domenica 13 luglio 2008

La rivolta degli scrittori per ragazzi

E' un'esperienza comune a tutti i genitori: essere messi in contraddizione dalla logica ferrea e spietata dei bambini. Fare un predicozzo sulla necessità di non mangiare troppi snack perché "fanno male" e sentirsi domandare: "E' allora tu perché fumi?". Poi ci sono le contraddizioni, diciamo, "di categoria", cioè dell'intero mondo degli adulti - "Perché non devo dire parolacce quando le dicono i grandi in tv?" - che sono, in fondo, il primo affacciarsi del bambino alla politica.
Gli scrittori per l'infanzia - in realtà scrittori tout court che avvertono più degli altri la responsabilità dell'essere scrittori - conoscono bene il problema. Lo incontrano spesso. Ma non avevano immaginato di potersi un giorno imbattere in quello, gigantesco, posto dalla decisione di prendere le impronte digitali ai bambini rom. Cioè trattare dei bambini in modo diverso dagli altri. L'esatto contrario di quanto nei loro libri, nei loro racconti e nelle loro filastrocche tentano di trasmettere: l'idea dell'uguaglianza e della solidarietà.
Così hanno cominciato a scambiarsi mail, a discutere, e una di loro - Vanna Cercenà - ha scritto una lettera-appello che ha subito raccolto ventuno firme. E tutto fa pensare che molte altre se ne aggiungeranno nei prossimi giorni.
Chi volesse saperne di più può andare a vedere nei siti Internet di Moony Witcher (www. sestaluna. eu), di Alberto Melis (www. albertomelis. it) o di Bruno Tognolini (www. tognolini. com). Ma la frase centrale dell'appello già chiarisce qual è il problema. Gli scrittori per l'infanzia affermano che una misura come quella delle impronte digitali rende molto più complicato un aspetto essenziale della loro missione: "Proporre ai nostri piccoli lettori testi che parlano di solidarietà, di incontro tra i popoli, o narrano violenze e prevaricazioni subite dai loro coetanei come se fossero accadute nel passato e non potessero ripetersi mai più".
Andando a leggere nei vari blog si possono trovare le motivazioni personali di alcuni dei firmatari. Per esempio quella, molto ambiziosa, del poeta e narratore Pietro Formentini il quale auspica che l'iniziativa di solidarietà verso i bambini rom serve anche a promuovere "una più matura scolarizzazione degli uomini politici italiani". O quella, indignata, di Emanuela Bussolati: "Queste schedature le abbiamo già viste e non avremmo mai più voluto rivederle. Se si va sul sito di Auschwitz si può leggere che prezzi abbiano già pagato rom e sinti".
I firmatari sono, oltre a quelli citati, Emanuela Nava, Dino Ticli, Janna Carioli, Angelo Petrosino, Francesco D'Adamo, Luisa Mattia, Arianna Papini, Guido Sgardoli, Roberto Denti, Giusi Quarenghi, Angela Nanetti, Stefano Bordiglioni, Aquilino, Roberto Piumini, Maria Rosa Vismara. Gli esperti del genere riconosceranno in questa prima lista una parte considerevole dei narratori italiani per i ragazzi. Uno di loro, Bruno Tognolini, ha deciso di aggiungere alla sua firma un intervento realizzato con le tecniche del mestiere. Una filastrocca. Ci ha autorizzato a proporla ai lettori de "gli altri noi". Lo facciamo volentieri, anche perché dimostra come sia possibile conciliare l'indignazione e il sorriso.

Il Ministro dell'Ordine
Ed i piccoli zingari
Con le impronte degli indici
Giocano a pari o dispari
Prima del gioco dicono
Ciascuno cosa mette
"Io metto le manine"
"Io metto le manette".
(glialtrinoi@repubblica.it)
Fonte: http://www.repubblica.it

giovedì 10 luglio 2008

Intervista a Yunus, il banchiere dei poveri

«Il Welfare fa sopravvivere, noi diamo un futuro»
di Francesco Olivo

ROMA (9 luglio) - Quando concesse un prestito di 27 dollari alle donne di un villaggio del Bangladesh, il professor Yunus capì che quello era un modello economico per far uscire milioni di persone dalla povertà. Lo presero per matto. Poi, dopo molti anni, ha vinto il premio Nobel per la pace e il microcredito è diventato una realtà in ogni angolo del mondo. La sua Grameen Bank fornisce piccoli prestiti che risvegliano lo spirito imprenditoriale anche nei mendicanti. Muhammad Yunus, bengalese di origine, 68 anni, economista e banchiere, è a Roma per presentare il suo libro Un mondo senza povertà (Feltrinelli, 237 pagine, 15 euro) e per ricevere la laurea honoris causa della facoltà di Scienze politiche della Sapienza.
Professore, in genere quelli che hanno teorizzato un’umanità liberata dalla povertà hanno sbagliato ricetta e previsioni...
«Io non sostengo soluzioni ideologiche. Siamo abituati a pensare che, quando un individuo crea qualcosa, ne debba poi beneficiare economicamente. C’è un’altra via, però: quello che produco può essere messo a disposizione per la realizzazione di obiettivi sociali e non di profitti. Il microcredito è un sistema concreto basato sulla fiducia delle persone. La Grameen non ha neanche un avvocato, né un esattore».
Cosa distingue la Grameen dalle banche tradizionali?
«Gli istituti tradizionali prestano soldi a chi già ne ha. Il microcredito ribalta questa pratica: diamo prestiti ai poveri».
Ma cosa vi garantisce che i soldi vengano restituiti?
«L’unica garanzia è la fiducia. Chi ha avuto un prestito sa che, se restituisce i soldi in tempo, potrà accedere ad altro credito. E’ un sistema virtuoso che funziona praticamente sempre».
Ci sono Paesi che stanno uscendo dalla povertà grazie a queste esperienze?
«In Bangladesh l’80% dei poveri è entrato nei programmi del microcredito, ogni villaggio è stato raggiunto. La sfida è arrivare al 100%: in questo modo non solo si migliora l’esistenza delle persone, ma si stimola l’economia del Paese».
Il microcredito si può affiancare allo Stato nei Paesi in cui esiste il Welfare?
«Lo Stato sociale garantisce la sopravvivenza, il microcredito fa uscire le persone dalla povertà. Il Welfare ti aiuta, ma ti tiene fermo dove sei. Lo Stato deve garantire l’assistenza, ma poi deve proporre un’alternativa, dicendo al cittadino: vuoi in regalo 200 euro o ne vuoi 2 mila in prestito per crearti un futuro? All’inizio saranno pochi quelli che rischieranno, ma il loro successo sarà un buon esempio. Lo Stato non deve operare come una banca, ma deve promuovere il business sociale».
Perché i prestiti della Grameen vanno quasi esclusivamente alle donne?
«Perché le donne gestiscono meglio i soldi. I figli e tutta la famiglia ne beneficiano. Se un uomo viene a chiedere un prestito, noi gli diciamo “fai venire tua moglie e vedrai che la pratica si risolve prima”. Funziona così».
Proponendo questo modello di credito alternativo, ha trovato nemici?
«I primi nemici sono stati gli integralisti religiosi ostili al fatto che concedessimo il credito alle donne. I politici, invece, ci dicevano che queste erano questioni loro e non degli economisti. La destra era contraria perché ci rivolgevamo ai poveri, la sinistra perché siamo capitalisti e non rivoluzionari».
E i banchieri? Parlate linguaggi molto diversi...
«Mi ascoltano con attenzione, in qualche modo mi apprezzano. Poi, però, si ritengono incapaci di applicare il modello che propongo».
Si può ipotizzare una data entro la quale la povertà verrà sconfitta?
«Non è facile, ma è utile. Se fissiamo una scadenza, per esempio il 2030, allora ci possiamo impegnare concretamente per rispettarla. Se restiamo vaghi, allora il problema non si risolverà mai».
La povertà è in crescita o diminuisce?
«In generale è in diminuzione. In particolare in Cina, India, Vietnam, Bangladesh e Indonesia, ci sono grandi progressi. Il problema è l’Africa, anche lì il microcredito può fare molto ma è presente solo in piccole realtà».
Rispetto a quando ha cominciato, la situazione è migliore o peggiore?
«Non vedo più la rassegnazione che esisteva un tempo. C’è più speranza che la propria condizione possa migliorare. La sfida maggiore era cambiare la mentalità e questo è uno scopo raggiunto».
Il G8 in corso in Giappone ha in agenda il problema della fame, ne uscirà qualcosa di positivo?
«I leader devono dimostrare di non essere solo dei politici locali. Per loro è un’opportunità. Per quelli che cominciano è una prova importante, per quelli che stanno per lasciare è l’ultima occasione per fare qualcosa di utile».

