è del 7,6%". Dal punto di vista politico, insomma, "l’accordo è importante: perché giunge unitario dopo la presentazione di tre piattaforme separate; perché copre l’intera filiera Ict e guarda - tra sanità integrativa, mercato del lavoro, permessi, inquadramenti – tanto alle figure deboli che alla parte alta del settore. Perché soprattutto difende il contratto nazionale, la sua funzione solidaristica e regolatoria e rilancia quindi la funzione sindacale della CGIL". Ora i lavoratori saranno chiamati a votare l'ipotesi di accordo.


Fonte: http://www.rassegna.it


sabato 24 ottobre 2009

Contratto Tlc, raggiunto accordo unitario

Arriva l’intesa unitaria per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei dipendenti delle aziende di telecomunicazioni (tra cui Telecom,Vodafone, Wind, Fastweb, H3G), che interessa 130.000 lavoratori. L’ipotesi di accordo è stata sottoscritta dai Fistel-Cisl, Slc-Cgil e Uilcom e da Asstel, presso la sede di Confindustria a Roma.

L'accordo prevede un aumento salariale di 129 euro suddiviso in tre tranches, la prima a partire dal gennaio 2010 di 45 euro, la seconda da giugno 2010 di 34 euro e la terza da giugno 2011 di 50 euro. Il 2009 è coperto con una tantum di 585 euro. Viene istituito un elemento di garanzia retributiva pari a 260 euro annui, per i dipendenti in forza alla data di erogazione, che risultino privi di contrattazione di 2ndo livello. La durata del contratto è triennale con inizio 1 gennaio 2009 e scadenza 31-12-2011.

“L’accordo è soddisfacente, e Slc/Cgil lo ha sottoscritto poiché non contiene né riferimenti né alcun istituto dell’accordo separato del 15 aprile 2009”. È quanto dichiara Emilio Miceli, segretario generale della categoria Cgil. “Nessuna deroga – prosegue Miceli - , nessun ente bilaterale ma un’agenzia per la formazione dove i sindacalisti saranno impegnati a titolo gratuito; nessun azzeramento ma anzi una rivalutazione della base di calcolo degli incrementi retributivi e 129 euro che vanno ben oltre i 117 previsti dal misuratore dell’inflazione, deciso in sede di accordo separato”. Per la Slc “l’accordo dimostra non solo i limiti evidentissimi dell’accordo separato ma anche che è possibile sperimentare strade nuove, così come già accaduto per gli alimentaristi, per dare forza, qualità ed autonomia al sistema contrattuale del nostro paese”.

L'estensione del campo di applicazione del CNL delle Tlc investe anche le Imprese del comparto ICT, ricorda in una nota la Fistel Cisl.

Tra i diversi punti l'accordo vede anche la disponibilità di Asstel a realizzare un ente bilaterale di settore per la sanita' integrativa. Nel frattempo arriverà lo stanziamento di 120 euro annui per ciascun lavoratore che non ha alcuna copertura sanitaria integrativa.

Ora partirà il percorso informativo delle assemblee dei lavoratori.

Fonte: http://www.rassegna.it

giovedì 25 giugno 2009

Sintesi Comitato di settore Rinnovo Ccnl Tlc

SINTESI COMITATO DI SETTORE RINNOVO CCNL TLC



Oggi 25 giugno 2009 si è riunita la delegazione trattante per il rinnovo del CCNL TLC scaduto il 31 dicembre 2008. La delegazione slc-cgil Roma e Lazio è così composta: Anelio CORSI Segretario regionale tlc, Natascia TREOSSI WIND, Tiziana POLO ERICSSON, Massimiliano MONTESI ATESIA, Fabrizio MICARELLI e Fabio OPIMO TELECOM ITALIA.

I lavori si sono aperti con la relazione del Presidente ASSTEL dottor GUINDANI che ha illustrato gli scenari complessivi del settore telecomunicazioni sia a livello nazionale che internazionale.

A seguire, le Segreterie Nazionali, hanno replicato e presentato le rispettive piattaforme ribadendone i punti qualificanti. Per quanto riguarda slc-cgil è stato sottolineato, tra l’altro, da parte del Segretario Alessandro GENOVESI il tema del giusto riconoscimento delle professionalità, la centralità delle clausole sociali per la gestione degli appalti, una nuova regolamentazione del part-time, la creazione di enti bilaterali per la formazione professionale e per la sanità integrativa di settore.

ASSTEL dopo aver ascoltato l’esposizione ha, sempre per voce del Presidente, sottolineato strumentalmente che la discussione sul rinnovo contrattuale dovrà tener conto dell’accordo interconfederale del 22 gennaio 2009 e sue applicazioni del 15 aprile 2009, proponendo per la metà di luglio un nuovo incontro per affrontare nel merito le proposte sindacali.

Sarà nostra premura convocare le RSU TLC appena si entrerà nel vivo dei lavori.

Roma, 25/6/2009
I COMPAGNI SLC-CGIL ROMA e LAZIO delegazione trattante



lunedì 9 febbraio 2009

Contratto Tlc, piattaforma Cgil approvata da oltre 80% lavoratori

“Dopo più di 900 assemblee nei diversi luoghi di lavoro, con quasi trentamila lavoratori già consultati, possiamo tranquillamente affermare che le richieste contenute nella piattaforma presentata da Slc-Cgil sono state approvate da più dell’80% dei dipendenti consultati”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di Slc-Cgil, il principale sindacato del settore.

“I lavoratori - prosegue la nota di Genovesi - sono consapevoli del delicato momento in cui si colloca il rinnovo del Ccnl delle Tlc, dell’importanza di un contratto collettivo nazionale forte che garantisca diritti e tutele minime per tutti, contro ogni forma di deroga e di dumping sociale. Un’impostazione del resto condivisa anche con Uilcom-Uil con cui spesso sono state fatte insieme le assemblee, guardando più agli interessi dei lavoratori e alle specificità del nostro settore che non ad altro”.

Genovesi ricorda che sono tre le principali richieste contenute nella piattaforma: l’aumento di 175 euro al 5° livello per il prossimo triennio, una maggiore "valorizzazione degli inquadramenti professionali" e il "riconoscimento di una clausola sociale a tutela dei lavoratori dei call center".

"Oggi stesso – conclude Genovesi – sarà inviata ad Asstel-Confindustria la piattaforma, con l’invito ad aprire il tavolo di confronto prima possibile, per dare la giusta risposta alle legittime aspettative salariali e normative di migliaia di lavoratrici e lavoratori”.

Fonte: http://www.rassegna.it

martedì 3 febbraio 2009

Assemblee Cgil - Uil sul rinnovo CCNL TLC

ASSEMBLEA

SLC CGIL - UILCOM UIL


Si indicono le assemblee per tutto il personale nei seguenti giorni:

presso la sede di Via Lamaro, Almaviva Contact il: 04/02/2009

- 09:00 – 10:30
- 11:00 – 12:30
- 14:30 – 16:00
- 17:00 – 18:30

presso la sede Via casal Boccone, Almaviva Contact il: 05/02/2009

- 09:30 – 11:00
- 11:30 – 13:00
- 15:30 – 17:00

Ordine del giorno: Rinnovo piattaforma CCNL Telecomunicazioni


Roma 02/02/2009

Segreterie SLC CGIL/UILCOM UIL


Comunicato Segreteria nazionale Slc Cgil 3.02.09

Alle lavoratrici e ai lavoratori delle aziende di TLC

Da più parti ci segnalano volantini degli amici della Fistel‐Cisl che rivendicano la bontà della loro piattaforma. Una piattaforma che non dice la cifra, che permette di derogare al CCNL su materie come l’orario, l’inquadramento, ecc. è una piattaforma che non aiuta i lavoratori.
La derogabilità poi è una scelta sbagliata in generale, ma che nel nostro settore alimenterà ulteriore dumping, ulteriori gare al ribasso, favorendo l’impoverimento salariale e la riduzione delle tutele dei lavoratori (perché ci sarà sempre qualcuno – sotto ricatto – disposto a lavorare per meno o con meno garanzie). Al di là di mille trucchi, al di là di tentativi confusi di nascondere la realtà dei fatti, alla fine quello che conta sono le piattaforme. Quanto scritto (o non scritto) sulle piattaforme farà la differenza, perché le aziende e Confindustria leggono le piattaforme, non certo i volantini…
Infine una constatazione e un’indicazione. La constatazione è semplice: se si è così convinti della bontà della propria piattaforma perché la Fistel non la sottopone al giudizio di tutti i lavoratori, come facciamo noi? La piattaforma più votata sarebbe stata la piattaforma di tutti. L’indicazione è ancor più semplice e la rivolgiamo a tutte le lavoratrici e lavoratori del settore: stiamo al merito delle richieste, stiamo al merito dell’esigenza di recuperare salario e diritti affinché l’attuale crisi economica non sia pagata solo dai soliti noti, cioè i lavoratori.
Se stiamo sul merito anche ricostruire l’unità dal basso, tra tutti i lavoratori sarà
più facile. Perché quando uno chiede 100 e l’altro 90, quando uno chiede che il secondo livello (che da noi è diffusissimo) sia acquisitivo di nuovi diritti e altri
pensano che la contrattazione aziendale debba divenire terreno per scambi impropri, a guadagnarci sono solo le aziende. E questo non è giusto.

La Segreteria Nazionale di SLC‐CGIL


giovedì 22 gennaio 2009

Comunicato sindacale 21.01.09

Le Segreterie Territoriali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, unitamente alle Rsu ritengono che va data la certezza del posto di lavoro alle lavoratrici ed ai lavoratori di Almaviva/Atesia.
Alla luce delle dinamiche imprevedibili delle COMMESSE, con le continue variazioni di traffico, fino ad arrivare alla recente apertura di Cassa integrazione, la Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil stanno agendo nei confronti dei committenti più grandi, chiedendo loro di implementare e regolare il più possibile i flussi di chiamate, questo sarebbe un segnale importante che garantirebbe un miglioramento della qualità del prodotto.
In particolare in queste ore Le Segreterie Nazionali Cgil, Cisl e Uil stanno chiedendo a Telecom non solo di aumentare i flussi del 119, ma renderli costanti e durevoli, questo per permettere ad Almaviva la riduzione e, se possibile, il ritiro della cassa integrazione.
Si sta per aprire la discussione sul Contratto Nazionale, (scaduto il 31/12/2008) è quindi improrogabile tentare di regolare anche i rapporti delle committenti con gli outsurcing, è indispensabile integrare i rapporti e rendere esigibile oltre il mantenimento del posto di lavoro quegli avanzamenti:
• aumento di ore,
• passaggi di livello,
• erogazione del Premio di Risultato
,
che sono stati conquistati con la lotta, e che sono elementi necessari per il miglioramento della condizione di lavoro in Almaviva/Atesia

Roma 21 Gennaio 2009
Segreterie Territoriali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil
RSU Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil


giovedì 13 novembre 2008

MODELLO CONTRATTUALE, LA PROPOSTA DI CONFINDUSTRIA TI TOGLIE SOLDI


Il nuovo modello per i rinnovi economici dei Contratti Nazionali di Lavoro, proposto da Confindustria, peggiora i diritti economici dei lavoratori, soprattutto con riferimento alla tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni.