Muhammad Yunus a Roma

Oggi la citta di Roma ha accolto, con l'accoglienza che le è congeniale, Muhammad Yunus,il banchiere bengalese,inventore del microcredito e il Rettore dell'Università "La Sapienza" gli ha conferito, in mattinata, la laurea honoris causa in SCIENZE PER LA COOPERAZIONE E LO SVILUPPO.
E' una bella notizia se si tiene presente che l'economista è già stato insignito nel 2006 del Premio Nobel per la Pace.
Molti gli studenti presenti presso la Facoltà di Scienze Politiche, i membri del Corpo accademico e tanti i visitatori incuriositi dall'evento.
La stessa facoltà di Scienze Politiche de "La Sapienza" aveva assegnato la laurea honoris causa in passato a LUIGI EINAUDI nel 1958,a LUIGI STURZO nel 1959 e a PAUL GUGGHENHEIM nel1966.
La povertà nel mondo può sparire,si andrà nei musei per vedere cos'era. E' quanto sostiene Yunus,denominato anche "banchiere dei poveri".Una persona che appoggia fino in fondo tutte le ragioni del capitalismo, del guadagno e del mercato.Tuttavia capace di proporre strade diverse come quelle del business sociale.
Il problema è che in tutto il mondo le banche prestano soldi solo ai ricchi-egli precisa.Io invece sono partito dal prestare cifre minime ai poveri per consentire loro di riscattarsi dai debiti e iniziare una piccolissima attività.Le più affidabili per portare avanti questo progetto si sono, via via, rivelate le donne.E così la GRAMEEN BANK ha per clienti al 97 pre cento donne.Quando i mariti poveri hanno pochi soldi e li passano alle mogli, quest'ultime sono costrette a gestire, senza ottenere risultati, un bilancio con scarse risorse. Non appena però la donna riceve in prestito una piccola somma, subito pensa ai suoi figli e al loro futuro. Ossia,quando qualcuno ha in mano del denaro, cambia modo di pensare, di stare al mondo.
Da quel primo esperimento di microcredito oggi la la GRAMEEN BANK ha sedi in tutto il mondo.Compresa New-York.E i prestiti vengono sempre restituiti, dalle donne, fino all'ultimo centesimo. Cosa che non avveniva con gli uomini nella fase sperimentale iniziale.
Solo l'EUROPA non ha ancora una sede della GRAMEEN BANK. Ma non tarderà probabilmente ad arrivare dopo questo primo giro esplorativo di MUHAMMAD YUNUS.
Secondo YUNUS l'essere umano ha una forza enorme che va incoraggiata. Sono le teorie economiche,a suo avviso, che mancano di creatività. I grossi problemi - sottolinea - sono in Africa principalmente. Ma la strada è aperta: anche lì qualcosa si può fare.
L'ottimismo di quest'uomo, il suo carisma, sono contagiosi. Vogliamo credergli.
A CURA DI MARIANNA MICHELUZZI (UKUNDIMANA)

Fonte: http://marianna06.blog.lastampa.it/il_mio_weblog/2008/07/muhammad-yunus.html

domenica 6 luglio 2008

Rom: Cgil aderisce a campagna contro schedatura

La Cgil ha aderito all'iniziativa promossa dall'Arci, che prevede la raccolta volontaria di impronte digitali di personalita' pubbliche e comuni cittadini, per protestare contro la proposta del ministro degli Interni Maroni di creare una banca dati con le impronte digitali dei rom, minori compresi. Le impronte saranno raccolte lunedì 7 luglio a Roma, in piazza Esquilino, dalle 17.30 alle 20 e poi inviate al ministro degli Interni con il seguente messaggio: 'Prendetevi le nostre impronte, non toccate i bambini e le bambine rom e sinti'. La Cgil partecipera' per protestare contro 'una misura in contrasto anche con le direttive europee che vietano criteri selettivi basati sulla razza o sull'etnia', con una delegazione guidata dalla segretaria confederale Morena Piccinini, dal responsabile del dipartimento immigrazione Pietro Soldini, dal responsabile del dipartimento formazione e ricerca Fabrizio Dacrema, e dal presidente del coordinamento genitori democratici Angela Nava.

Zitto zitto il governo rottama i diritti

Nel caldo afoso di luglio e, soprattutto, nel silenzio quasi assoluto del sistema informativo italiano, il Parlamento sta per convertire in legge il decreto 112/2008, quello che insieme al disegno di legge collegato compone la cosiddetta “manovra d'estate”. A detta del Governo, il decreto che porta il nome del ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha l'obiettivo di promuovere lo sviluppo economico, semplificare e razionalizzare l'organizzazione amministrativa e restituire potere d'acquisto alle famiglie, ma secondo i sindacati alcune delle norme che le Camere stanno per approvare intaccheranno pesantemente i diritti e le tutele dei lavoratori italiani.
In effetti, il decreto interviene pesantemente nella contrattazione, riduce i salari, aumenta l’orario di lavoro e definisce azioni discriminatorie rispetto a diritti che appartengono a tutto il mondo del lavoro. Secondo il coordinatore del Dipartimento Settori pubblici della Cgil Michele Gentile, “la riforma della pubblica amministrazione è un insieme di misure inaccettabili che riducono la funzione dell’intervento pubblico, fino a bloccarlo, e di pesanti interventi sugli aspetti economici, normativi e contrattuali del lavoro pubblico”. (...)
La cosiddetta riforma del Welfare, però, intaccherebbe anche le norme sul diritto di malattia, sul diritto alla cura e sul Part–time, nell’ottica di una privatizzazione dei servizi pubblici. Il decreto, infatti, definisce per legge materie oggi riservate alla contrattazione: “Tra queste - osserva ancora Gentile - il nuovo regime economico e normativo della malattia. Le norme dei contratti penalizzavano la malattia breve, ma non quella lunga (superiore ai 15 giorni). Il decreto invece fa di ogni erba un fascio. Ma non basta: costruisce un cervellotico, inapplicabile e vessatorio sistema di certificazione, sul quale lo stesso ministero della Funzione pubblica non è in grado di fornire chiarimenti applicativi alle amministrazioni che chiedono o alle regioni o alle Asl”.
Preoccupazione, inoltre, giunge anche dalla Flai Cgil. Il dl, infatti, estende a tutte le attività agricole di carattere stagionale la configurazione del lavoro cosiddetto occasionale di tipo accessorio e intende liquidare tutte le prestazioni lavorative attraverso l’emissione del voucher, con la conseguente eliminazione per i lavoratori agricoli di tutte le tutele sindacali, salariali e dei diritti previdenziali ed assistenziali. “Tenuto conto che le attività stagionali rappresentano il 90 per cento del lavoro agricolo – ha dichiarato la Segretaria generale Stefania Crogi – il dl approvato dal governo rappresenta un gravissimo e durissimo attacco al potere d’acquisto dei salari degli operai agricoli e alla contrattazione sindacale”.
Proteste, infine, sono giunte anche da Gianni Rinaldini, secondo il quale “nel silenzio più assoluto il governo sta deregolando tutti gli aspetti che riguardano il lavoro, facendoci pian piano tornare indietro”. Secondo il segretario della Fiom Cgil, “non c’è alcuna corrispondenza tra quello che viene dichiarato e gli innumerevoli interventi che peggiorano la situazione sia per quanto riguarda il precariato sia sulla sicurezza”. Il sindacalista cita tra le misure “passate quasi in silenzio”: la reintroduzione 'della possibilità di chiedere al lavoratore le dimissioni in bianco, il ritorno indietro sulla responsabilità del committente, la possibilità di una seconda ispezione se manca il libro paga, il non obbligo di comunicazione per le aziende non sindacalizzate che superano le 48 ore di lavoro settimanali”. Conclude Rinaldini: “Sono interventi che peggiorano la situazione sul fronte del lavoro nero, del sommerso, della sicurezza, contraddicendo le dichiarazioni che vengono di continuo fatte da esponenti del governo”.

Fonte: http://www.rassegna.it/2008/lavoro/articoli/sacconi.htm

Dimissioni volontarie: cancellata la procedura telematica

Con un decreto legge il governo ha abrogato la legge n. 188/2007 che dal 5 marzo 2008 ha introdotto la procedura telematica per rassegnare le dimissioni volontarie attraverso un sistema che faceva capo al Ministero del Lavoro.
La lettera di dimissioni volontarie doveva, secondo la legge abrogata, essere presentata dal lavoratore o dalla lavoratrice su un modulo informatico, con validità temporale limitata di 15 giorni dalla data di emissione. Il modulo era reperibile presso le sedi del Ministero del lavoro, gli uffici comunali, i centri per l’impiego, nonchè presso le organizzazioni sindacali ed i Patronati.
Vale la pena ricordare che questa norma era stata introdotta in base ad una precisa richiesta sindacale alfine di evitare l’odioso fenomeno delle c.d. dimissioni consensuali in bianco – lettera di dimissioni a data aperta fatta sottoscrivere, specialmente, alle lavoratrici in gravidanza, in malattia, in infortunio ecc..
Pertanto dal 25 giugno 2008, le dimissioni potranno essere presentate al proprio datore di lavoro senza adempiere alla procedura informatizzata, con semplice lettera e comunque tenendo conto di quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

martedì 1 luglio 2008

Richiesta di incontro

Spett. Atesia spa

Oggetto: Richiesta di incontro
Come da accordi presi in data 27/06/2008 si richiede di poter concordare le date per gli incontri con gli odg di seguito in indicati:
• Livelli inquadramentali come da accordo siglato in data 27/07/2007. Livelli inquadramentali dei team leader. Varie ed eventuali.
• Commissione oraria.
• Armonizzazione: reperibilità, armonizzazione pausa pranzo, demansionamenti ex senior e personale amministrativo. Trasferte. Varie ed eventuali.
• Piano ferie, ferie, rol, straordinari: concessione, trasparenze, percentuali. Varie ed eventuali.
• Anomalie in busta paga, formazione Tl e operatori. Staffaggio team leader sulle diverse attività, orari di lavoro team leader.
Siamo disponibili anche a partire dalla settimana in corso

Certi di una Vostra immediata disponibilità
Distinti saluti.
Roma 30/06/2008
Rsu Atesia Slc Cgil/ Fistel Cisl/ Uilcom Uil
Rsu Almaviva Contact Slc Cgil / Fistel Cisl

Comunicato incontro 27.06.08

A seguito della richiesta d’incontro presentata dalle OO.SS. e dalle RSU alla direzione aziendale di Atesia per discutere dei numerosi disagi e criticità riscontrate sul posto di lavoro, in data 27/06/08 si è svolto un confronto tra le parti che ha visto un’ampia discussione sulle numerose tematiche da noi esposte. Molti i temi affrontati e le questioni sollevate:
• la necessità di più corrette relazioni sindacali, nel rispetto dei lavoratori e dei doverosi passaggi con i loro rappresentanti. A tal proposito si è infatti anche ribadita la necessità di un’aula in cui svolgere le assemblee più adeguata alla numerosità dei dipendenti presenti in Atesia ;
• ambiente e sicurezza che si traduce in interventi volti alla risoluzione delle problematiche ambientali (ambienti di lavoro con pessima climatizzazione, sale break). In questo ambito dobbiamo rilevare che, anche a seguito dei precedenti interventi delle RLS (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza), alcune azioni sono state compiute da parte aziendale: si è data avvio alla sostituzione dei monitor, la sala break per il pranzo è stata ampliata, si sta cercando di trovare una soluzione definitiva al problema di clima interno.
• la centralità della formazione e della cura della formazione e dell’informazione per tutti ma soprattutto per lo staff.
• errori in busta paga, con una maggiore rapidità gestionale.
• i livelli inquadramentali sia degli operatori che dei team leader che debbono essere riavviati.
• la reperibilità del personale di staff, nonché la disomogeneità dei trattamenti contrattuali dello stesso personale di staff.
• le numerose lettere di contestazione, molte volte frutto di una cattiva comunicazione.
• si sono chiesti chiarimenti per l’avvio della nuova sede e trasferimenti; a questo l’azienda ancora oggi non sa dare risposta certa mancando la definizione col committente degli staffaggi, si sta però operando nella direzione degli avvicinamenti per coloro che abitano in prossimità.
• l’utilizzo di personale somministrato in alcuni casi senza dare continuità alle prestazioni degli dipendenti.
• i “demansionamenti” del personale di staff.
• la variazione d’orario che riguarda il personale part time verticale notturno in servizio su Tim119 e le continue riorganizzazioni e trasferimenti da un servizio all’altro, pratiche che vanno superate attraverso una diversa gestione delle risorse. Non ultimo, è stato affrontato il tema degli orari di lavoro e l’annosa questione di una flessibilità che possa sostenere la richiesta di un mercato sempre più dinamico e frenetico senza distruggere l’impianto delle macrofasce e stravolgere continuamente le vite di tutti. In commissione orari si valuterà, con una “ritrovata” disponibilità da parte aziendale, pur nell’essenziale e non derogabile mantenimento delle fasce orarie, una soluzione che risponda alle esigenze commerciali dell’azienda ma che possa essere anche premiante da un punto di vista economico per il lavoratore “disponibile” (peraltro abbiamo l’obbligo di evidenziare che la direzione aziendale non ha richiesto uno smantellamento delle fasce orarie).
Tutte queste questioni altro non sono che il prodotto di un passato difficile e complicato. La volontà sindacale è quella di rispondere attraverso incontri specifici e a breve termine alla complessità dei problemi; in questo senso, anche a seguito dell’accordo nazionale su estensioni orarie e premio di risultato, abbiamo avuto un’apertura da parte della nuova direzione aziendale. La risposta ai bisogni dei lavoratori potrà avvenire così attraverso un percorso condiviso, questo anche perché l’azienda ha sottolineato la centralità del benessere dei lavoratori per il raggiungimento di obiettivi economici che danno ricchezza all’azionista ma anche ai suoi dipendenti. Da parte nostra ci sarà tutto l’impegno e la costanza necessari per trovare soluzioni che saranno poi valutate dalle lavoratrici e dai lavoratori. Calendarizzeremo, così come deciso di comune accordo, degli incontri specifici sui diversi temi nei quali ci aspettiamo risposte concrete, nel rispetto dei reciproci ruoli.
Come Rsu, anche forti da una più numerosa e compatta rappresentanza, consegnataci dalle lavoratrici e dai lavoratori nelle recenti elezioni sindacali, siamo pronti a trovare soluzioni sempre consapevoli che se necessario saremo pronti a riaprire il conflitto se non ci verranno date in tempi certi risposte concrete ed efficaci.
Roma 27/06/2008
Rsu Atesia Slc Cgil/ Fistel Cisl/Uilcom Uil
Rsu Almaviva Contact Slc Cgil/ Fistel Cisl

mercoledì 25 giugno 2008

Controlli individuali

L’annosa questione della pratica della doppia cuffia continua ad essere uno dei tanti problemi irrisolti in questa azienda. Essa si verifica su più servizi, senza avere una chiarezza sul perché, su chi e da chi viene effettuata.
A nostro avviso tale pratica manca di ogni valenza formativa; noi crediamo che venga invece utilizzata in modo tale da mettere sotto pressione i lavoratori. Essa viene fatta anche più volte sullo stesso soggetto in tempi brevi. LA DEFINIZIONE PIU’ CORRETTA DI TALE PRATICA A NOSTRO AVVISO E’ QUELLA DI CONTROLLO INDIVIDUALE.
A dimostrazione del fatto che la valenza formativa non è la finalità principale, bisogna sottolineare che essa non è inserita all’interno di specifici percorsi.
Non vi è peraltro alcun accordo sindacale che la definisca, così come richiederebbe un comportamento trasparente e lineare di un’azienda che vuole realmente dialogare con i propri lavoratori e non solo utilizzare procedure vessatorie ed intimidatorie.
Non vi è alcuna regola, infatti in nessun modo viene calendarizzata o effettuata su tutti con modalità costante e programmata e soprattutto non è parte integrante di un piano di formazione e crescita qualitativa del singolo lavoratore, che sia stato preventivamente discusso e condiviso con le Rsu.
Peraltro la modalità con cui i singoli lavoratori sono “scelti” per essere sottoposti a doppia cuffia a nostro avviso deriva da un controllo a distanza del singolo e dunque con una modalità assolutamente illegale così’ come sancito dallo “Statuto dei lavoratori”.
Vogliamo inoltre ricordare che il cliente/utente che chiama, deve essere sempre informato dell’ascolto di una terza persona
La nostra posizione è dunque quella che abbiamo sempre dichiarato:
il lavoratore deve volontariamente scegliere se sottoporvisi al fine della propria tutela individuale, poiché crediamo che tale pratica possa generare tensione e stress nel lavoratore che già vi è soggetto per un lavoro che svolge spesso mal gestito e con ritmi incessanti.
Tale pratica può essere tollerata solo se discussa e concordata tra le parti e soprattutto se non è fine a se stessa, ma inserita in un piano di formazione professionale più complessivo.
In ultimo vogliamo ricordare che esiste anche un altro tipo di “doppia cuffia” quella definita passiva: è l’operatore che ascolta la gestione della telefonata effettuata da team leader o formatore. Se di formazione parliamo, allora perché non utilizzare questa modalità, peraltro in uso in passato in altri centri Almaviva?
Roma 24/06/2008
Rsu Slc Cgil Atesia/Almaviva C.