I cambiamenti proposti da Confindustria al modello contrattuale in vigore sono TRE e su ogni punto c’è una perdita secca di reddito per i lavoratori e le lavoratrici:

1. Il rinnovo economico del Contratto, verrà basato su di un valore punto predefinito per tutti i settori (Chimici,TLC, Metalmeccanici, Commercio, Bancari, ecc) e sarà attestato mediamente a 15,74 euro, che risulta, tra il 10% e il 30% più basso del valore punto attualmente adottato dal Sindacato nei singoli settori di cui sopra (mediamente è infatti pari a 18 euro). Se proiettassimo il nuovo metodo di calcolo di Confindustria sui quattro anni di contratto appena passati, otterremmo, che la perdita attribuibile alla riduzione del valore punto è di circa 951 EURO per ogni lavoratore/lavoratrice.

2. L’inflazione con cui si rinnovano i contratti di lavoro verrà depurata (diminuita) della componente energia. Sostanzialmente si sottrae al valore dell’inflazione con cui si rinnovano i Contratti di Lavoro la percentuale di inflazione determinata dall’aumento del costo dell’energia importata dall’estero (Petrolio, Elettricità, Gas).
Se proiettiamo questa proposta di Confindustria nel periodo 2004-2008, succede che l’indice generale inflattivo registra una crescita media annua del 2,5% mentre quello depurato dell’energia del 2,1%. Questo avrebbe significato per ogni lavoratore/lavoratrice una ulteriore perdita di circa 406 euro da aggiungere a quella del punto 1.

3. Confindustria, inoltre, ha previsto nel nuovo modello, che, il recupero dell’inflazione può avvenire solo sulla base di uno “scostamento significativo” senza però definire cosa è e quanto è uno “scostamento significativo”. Tale elemento, lascia margini di perdita di potere d’acquisto in base alla definizione di “significativo”: ad esempio, se lo scostamento fosse dello 0,3%, con un parametro ritenuto “significativo” di Confindustria di 0,4%, ciò comporterebbe una perdita di 1,2 punti in quattro anni, ovvero 258 euro per ogni lavoratrice e lavoratore da sommare alle perdite dei punti 1 e 2.


Bisogna ricordare, inoltre, che grazie al modello di Confindustria il problema della cosiddetta inflazione importata e, nello specifico, il problema dei costi dell’energia importata, ricadrebbe solo sui lavoratori dipendentie per ben 4 volte:

• la prima pagando le bollette dell’energia di casa,
• la seconda pagata al benzinaio
• la terza volta pagata con la crescita dei prezzi al consumo

ed ora grazie a Confindustria anche con:

• una penalizzazione economica negli aumenti di stipendio derivanti dal rinnovo economico del contratto nazionale di lavoro.

Quanto sopra esposto, può essere raffrontato con la dinamica effettiva delle retribuzioni registrata dall’Istat tra il 2004 e il 2008 in cui l’applicazione del Protocollo del 23 luglio1993 (con parametro di riferimento l’inflazione attesa) ha portato una crescita del potere d’acquisto dei salari contrattuali di 2,1 punti in 5 anni. Se tornassimo indietro nel tempo ed applicassimo il modello proposto da Confindustria, registreremmo una perdita cumulata di –2,2 punti, equivalente a –1.357 euro (punto 1 + punto 2) a cui andrebbe aggiunta la eventuale perdita del punto 3 una volta che venisse definita compiutamente da Confindustria.

Conclusioni


In breve, anche se Confindustria sostiene che i salari nominali dovrebbero crescere da qui al 2011 di 2.503 euro, secondo le nostre stime dovrebbero invece crescere di 3.357 euro. Tra i due modelli c’è una differenza in meno per ogni lavoratore/lavoratrice di 854 euro, di cui 453 euro sulle sole retribuzioni da contratto nazionale.
Questo avendo sempre a mente che sui dati certi, relativi al passato (2004-2008), senza margini di errori previsionali, si è registrata un aumento reale delle retribuzioni contrattuali di 443 euro a fronte della perdita che invece si sarebbe avutase fosse stato applicato il modello Confindustria, perdita pari a –674 euro.
Quindi, considerato il mancato guadagno, la perdita per ogni lavoratore/lavoratrice, sarebbe stata pari a –1.117 euro complessivi.