martedì 24 giugno 2008

Nota della Cgil nazionale sul DL riguardante la detassazione degli straordinari

L’articolo 2 del decreto legge del 27 maggio 2008 prevede norme sulla detassazione dello straordinario, dei premi, del supplementare e delle clausole elastiche dei part-time.
In sintesi, il provvedimento, di natura sperimentale per sei mesi (1° luglio-31 dicembre 2009) e limitato al settore privato, prevede l’assoggettamento all’aliquota del 10%, e l’esclusione dalla base di calcolo per la determinazione del reddito ai fini fiscali delle ore prestate a titolo di straordinario, di supplementare e di esecuzione di clausola elastica per i part-time, e dei premi collegati all’andamento economico dell’impresa. E’ evidente la “coincidenza” di questa misura, della sua natura definita sperimentale, della sua durata limitata e della sua destinazione alla sola componente privata del lavoro, con il probabile avvio e decollo del confronto tra le parti (e con lo stesso governo) sulla riforma del modello contrattuale.
Le agevolazioni fiscali sono previste per quanti non eccedano, per il 2007, il reddito di 30mila Euro, e sono limitate ad un tetto di 3000 Euro. E’ fatta salva, anche, la facoltà del lavoratore di non usufruire di queste disposizioni, restando nell’ambito di applicazione delle regole previdenti (il che potrebbe essere il caso per part-time con reddito molto basso).
Essendo la norma sperimentale, se ne prevede una verifica con le parti sociali da farsi entro il mese di novembre, con la partecipazione anche del Ministro della Funzione Pubblica e dell’innovazione, al fine di valutarne l’estensione al settore pubblico (e, plausibilmente, lo stato del confronto sulla riforma del modello contrattuale).
Di seguito vi segnaliamo alcune problematiche, aldilà del giudizio complessivamente negativo che la Cgil ha già espresso sul provvedimento, compresa la possibile censura di incostituzionalità di cui alla recente nota di Vittorio Angiolini inviata il 3 u.s. dall’Ufficio Giuridico:
1. Premi: la definizione non è limitata a quelli frutto della contrattazione collettiva, ma solo a quelli connessi agli andamenti aziendali, il che potrebbe far rientrare nelle agevolazioni le erogazioni unilaterali dell’impresa; proprio l’assenza di un riferimento alla contrattazione collettiva e quindi la implicita e indiretta volontà di ridurre il carico fiscale sui premi individuali determina una situazione per cui al datore di lavoro viene assegnata la facoltà di “comporre i salari dei propri dipendenti in modo tale da ridurre il carico fiscale per alcuni e non per altri”;
2. Supplementare: il paradosso è che, per definizione legislativa, il lavoro supplementare è svolto esclusivamente entro il tetto dell’orario ordinario, e che le (eventuali) maggiorazioni previste dalla contrattazione collettiva sono, il più delle volte, delle anticipazioni forfetarie del mancato ricalcolo di quelle ore sugli istituti differiti (mensilità supplementari, ferie, ROL, diritti sindacali, ecc.), tanto è vero che nella totalità delle pattuizioni contrattuali le cosiddette maggiorazioni sono escluse dal calcolo di quegli istituti. Ne deriva il paradosso, nel testo proposto dal governo, che si decide di premiare fiscalmente chi fa meno ore di chi svolge solo l’orario pieno contrattuale! Oppure, il che è lo stesso, si decide di premiare uno solo di due ipotetici lavoratori che fanno 40 ore, solo perché uno dei due è un part-time! Anche in questo caso si determinano violazioni di regole della tassazione dei redditi quali il fatto che a parità di reddito deve esserci uguale trattamento fiscale oppure che la tassazione non dovrebbe alterare la scala dei redditi. La ulteriore conseguenza è che viene pesantemente compromessa la scelta, da sempre perseguita dal sindacato, di battersi per il consolidamento del lavoro supplementare, svolto in via non occasionale, nell’orario contrattuale del part-time: adesso la convenienza è quanto meno dubbia, dato che il vantaggio economico è per lo svolgimento in sé della prestazione supplementare, e non per la sua inclusione nell’orario contrattuale, che sposterebbe le ore in più nell’area della tassazione “pesante”. Come accennato sopra, si tratta di verificare le convenienze caso per caso, ferma restando la nostra scelta di elevare le ore della prestazione a part-time, scelta sostenuta anche dalla legge 247/07 al comma 32, lettere d) ed e). E’ comunque evidente che la nuova normativa si tradurrà in una spinta per le imprese a privilegiare rapporti a part-time con poche ore, potendo confidare sulla spinta delle persone ad integrare il reddito con il supplementare fiscalmente sgravato, il che è l’esatto contrario del governo processuale della flessibilità dell’organizzazione del lavoro che è sempre stata la nostra scelta;
3. Clausole elastiche: si intendono quelle per le quali sia possibile, per il datore di lavoro, pretendere una variazione in aumento delle prestazione concordata (art. 46 Dlgs 276/03). Il che apre un problema interpretativo: la tassazione al 10% riguarda le ore prestate in aggiunta all’orario contrattualmente definito per il part-time, o la (sola) maggiorazione prevista? La logica vorrebbe che l’agevolazione riguardasse la retribuzione oraria comprensiva delle maggiorazione, dato che il testo del decreto parla di “somme erogate per prestazioni rese in funzione di clausole elastiche”;
4. Reddito fiscale: le prestazioni tassate al 10% non rientrano nella composizione del reddito individuale e famigliare (fino a 3000 Euro), ma invece rientrano in caso di accesso alle prestazioni previdenziali ed assistenziali: Ciò sembrerebbe significare che ad es. i tetti reddituali ai fini degli importi della Cig o dell’indennità di disoccupazione vanno calcolati includendo gli importi dei premi, dello straordinario, ecc. Stiamo compiendo verifiche sulle conseguenze di questa nuova normativa sull’ISEE, e le implicazioni a livello di requisiti di accesso alle prestazioni del welfare locale (es. mense scolastiche, tasse universitarie, ecc.)
5. Cessazione delle agevolazioni: l’ultimo comma prevede la fine delle esenzioni fiscali per le erogazioni liberali, nei limiti di 250 Euro, (tra cui rientrano anche i “pacchi dono natalizi” e cose analoghe) e, il che è scandaloso, i sussidi occasionali per le vittime di usura e di estorsione!
6. Coperture e considerazioni: le coperture di queste misure, come dell’esenzione dall’ICI, sono davvero sconvolgenti, in quanto indici di un approccio “di classe e maschilista”. Si ridimensionano, o si cancellano del tutto, le somme stanziate in favore dell’inclusione degli immigrati, del sostegno alle donne vittime di violenza, nei confronti dei lavoratori socialmente utili (in parte preponderante quelli siciliani), per la stabilizzazione dei precari dell’Isfol, e in generale riguardanti la mobilità delle persone (trasporti dei pendolari, ecc.). Viene da chiedersi il senso di misure che, mentre tagliano il finanziamento a norme che agevolano la coesione sociale, premiano i redditi dei più ricchi (eliminazione dell’Ici da tutte le prime case), e favoriscono comportamenti potenzialmente pericolosi per la salute (straordinari), incentivano la divisione tra le persone (premi unilaterali, straordinari e supplementare). Che ciò possa trasformarsi in incentivi alla produttività è un postulato mai dimostrato, dato che è universalmente noto che gli orari di lavoro italiani sono, nella classifica internazionale, nella metà superiore. Ne discende la necessità di un lavoro, capillare e minuzioso, di orientamento dei nostri delegati e delle nostre strutture, al fine di impedire che le divisioni implicite in misure come queste trovino terreno ulteriormente fertile tra i lavoratori, pressati dalla scarsezza di risposte salariali.

(Vincenzo La Corte, Rosario Strazzullo e Claudio Treves)
Dipartimenti Politiche Attive del Lavoro, Settori Produttivi e Terziario della Cgil
(5 giugno 2008)

Fonte: http://www.cgil.it/politiche-lavoro/ComunicatiEDocumentiSindacali/Index.htm

venerdì 13 giugno 2008

Prima vennero per gli zingari

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento
perchè rubacchiavano
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto
perchè mi stavano antipatici
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato
perché mi erano fastidiosi
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente
perchè non ero comunista
Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