SLC CGIL ROMA E LAZIO
CGIL, SEMPRE DALLA TUA PARTE

mercoledì 12 novembre 2008

Comunicato Slc Cgil Roma e Lazio

LETTERA APERTA ALLE LAVORATRICI ED AI LAVORATORI

Care Colleghe, Cari Colleghi,
ci stiamo avviando ad affrontare nelle prossime settimane almeno 3 passaggi fondamentali per il mondo del lavoro, passaggi cruciali per tutti i lavoratori dipendenti,i precari, i pensionati.
Nello specifico si affronteranno le seguenti questioni:
1. La revisione del modello contrattuale (come si rinnovano i contratti nazionali entro 12/08)
2. Il rinnovo del contratto nazionale di settore delle TLC (piattaforma entro 12/08)
3. La revisione dello stato sociale e delle norme sul lavoro (già avviata)

E’ chiaro che si apre dunque una fase decisiva per il futuro dei livelli di vita e di condizione di lavoro di tutti i dipendenti a reddito fisso del Paese.
Non vi nascondiamo che come CGIL ci apprestiamo a questi appuntamenti con molte preoccupazioni derivanti dalla situazione economica del Paese e dallo stato dei rapporti con CISL e UIL nonché dall’aggressione ai diritti del lavoro che è ripartita da parte del Governo e di Confindustria.