(B. Brecht)

giovedì 12 giugno 2008

Le dichiarazioni del Ministro Sacconi

SACCONI: VIA ALLA DEREGOLAMENTAZIONE

"Per il mercato del lavoro occorre una scossa, più che una terapia. Occorre una poderosa operazione di deregolamentazione delle norme in vigore. L'elenco è bell'e pronto: dai rapporti di lavoro più semplici e trasparenti, all'abrogazione delle norme sulle dimissioni volontarie; quest'ultima è una legge demenziale che ha trasformato le dimissioni in un atto particolarmente complicato. E poi ancora, la cancellazione di libro matricola e libro paga, strumenti obsoleti che possono essere sostituiti da un semplice libro presenze che può essere tenuto dal consulente del lavoro. Ma anche la reintroduzione del contratto di lavoro a termine, fino alla revisione del testo unico sulla sicurezza sul lavoro, passando attraverso la necessaria riforma dell'orario di lavoro e del part-time che è stato nell'ultimo biennio irrigidito e che noi vogliamo riportare alla libera contrattazione tra le parti. Introdurremo voucher prepagati per tutte le forme di lavoro accessorio e occasionale con un intervento ampio che interesserà una vasta platea che dalle collaboratrici domestiche, al turismo, alla vendemmia, per favorire l'emersione dal sommerso. E rimetteremo in discussione il divieto di visite mediche prima delle assunzioni".
Fonte: http://www.consulentidellavoro.it

mercoledì 11 giugno 2008

Misure sulla c.d. detassazione straordinari

Art. 2 del DECRETO-LEGGE 27 maggio 2008, n. 93
Misure sperimentali per l'incremento della produttività del lavoro

1. Salva espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, nel periodo dal 1° luglio 2008 al 31 dicembre 2008, sono soggetti a una imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10 per cento, entro il limite di importo complessivo di 3.000 euro lordi, le somme erogate a livello aziendale:
a) per prestazioni di lavoro straordinario, ai sensi del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, effettuate nel periodo suddetto;
b) per prestazioni di lavoro supplementare ovvero per prestazioni rese in funzione di clausole elastiche effettuate nel periodo suddetto e con esclusivo riferimento a contratti di lavoro a tempo parziale stipulati prima della data di entrata in vigore del presente provvedimento;
c) in relazione a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all'andamento economico dell'impresa.
2. I redditi di cui al comma 1 non concorrono ai fini fiscali e della determi-nazione della situazione economica equivalente alla formazione del reddito complessivo del percipiente o del suo nucleo familiare entro il limite massimo di 3.000 euro. Resta fermo il computo dei predetti redditi ai fini dell'accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali, salve restando le prestazioni in godimento sulla base del reddito di cui al comma 5.
3. L'imposta sostitutiva è applicata dal sostituto d'imposta. Se quest'ultimo non è lo stesso che ha rilasciato la certificazione unica dei redditi per il 2007, il beneficiario attesta per iscritto l'importo del reddito da lavoro di-pendente conseguito nel medesimo anno 2007.
4. Per l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e il contenzioso, si applicano, in quanto compatibili, le ordinarie disposizioni in materia di imposte dirette.
5. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 4 hanno natura sperimentale e trovano applicazione con esclusivo riferimento al settore privato e per i titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore, nell'anno 2007, a 30.000 euro. Trenta giorni prima del termine della sperimentazione, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali procede, con le organizzazioni sindacali dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, a una verifica degli effetti delle disposizioni in esso contenute. Alla verifica partecipa anche il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, al fine di valutare l'eventuale estensione del provvedimento ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.

lunedì 9 giugno 2008

Comunicato 09.06.08

Nei giorni 04 e 05 giugno si sono svolte le assemblee per poter far valutare da tutti i lavoratori l’ipotesi d’accordo siglata dall’Azienda e dalle OO.SS. Slc Cgil-Fistel Cisl-Uilcom Uil in merito all’estensione dell’orario di lavoro, al premio di risultato e all’organizzazione del lavoro.
Le assemblee hanno visto un’ampia partecipazione dei lavoratori su temi sui quali la discussione è da molto tempo in atto. Al termine delle assemblee si sono svolte le votazioni. I risultati hanno dato un ampio vantaggio del si.
Infatti 612 sono stati i voti a favore su 87 voti contrari e 28 astenuti.
Abbiamo accolto durante le assemblee anche alcune critiche che ci sono giunte da parte dei lavoratori e di cui ci impegniamo a tener conto.
Sottolineiamo comunque che si tratta di un accordo che risulta acquisitivo ed un punto di inizio per il miglioramento delle condizioni salariali e di vivibilità in azienda.

RSU ATESIA/ALMAVIVA CONTACT
SLC CGIL-FISTEL CISL-UILCOM UIL

Richiesta d’incontro

Le OO.SS. regionali e territoriali congiuntamente alla Rsu Atesia/Almaviva Conctact Slc-Cgil Fistel-Cisl Uilcom-Uil richiedono un incontro al fine di trovare soluzione ai seguenti temi:
- Passaggi di livello inquadramentale
- Passaggio professionale per il personale di staff
- Organizzazione del lavoro (trasferte, reperibilità, spostamenti, report)
- Gravi anomalie registrate in busta paga sull’applicazione delle agevolazioni contemplate nella L.104/92 e 53/2000 e l’istituto della malattia.
- Applicazione accordo del 21/05/2008.

Slc-Cgil Fistel-Cisl Uilcom-Uil Segreterie Regionali
Rsu Atesia Almaviva Conctact Slc-Cgil Fistel-Cisl Uilcom-Uil

lunedì 26 maggio 2008

Comunicato SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL 23.05.08

SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTel - CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
UILCOM - UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione

Roma, 23 maggio 2008

COMUNICATO
ALMAVIVA: FIRMATA IPOTESI DI ACCORDO

Nella notte tra il 20 e il 21 maggio a Roma, presso l’Unione Industriali, è stata siglata l’ipotesi di accordo di secondo livello tra le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, il Coordinamento Nazionale delle RSU e i rappresentanti dell’azienda Almaviva.

L’ipotesi di accordo prevede in particolare:
1) l’estensione oraria volontaria e non reversibile da 4 o 5 ore a 6 ore per 4150 persone che ne dovessero fare richiesta. Le ore in più di lavoro saranno riproporzionate sui diversi siti in base al numero di dipendenti a 4 o 5 ore presenti e, a livello locale, saranno ridistribuite tra passaggi da 4 a 6 (2 ore procapite) e tra passaggi da 5 a 6 (1 ora procapite).
Le domande di passaggio dovranno essere presentate entro il 10 luglio (per il 2008) e entro febbraio di ogni anno per il 2009, 2010, 2011 e 2012 al fine di stilare le graduatorie. I passaggi avverranno secondo le seguenti disponibilità:
• 350 lavoratori teorici per 700 ore giornaliere aggiuntive in più (sono teorici perché 350 passaggi da 4 a 6, ma potrebbero essere di più, in base a quanti passeranno da 5 a 6: per esempio 300 passaggi da 4 a 6 e 100 da 5 a 6 = sempre 700 ore) entro il 30 agosto 2008;
• 250 lavoratori teorici per 500 ore giornaliere aggiuntive in più, entro il 31 dicembre 2008;
• 150 lavoratori entro il 1° maggio 2009; 200 entro il 1° settembre 2009; 300 entro il 1° dicembre 2009; 900 con le stesse scadenze mensili per tutto il 2010, 950 per tutto il 2011, 1050 per il 2012 (nel 2011 vi sarà comunque un confronto qualora il numero stimato di 4150 passaggi risultasse inferiore alle domande).
Ovviamente qualora le domande fossero in un numero minore delle 4150 previste, i passaggi avverranno prima, fino ad esaurimento delle domande.
Le domande di passaggio a 6 ore avverranno, inoltre, rispettando i seguenti criteri:
• prima passeranno i lavoratori con maggiore anzianità contrattuale, contando nell’anzianità tutti i rapporti di lavoro avuti con l’azienda (contratto di collaborazione, interinale, apprendistato, inserimento);
• a parità di anzianità passeranno i lavoratori con i maggiori carichi familiari;
• a parità sia di anzianità che di carichi familiari conteranno le professionalità acquisite.

L’ordine di priorità è tale da ridurre al minimo ogni forma di eventuale discriminazione aziendale.
Ogni 4 mesi ci sarà un incontro aziendale per la verifica della distribuzione territoriale in base ai diversi volumi delle commesse.

2) pianificazione certa e garantita per l’utilizzo delle ferie e dei Rol. Per contrastare forme di discriminazione (per cui l’azienda decide a mo di premio se concedere o meno Rol o giornate di ferie) si è concordata una percentuale minima garantita (per le commesse dove le percentuali sono già maggiori, queste vengono fatte salve) pari al 10% della forza lavoro su commessa, con certezza di visibilità e del rispetto dell’ordine di prenotazione (che avverrà il 20 di ogni mese o il venerdì precedente la settimana). Ovviamente la non saturazione delle percentuali separate del 6% per ferie e del 4% per ROL (o totali del 10%) permetterà di avere garantiti un numero minimo di permessi e giorni di ferie anche nell’arco della stessa settimana.

3) garanzia della franchigia sui ritardi: al fine di evitare abusi o diverse gestioni più penalizzanti in alcuni siti è stata garantita, tramite lettera formale consegnata dall’azienda, il mantenimento di una franchigia per i ritardi di 20 minuti al mese a carico azienda. Da prassi aziendale (quindi sempre modificabile e discrezionale) si ha ora una certezza contrattuale.

4) Premio di Risultato: è stato concordato un Premio di Risultato con un unico parametro nazionale al fine di evitare forme di discriminazione e competizione tra i diversi siti e le diverse commesse (che il lavoratore non sceglie ovviamente), garantendo così una distribuzione uguale per tutti, in un’ottica di solidarietà tra tutti i lavoratori.

La formula del Premio di Risultato prevede un meccanismo per cui, dato il ricavo delle commesse (che si vede ogni anno nel bilancio pubblico che l’azienda deposita) meno il costo del lavoro dei soli operatori e team leader (quindi depurato dai costi di gestione, affitti, spese telefoniche, ecc. e per il personale non operativo), superato l’obiettivo che ogni anno verrà concordato tra sindacato e azienda (per il 2008 è pari a 55 milioni di euro), il 70% dei profitti così depurati sarà distribuito a tutti i lavoratori. Esempio se i ricavi sono 60 milioni di euro (meno i 55 milioni di euro di obiettivo), nel 2009 ogni lavoratore prenderà circa 650 euro (riproporzionati se part-time).
Per il 2008 il PDR non sarà riproporzionato in base ai livelli (cioè sarà uguale per un 3°, un 4° o un 5° livello), mentre sarà riproporzionato a partire dal 2009. L’accordo prevede una commissione paritetica azienda-sindacato per la verifica e il monitoraggio del Premio.

Le Segreterie, esprimendo un giudizio positivo sull’ipotesi, perché risponde a due richieste sindacali importanti quali il riconoscimento di un salario aziendale aggiuntivo e il passaggio a 6 ore, invita le RSU a organizzare entro il 10 giugno prossimo le assemblee dei lavoratori al fine di sottoporre i contenuti dell’intesa al loro voto.

LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL

giovedì 22 maggio 2008

Informazioni utili per chi vuole aumentare l’orario di lavoro in Atesia ma ha un altro rapporto di lavoro

DECRETO LEGISLATIVO 08 Aprile 2003, n.66
Art. 3 - Orario normale di lavoro

1. L'orario normale di lavoro e' fissato in 40 ore settimanali.
2. I contratti collettivi di lavoro possono stabilire, ai fini contrattuali, una durata minore e riferire l'orario normale alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all'anno.

Art. 4 - Durata massima dell'orario di lavoro

1. I contratti collettivi di lavoro stabiliscono la durata massima settimanale dell'orario di lavoro.
2. La durata media dell'orario di lavoro non può in ogni caso superare, per ogni periodo di sette giorni, le quarantotto ore, comprese le ore di lavoro straordinario.
3. Ai fini della disposizione di cui al comma 2, la durata media dell'orario di lavoro deve essere calcolata con riferimento a un periodo non superiore a quattro mesi.
4. I contratti collettivi di lavoro possono in ogni caso elevare il limite di cui al comma 3 fino a sei mesi ovvero fino a dodici mesi a fronte di ragioni obiettive, tecniche o inerenti all'organizzazione del lavoro, specificate negli stessi contratti collettivi.
5. In caso di superamento delle 48 ore di lavoro settimanale, attraverso prestazioni di lavoro straordinario, per le unità produttive che occupano più di dieci dipendenti il datore di lavoro è tenuto a informare, alla scadenza del periodo di riferimento di cui ai precedenti commi 3 e 4, la Direzione provinciale del lavoro - Settore ispezione del lavoro competente per territorio. I contratti collettivi di lavoro possono stabilire le modalità per adempiere al predetto obbligo di comunicazione.

mercoledì 21 maggio 2008

Finalmente l'ipotesi di accordo!

Stamattina alle ore 5 è stata firmata l'ipotesi di accordo su:
- aumento dell'orario di lavoro
- premio di risultato
- criteri di accesso a rol e ferie.
Le macrofasce sono rimaste invariate.
Prossimamente si terranno le assemblee.
Testo dell'accordo

GRANDE RISULTATO ELEZIONI RSU ATESIA:LA CGIL VINCE CON IL 51%

Con una parteciapazione pari al 60% la CGIL prende 638 voti su 1268, conquistando così 12 rappresentanti su 24 e 3 RLS su 6. La prime degli eletti ELETTI è Barbara Cosimi una compagna della CGIL che ha ottenuto 135 voti.
Grande successo della CGIL nella elezione delle RSU di Atesia di Roma.
Tra mercoledì 14 e oggi si sono svolte nel grande call center di Atesia di Roma le elezioni per le RSU. Si è trattato formalmente di un rinnovo, ma in realtà si trattava di una vera e propria novità, in quanto tra le scorse elezioni ed oggi Atesia è passata da poche centinaia ad oltre duemila dipendenti, grazie allo straordinario processo di stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari a progetto, realizzatosi nel corso del 2007.
I risultati di queste elezioni ci consegnano un grandissimo successo delle liste CGIL che riportano 636 voti su 1268 voti validi, pari al 51%, corrispondenti all'elezione di 12 delegati su 24 e di 3 rappresentanti per la sicurezza su 6. Le altre liste riportano rispettivamente: UIL 312 voti, CISL 144, UGL 88, Cobas 50, CUB 35. La partecipazione al voto è stata pari al 60% degli aventi diritto.
La prima delle elette CGIL risulta Barbara Cosimi, con 135 preferenze.
Il risultato premia l'attività della CGIL e del Comitato degli iscritti che hanno sviluppato una tenace azione sindacale in un contesto difficile per l'animosità di una minoranza di lavoratori, esigua, ma particolarmente aggressiva e per l'ostilità della direzione aziendale.

La Segreteria della CGIL Roma Sud e la Segreteria SLC Roma Sud

Cosa dicono delle elezioni Rsu Atesia

Dichiarazioni Ugl
Commento Francesco Fumarola

VOTO RSU ATESIA, VINCE SLC CGIL (51,5%)

Slc Cgil ha vinto con il 51,5 per cento dei consensi le elezioni per il rinnovo delle Rsu della Atesia, il piu' grande call center d'Italia (circa 3.000 lavoratori). ''Aver ottenuto la maggioranza assoluta e 12 Rsu su 24 e' il giusto riconoscimento al lavoro di decine di ragazze e ragazzi che hanno fatto di Atesia il simbolo di una lotta contro la precarieta', che ha poi aperto la strada a migliaia di stabilizzazioni in tutto il settore'', così commenta il segretario nazionale Slc Cgil Alessandro Genovesi. Che aggiunge: ''Il voto da un lato carica la Cgil di maggiori responsabilita', dall'altro ci rafforza nelle nostre rivendicazioni: costituzione di un premio di risultato che valorizzi il contributo dei lavoratori, maggiori tutele e diritti, passaggio a 6 ore per i lavoratori a part-time al 50 per cento che devono poter raggiungere concreti miglioramenti salariali''.

fonte: http://www.rassegna.it

venerdì 9 maggio 2008

Comunicato 09.05.08 RSU SLC CGIL Atesia

COMUNICATO

Abbiamo tenuto 10 assemblee in 2 giorni, gremitissime di persone che attendono delle risposte da mesi, sappiamo di confrontarci con un’azienda che unilateralmente decide dell’organizzazione del lavoro e che non da nulla se conquistato con il confronto/conflitto.
Lo sappiamo perché sono ormai quasi 2 anni che lottiamo per il miglioramento della condizione di lavoro.
Abbiamo detto tanti NO:
per qualcuno i NO, visti i volantini che girano in questi giorni, sono IDEOLOGICI!
Noi però, insieme ai lavoratori continueremo a dire NO A PREMI INDIVIDUALI DI PRODUZIONE!
Premi che basano tutto sulla PRESENZA (non devi stare male, non devi essere donna, non devi avere problemi e devi essere di sana e robusta costituzione) non sono accettabili.
L’azienda ci propose un premio di 400 euro per coloro, highlanders, che non si ammalano mai e prendono intorno alle 120 chiamate giorno. Meno male che c’è chi non è ideologico e punta ad una razza superiore che non si ammala e non ha mai problemi!
L’ordine delle RIVENDICAZIONI ha un valore, NOI IL 20 MAGGIO, RIUNIONE NAZIONALE CON L’AZIENDA, andiamo a chiedere:
- ESTENSIONE DEGLI ORARI DI LAVORO;
- MIGLIORAMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO;
- MANTENIMENTO E MIGLIORAMENTO delle macrofasce;
- MIGLIORAMENTO E ADEGUAMENTO DELLE CONDIZIONI DI AMBIENTE E SICUREZZA;
- GIUSTO INQUADRAMENTO PER TUTTI;
- PREMIO DI RISULTATO.
Ribadiamo che se per alcuni le “griglie” rigide non sono importanti, su Roma sono state lo strumento minimo per poter accettare la trasformazione contrattuale, che tale diritto non può essere superato unilateralmente e tanto meno con facilonerie sindacali da parte di chi fino a ieri non ha lavorato per l’emancipazione dei lavoratori precari.