La nostra preoccupazione dipende dal clima che si respira in Italia nei confronti del mondo che noi rappresentiamo, dalle norme sul lavoro già “toccate” dal DL 112 di Giugno e dai continui attacchi verbali al lavoro provenienti da parte padronale (i fannulloni, il costo del lavoro alto, le regole che ingessano le imprese, l’eccessiva crescita delle retribuzioni, la scarsa produttività, ecc) il tutto si sta consumando nel silenzio generale e con una stampa giornalistica e radiotelevisiva che quotidianamente o tace o manipola le informazioni. Ma attenzione, oggi, l’attacco al lavoro è più subdolo e quindi più pericoloso del 2003.
Una differenza balza subito agli occhi ed è relativa al modo seguito dal governo per affrontare in questa legislatura i problemi del lavoro: a differenza della XIV legislatura, in cui il Libro Bianco (ottobre 2001) segnò all’inizio un disegno strategico esplicito di attacco ai diritti del mondo del lavoro, culminati nella proposta di modifica dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori, qui l’azione è sicuramente meno appariscente, ma non meno devastante. Se volessimo concentrare il succo in una parola, potremmo scegliere il termine “frantumazione”.
Stavolta, anziché l’attacco frontale, si è scelta la via della frantumazione dei diritti, con l’obiettivo evidente di favorire la frammentazione del mondo del lavoro, segmentare i suoi interessi, in modo da impedire, o comunque rendere molto più difficile aggregare l’azione dei lavoratori e del sindacato.
Il tempo scelto non è casuale, non solo per la vicinanza con una vittoria elettorale e sociale di vaste dimensioni, e del conseguente sbandamento delle forze di opposizione, parlamentare e non, ma anche per una ragione più di fondo: le misure che incidono sul Protocollo Welfare del 23 luglio ’07 votato ed approvato da 5 milioni di lavoratrici e lavoratori e sulla sua legge attuativa colpiscono norme che non sono ancora per gran parte divenute esigibili, o che non sono ancora divenute patrimonio comune dei lavoratori, quei miglioramenti alle condizioni di vita e lavoro di milioni di persone si possono quindi eliminare, con la complicità dei mass media, nel più assoluto silenzio.
Di qui la necessità di un capillare lavoro di spiegazione ed orientamento nell’organizzazione a tutti i livelli, ed in particolare nel rapporto con i lavoratori, dispiegando rispetto ai colpevoli silenzi dei giornali e della stampa radiotelevisiva una vera e propria campagna di controinformazione della CGIL.
Per questo crediamo che sia utile informare tutti dei provvedimenti in materia di lavoro già presi dal Governo attraverso il DL 112/08 ed il DL 97/08:
• Riposi Settimanali: il periodo di calcolo non è più settimanale ma è calcolato come media in un periodo non superiore a 14 giorni.
• Appalti: Cancellate le norme Visco/Bersani sulla responsabilità in solido della società committente (sostanziale reintroduzione del massimo ribasso nelle gare di appalto sulla manodopera e servizi)
• Cancellati gli Indici di Congruità servivano agli ispettori per contrastare il lavoro nero
• Cancellato l’obbligo del cartellino per il personale degli appalti (apertura al lavoro nero con personale non più immediatamente identificabile)
• Cancellato l’obbligo di registrazione immediata dell’assunzione (ricordate i morti sul lavoro che risultavano tutti in periodo di prova o assunti il giorno stesso, e che in realtà erano lavoratori in nero?)
• Deroghe Contrattuali: il testo prevede che le norme di legge sui riposi giornalieri, le pause, il lavoro notturno e le modalità per la sua introduzione sono derogabili tramite specifiche disposizioni dei CCNL. In assenza di tali disposizioni, possono intervenire i livelli contrattuali territoriali ed aziendali;
• Dimissioni in bianco: Si cancella le legge 188/07 sulle dimissioni volontarie ripristinando l’incivile pratica che grava soprattutto sulle giovani donne
• Part Time: È cancellato il disincentivo, previsto dal Protocollo, al part time fino a dodici ore, il che collegato allo sconto fiscale per il lavoro supplementare, renderà sempre più forte la richiesta delle imprese solo di part time brevi.
• Contratti a Termine: il Protocollo imponeva dopo 36 mesi di utilizzo la trasformazione a tempo indeterminato,con un’unica deroga, da svolgersi presso le Dpl. Ora il lavoro a tempo determinato è possibile anche per l’ordinaria attività dell’impresa, puntando quindi a sancirne l’equivalenza con il “normale”rapporto di lavoro fisso; non solo: ora si può derogare a qualsiasi livello di contrattazione al vincolo di legge della trasformazione dopo 36 mesi a tempo indeterminato
• Disabili: si ripristina l’art. 14 del dlgs 276/03 per cui un’impresa sarà in regola appaltando il lavoro sufficiente a coprire l’occupazione obbligatoria dei disabili in cooperative sociali in cui essi saranno confinati compromettendo dunque la norma solidaristica dell’integrazione organica del disabile nei cicli lavorativi “normali”.
• Mense Aziendali: sono stati ridotti di circa il 30% i vantaggi fiscali sulle mense aziendali alle imprese, o meglio, il costo fiscale delle mense è aumentato per le imprese del 30%; quanto dureranno quelle esistenti?
• Tasso di Inflazione Programmato: è quello con cui si rinnovano i contratti nazionali di lavoro, ebbene è stato fissato dal governo all’ 1,7% a fronte del 4% reale; i contratti si rinnoveranno dunque a meno del 45% del valore reale dell’inflazione!!!

Ed inoltre ci sono altri interventi di modifiche peggiorative su apprendistato, reperibilità, lavoro a chiamata, voucher stagionali, malattia, tutti temi che per spazio e tempo illustreremo in apposite assemblee.
Come vedete è un attacco chirurgico, settoriale, contenuto e diluito in due mega DL di cui ancora si stenta a conoscere gli esatti contenuti e confini ma di cui è chiaro l’obiettivo :

il lavoro dipendente con un reddito annuo sotto i 30000 € lordi.

Ora ci fermiamo qui.
Per il momento è importante avviare un percorso di conoscenza che risvegli una coscienza collettiva del mondo del lavoro perché è evidente che siamo dinanzi ad una svolta cruciale che si giocherà in termini pesanti sui punti elencati su in alto e sui quali produrremo nei prossimi giorni ulteriori documenti informativi nella consapevolezza che siamo solo ad interventi preparatori di quello che sarà nelle prossime settimane uno scontro durissimo.
SLC CGIL ROMA E LAZIO