Roma, 9 maggio
RSU SLC CGIL ATESIA

lunedì 5 maggio 2008

Seminario su Testo unico salute e Sicurezza sul Lavoro

Camera del Lavoro Territoriale CGIL Roma Sud
Centro Studi Prevenzione salute e sicurezza sul lavoro “Gastone Marri”
Via del Velodromo, 80
tel. 06.787810 - fax 06.7886623 - email cdlt_sud@lazio.cgil.it

Roma, 02.05.08
Alle Categorie della CdLT Roma Sud
Ai Servizi
e.p.c. Segreteria CdLTR Roma Sud

Si informano le strutture in indirizzo che sulla Gazzetta Ufficiale n. 101 (supplemento ordinario n. 108) del 30 aprile è stato pubblicato il D. Lgs. n. 81 del 09.04.08 (c.d. Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro), il testo si può scaricare dal sito http://www.gazzettaufficiale.it
Con l’occasione vi ricordo il seminario sulle novità introdotte da detto testo unico che si svolgerà mercoledì 7 a partire dalle ore 9,30 presso la sala dell’Hotel Arco di Travertino (via Collepardo, 10 – Metro A Arco di Travertino).
Cordiali saluti

p. Centro Studi Gastone Marri
Il responsabile
Riccardo Ferretti

D. Lgs. n. 81 del 09.04.08

martedì 29 aprile 2008

COMUNICATO ORARI DI LAVORO

Nei giorni scorsi si è svolto un incontro della Commissione Orari (che ha il compito di verificare l’organizzazione dell’orario di lavoro e come obiettivo di migliorarla), nella quale è stata presentata finalmente la proposta aziendale che aspettavamo ormai da mesi.
Ricordiamo che la nostra proposta come parte sindacale, presentata praticamente agli inizi dei lavori di questa Commissione, prevedeva l’accorciamento delle macrofasce esistenti per fa sì che esse rispettassero in maniera più idonea i tempi di vita dentro e fuori l’azienda e che risolvessero i disagi che l’attuale organizzazione ci ha consegnato in questi mesi.
L’azienda ci ha invece presentato una proposta, ragionata solo sulle esigenze del servizio Tim119, sviluppata come segue:
- L’abbattimento delle macrofasce per vedere la creazione di un’unica fascia che va dalle 07:00 alle 22:30 con l’assicurazione che la frequenza dei turni tardo-pomeridiani/serali sarà pari più o meno pari a 12 settimane circa su 36 (e cioè in pratica un terzo)
- L’inserimento di turnazioni fisse e di possibilità di part-time verticali collocati dalle 16:00 in poi.
Non possiamo e non dobbiamo nascondere che sono emerse una serie di criticità collegate all’orario di lavoro attuale ma che a nostro avviso sono state sviluppate e perpetrate ad arte dall’azienda stessa in quanto sappiamo bene che Roma è l’unico territorio che mantiene le macrofasce e questo è un boccone amaro per l’azienda da “digerire”. Riportiamo all’attenzione infatti che nella 3° e 4° tranches di stabilizzazioni la maggior parte dei lavoratori sono stati contrattualizzati in maniera forzosa nella fascia pomeridiana (15.00/24.00) a causa di un millantato sbilanciamento verso la fascia antimeridiana delle tranches precedenti (l’azienda in quella fase ha sostenuto che la percentuale stabilita nell’accordo di stabilizzazione non era stata rispettata e che risultava maggiore nelle assunzione in fascia antimeridiana).
Questo però non può e non deve essere una minaccia a fronte della quale rinunciare alle macrofasce e riaffermiamo decisamente, come da mandato che i lavoratori ci hanno sempre consegnato durante le assemblee fino ad oggi, che è inaccettabile la rinuncia alle macrofasce!!! ESSE sono il valore aggiunto all’accordo delle stabilizzazioni e che solo Roma con la sua storia e la sua forza, nonostante le numerose forzature aziendali, sta resistendo per volontà di tutti noi.
Questo comunicato, oltre a riportare a tutti il nostro stato d’animo e la nostra posizione all’interno della Commissione stessa è soprattutto per ribadire che:
nonostante le difficoltà che per questo motivo molte e molti in questi mesi sono stati costretti ad affrontare ed affrontano tutt’ora, il mandato datoci dai lavoratori è comunque il mantenimento del sistema della macrofascia, oltre alla richiesta di estensione dell’orario di lavoro.
Vogliamo sottolineare di nuovo se non fosse abbastanza chiaro all’Azienda, che noi non sottoporremo mai a referendum, né tanto meno approveremo, proposte che possano minacciare l’attuale equilibrio piuttosto che migliorarlo. Ci auspichiamo che nella prossima riunione che si terrà ai primi di maggio, la componente aziendale abbia ragionato su un decisivo avvicinamento delle posizioni dei due documenti presentati (uno “sindacale” ed uno “aziendale”) e che pertanto ci permetta di pensare realmente a costruire una migliore e più attinente organizzazione degli orari di lavoro che permetta da una parte di ottimizzare le attività e dall’altra di poter accedere al lavoro in maniera serena ed agevole.
Se così non fosse noi membri sindacali della Commissione, non potremo andare avanti nella trattativa e pertanto indiremo le assemblee di tutti i lavoratori per decidere insieme i percorsi di rivendicazione.
Come Rsu Slc Cgil ci assumiamo l’onore e l’onere di difendere le richieste di tutti i lavoratori, sia di quelli che hanno potuto scegliere il loro orario di lavoro, sia di quelli che al contrario vivono una situazione di disagio poiché a loro fu negata tale possibilità: in questo direzione ad esempio, va la nostra lotta per tutelare e far rispettare l’accordo siglato dall’azienda e dalle OO.SS il 18/09/07, che riguarda quel gruppo di lavoratori (con contratto lap 12.00/17.00) che a settembre, prima della firma del contratto, si sono visti proporre in esso solo un orario pomeridiano nonostante avessero svolto sempre la loro attività in fascia antimeridiana e che secondo tale accordo devono tornare su fascia mattina.
Il nostro interesse primario è il miglioramento delle condizioni di vita di tutti i lavoratori e non solo di quelli che richiedono dei “favori”.
Dobbiamo uscire subito dalla logica di “guerra tra poveri” che così bene l’azienda sta insinuando tra i lavoratori e riscoprire il valore della solidarietà e dell’interesse comune altrimenti sarà facile sbriciolare qualsiasi diritto e qualsiasi certezza.

Roma 26/04/2008 RSU Slc Cgil Atesia/Almaviva Contact
membri di Commissione:
Barbara Cosimi
Ilaria Moretti

sms cgil del 29.04.08

Elezioni RSU: la Commissione elettorale accetta la lista Slc-Cgil. Avevamo ragione noi.
Trattativa: la Cgil dice no alle minacce aziendali di smontare le fasce. Se l'azienda inserirà centinaia di interinali invece di estendere gli orari di lavoro, si metteranno in campo iniziative di lotta. Presto le assemblee.

Risposta a Montezemolo

Montezemolo a chiusura del suo mandato come Presidente di Confindustria, con il nuovo quadro politico, attacca duramente il sindacato italiano. E’ chiara ormai la strategia di Confindustria e dei poteri forti in Italia.
Il sindacato va normalizzato. In particolare l'anomalia CGIL! Troppo conflitto, troppa contrattazione, troppa resistenza contro i modelli sociali liberisti.
La teoria sarebbe che i padroni capiscono i propri operai più del sindacato; meno male che ci sono idee nuove in Italia…a noi però sembra di averle già sentite!!! A questo si uniscono una serie di pseudo libri d’inchiesta che definiscono i sindacalisti una casta; ormai si sputa su tutto ciò che è rappresentanza collettiva, colpendo così nella mischia mediatica anche ciò che di buono c’è ancora nel nostro paese.

“Perché non utilizzare l’ondata populista per togliersi qualche sassolino dalle scarpe?!”

Niente di più facile; dopo che i padroni hanno definito inaccettabile il testo sulla sicurezza, nato sull’evidenza delle stragi bianche, si annunciano provvedimenti che renderanno inoffensivo il sindacato con il plauso dei padroni come la defiscalizzazione degli straordinari e dei premi individuali dati unilateralmente dall’azienda.
“A te che sei bravo: non ti ammali, lavori tanto, fai tanti straordinari e non chiedi mai ferie o permessi, ti do un bel premio senza pagarci tasse, e lo faccio senza che gli altri tuoi colleghi ed il sindacato lo sappiano. Pensa senza un solo minuto di sciopero ti do questi soldi mentre il sindacato ti chiede di lottare per te e gli altri e pure l’iscrizione!”
Come dire ammazziamo la contrattazione nazionale e la solidarietà tra lavoratori.
Il sindacato in questi anni evidentemente non è stato in grado, anche grazie ai modelli di relazione industriale, di recuperare l’inflazione e la produttività. L’analisi deve essere seria e deve rivedere in profondità le ragioni dell’insuccesso. Senza dimenticare che la società ha avuto un’involuzione forte, sempre più proiettata al risultato individuale. Questo però non significa che i più grandi soggetti sociali del paese, con milioni di iscritti siano da abbattere in nome della MODERNITA’: concorrenza e individualismo esasperato. A noi questa sembra una teoria di una sola parte e non nell’interesse dei lavoratori.
Le organizzazioni collettive sono state create proprio per mettere sullo stesso piano, IL PADRONE, colui che possiede i mezzi della produzione, ed I LAVORATORI, coloro che prestano la loro opera dietro pagamento del salario. Ridurre la forza contrattuale del sindacato vorrebbe semplicemente perdere progressivamente i diritti conquistati in cento anni, buttare a mare sofferenze e morti per l’emancipazione delle masse. Rendere inefficace la contrattazione collettiva e con essa i soggetti di rappresentanza, semplicemente vuol dire dare in mano ai padroni come Tripi il potere di fare e disfare.
Se questa opera sarà completata, con una Cgil depotenziata, ridimensionata e privata del contratto nazionale, si ripartirà con l’attacco all’ARTICOLO 18 dello STATUTO DEI LAVORATORI (tutela per i licenziamenti senza giusta causa). Baluardo che permette ai lavoratori di organizzarsi ed essere rappresentati senza rischiare il licenziamento.
Secondo noi è proprio questo l’obiettivo dei padroni, CANCELLARE LO STATUTO DEI LAVORATORI anche abbattendo la CGIL che nel 2002 resistette con 3.000.000 di donne e uomini in piazza all’attacco dell’Art. 18.
I padroni vogliono un sindacato accondiscendente, che si occupi di servizi al lavoratore, che si impegni solo per favorire i propri iscritti: spostamenti, carriera, ferie; e che soprattutto non si occupi più di diritti e salario!
Anche per questo vi chiediamo di sostenerci, un voto dato alla CGIL, in qualsiasi azienda, soprattutto in una come Atesia, paradigma della precarietà, è un voto dato al futuro dei diritti di tutti le lavoratrici e lavoratori italiani.

Roma, 21 aprile 2008
RSU Slc Cgil Atesia/Almaviva C.

mercoledì 23 aprile 2008

sms cgil del 23.04.08

Per la Cgil è essenziale il mantenimento della macrofasce ed il loro miglioramen-
to. La Cgil ha individuato dei candidati in tutti i servizi per rappresentare tutte le esigenze. La preferenza può essere data ad ogni candidato indipendentemen-
te dal proprio servizio di appartenenza

MORTI BIANCHE, ANCORA SEI VITTIME

"Cinque morti sul lavoro in un giorno sono davvero tanti. Eppure sono dentro la statistica! Forse molti ignorano che la statistica che parla di una media di quattro morti al giorni per infortunio sul lavoro è comunque sottostimata. Mancano quei lavoratori, non solo immigrati, che non sono registrati come tali, mancano quegli altri lavoratori che sono rimasti vittime di incidenti stradali perché stanchi e affaticati dalla guida o dal lavoro precedente. E muoiono anche altri lavoratori, vittime di esposizione ad agenti cancerogeni e tossici che quasi mai o a grande fatica riescono a dimostrare che la causa della loro morte è il lavoro" (continua..)
Autore: Fulvio Aurora - fonte: http://www.medicinademocratica.org

Quest’articolo è del 2000…ma potrebbe essere scritto oggi perché anche ieri ci sono stati 6 morti sul lavoro. Di seguito un articolo del 18.01.08

"La strage continua. Ancora morti per la società del profitto.
Questa mattina a Porto Marghera due lavoratori che stavano operando all’interno della stiva di una nave per caricare soia presso le banchine delle società CIA sono morti soffocati.
Le stive non erano state areate a sufficienza. Forse qualcuno aveva fretta di caricare ... si sono omesse delle procedure ... perchè il tempo è denaro. Quante centinaia di lavoratori dovranno ancora morire in questo modo stupido ed assurdo? Dobbiamo continuare a subire una società ed un modello di sviluppo dove tutto è sacrificabile in nome del profitto e dell’arricchimento di pochi? I responsabili verranno perseguiti e puniti davvero? Ma quanti hanno omesso di svolgere il loro ruolo di controllo e prevenzione?" (continua….)
Autore: Luciano Mazzolin – fonte: http://www.medicinademocratica.org

Qualcosa è cambiato a livello normativo; il 3 agosto 2007 è stato approvata la legge 123 “Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto della normativa in materia” ma solo con il clamore suscitato “dall'incidente” alla Thyssenkrupp di Torino e dallo stillicidio di vittime che ogni giorno si aggiungono a quanti hanno perso la vita sul lavoro o si sono gravemente infortunati si è riusciti a far approvare alcuni decreti attuativi della legge 123. Il Consiglio dei Ministri di martedì 1 aprile 2008, ha infatti approvato in via definitiva il decreto legislativo in tema di Salute e Sicurezza sul Lavoro (il cosiddetto "Testo Unico"). Ma tutto ciò non basta come dimostra purtroppo la cronaca tragica di tutti i giorni; anzi con la vittoria del centro-destra alle elezioni e l’enfasi posta in campagna elettorale solo sulla sicurezza nelle città e non sui posti di lavoro c’è il concreto rischio dell’approvazione di una controriforma della normativa in materia di sicurezza, della sua disapplicazione e dell’alleggerimento dei controlli. Per noi invece è inaccettabile la monetizzazione del rischio; pertanto chiediamo che:

  • la normativa sia migliorata (non peggiorata) e applicata in maniera rigorosa,
  • la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori sia una priorità in questo paese

Affinchè

nessuno non torni più a casa dal lavoro,

nessuno sia mutilato o menomato dal lavoro,

nessuno si ammali ancora di lavoro.

Obiettivo: morti, incidenti, malati di lavoro zero

Per approfondimenti sulla normativa in vigore: http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/PrimoPiano/20071221_Sicurezza.htm
http://www.amblav.it/testounico.asp

(a cura di marcello)

Smentita…..

Alcuni colleghi ci hanno riferito che l’azienda sosterrebbe che la modalità impositiva di gestione delle festività infrasettimanali (25 aprile/1 maggio) sia stata concordata con le OO.SS.
Smentiamo in maniera categorica che tale accordo sia stato in alcun modo concordato con le RSU SLC CGIL e come abbiamo già sottolineato con il comunicato del 21/04/2008 ribadiamo che tale gestione è stata decisa in maniera assolutamente unilaterale dall’azienda.
Nello stesso comunicato abbiamo invitato l’azienda ad aprire una discussione sulla questione; a fronte di tale invito abbiamo solo riscontrato una chiusura.


Rsu slc cgil atesia/almaviva contact
Roma 23/04/2008

COMUNICATO FESTIVITA’ INFRASETTIMANALI 21.04.08

In merito alla festività infrasettimanale del 25 aprile e del 01 maggio è vero che l’azienda può richiedere la prestazione lavorativa ma è altrettanto vero che:
si tratta di una variazione dell’orario di lavoro rispetto alle matrici comunicate e come tale c’è l’obbligo di comunicarlo/discuterlo con le RSU tramite incontro ufficiale (cosa che non è avvenuta); infatti in nessuna matrice compare la voce FI (festività infrasettimanale). Sottolineiamo tra l’altro che ad oggi non c’è alcuna comunicazione aziendale scritta, nella quale si impone di non prestare attività lavorativa in questi giorni.
Crediamo che se in alcuni periodi l’azienda ha l’esigenza di minore staffaggio ci sia il diritto dovere di trovare soluzioni condivise (esempio la volontarietà fino a coprire la percentuale richiesta) sia con i lavoratori sia con le RSU.
Ancora una volta assistiamo ad un atteggiamento di chiusura e di scarsa considerazione verso quei dipendenti che pur con salari minimi hanno contribuito e contribuiscono alla ricchezza del gruppo.
Ancora una volta il problema dei costi è scaricato sui lavoratori che ricordiamo essere per la maggioranza part-time a 4h con un salario di 560 euro mese circa. Questa modalità impositiva e di scarsa relazione sta diventando prassi comune; anche in precedenza l’azienda ha gestito così alcune festività (e non solo) aumentando sempre di più la distanza tra lavoratore e impresa. Dove non si ha la capacità di essere autorevoli, si sconfina nell’autoritarismo, soluzione più semplice che puo’ portare nel breve periodo alla risoluzione di un problema, ma che nel medio-lungo periodo non paga.
Invitiamo l’azienda ad aprire una discussione in merito alla gestione della festività infrasettimanale.

RSU SLC CGIL ALMAVIVA CONTACT/ATESIA
ROMA 21/04/2008